“Il governo taglia 5000 insegnanti alla scuola pubblica, quella stessa scuola alla quale chiediamo oltre che formare, anche di educare al rispetto, di vedere i segnali di disagio. Meno insegnanti vuol dire classi più affollate, meno tempo per ascoltare, meno educazione e formazione. Tagliando 4.925 cattedre e regalando il bonus alle private, tra l’altro, sarà la Calabria a pagare più di altre Regioni“. È quanto sostenuto, in un comunicato stampa, da Franca Milazzo, presidente dell’Associazione “Ipazia” di Reggio Calabria.
“La Legge di Bilancio 2027, art. 66 comma 5, cancella altri 4.925 docenti e 2.049 ATA dal 2027/28. Dopo i 5.660 docenti e 2.174 ATA cancellati l’anno scorso. Oltre 14.000 posti bruciati in tre anni per risparmiare 251 milioni. E zero euro per il rinnovo del contratto di chi resta in classe. Nello stesso testo, art. 104, si trovano 20 milioni per prorogare il bonus da 1.500 euro alle paritarie, soprattutto al Nord, dove le scuole private ci sono.
La scuola calabrese non chiede pietà. Chiede quello che spetta: docenti, ATA, potenziamento, rispetto. Per Reggio, per Cosenza, per Crotone, per i paesi dell’Aspromonte e della Sila, queste decisioni sono una presa in giro. Le paritarie nei nostri territori non ci sono. C’è solo la scuola statale, con tre plessi, un bidello e un docente di potenziamento che fa tutto: supplenze, recupero, sostegno, sorveglianza. E proprio quel docente il Governo lo taglia.
La Calabria perde 4.606 alunni in un anno perché i giovani “scappano” e non nascono più figli. Ma “guadagna” 895 alunni con disabilità. Chi li segue, se tagli il potenziamento? Chi tiene aperta la scuola di un paese di 700/1000 abitanti, se tagli gli ATA? E mentre la scuola pubblica Calabrese viene messa in ginocchio, si finanzia la scuola privata del Nord, dove le paritarie ci sono e dove le famiglie possono anche scegliere.
Noi non ci stiamo. Non è austerità, è abbandono selettivo. È la solita storia: la Calabria buona solo per pagare i tagli, mai per ricevere un investimento. Va chiesto il ritiro immediato dell’art. 66, comma 5, il ripristino dell’organico di potenziamento e ATA, e un piano straordinario per le scuole dei piccoli Comuni calabresi.
Siamo stanchi di sentir raccontare la Calabria solo quando c’è un arresto. Raccontatela quando le chiudono le scuole, ultimo presidio di legalità, di cultura, di futuro a una terra che di presidi ne ha già pochi“, conclude Milazzo.
