Lamezia Terme, inaugurata una casa di accoglienza per donne in difficoltà: “c’è chi dorme sotto il portico di una banca”

La Caritas apre "L'Oasi di Elim" nei locali della chiesa della Pietà, con tre posti letto e una culla. Il vescovo Parisi: "Era un'emergenza per il nostro territorio". Don Pagniello richiama le istituzioni: "La Chiesa fa la sua parte ma non deve sostituirsi allo Stato"

Un nuovo rifugio per le donne in difficoltà a Lamezia Terme, comprese quelle che non hanno un luogo sicuro dove trascorrere la notte. È stata inaugurata nella serata di oggi “L’Oasi di Elim”, la nuova casa di accoglienza della Caritas, realizzata all’interno di alcuni locali della chiesa della Pietà. La struttura dispone di tre posti letto e un posto culla ed è destinata a offrire ospitalità temporanea alle donne che vivono situazioni di fragilità ed emergenza. Un intervento che nasce dall’esigenza di rispondere a un bisogno concreto del territorio, dove, come ha raccontato il vescovo Serafino Parisi, ci sono anche donne costrette a dormire sotto il portico di una banca. Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato, tra gli altri, il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, il vescovo di Lamezia Terme e vicepresidente della Conferenza episcopale calabra, monsignor Serafino Parisi, e il direttore della Caritas diocesana, don Fabio Stanizzo. Il nome della struttura richiama l’oasi di Elim citata nella Bibbia, luogo di sosta e ristoro lungo il cammino, e sintetizza la finalità dell’iniziativa: offrire un punto di riferimento e un momento di sollievo a chi attraversa una fase particolarmente difficile della propria vita.

Lamezia Terme, la Caritas apre un rifugio per le donne senza un posto dove dormire

La nuova casa di accoglienza rappresenta una risposta a una necessità che la Chiesa lametina considera urgente, soprattutto per quelle donne che, pur entrando in contatto con i servizi di assistenza già presenti sul territorio, continuano a non disporre di un luogo dove trascorrere la notte. L’Oasi di Elim non è pensata per permanenze prolungate, ma come una struttura capace di offrire un primo sostegno e il tempo necessario per individuare soluzioni attraverso il coinvolgimento delle istituzioni e delle associazioni disponibili a collaborare. A spiegare il significato dell’iniziativa è stato monsignor Serafino Parisi, che ha definito la casa un “punto di riferimento” per le donne in difficoltà. “Non è per le lunghe permanenze però è un’opportunità. Era un’emergenza per il nostro territorio diocesano. Quindi, offrire questo punto di ancoraggio ed avere il tempo, magari anche con la collaborazione delle istituzioni e delle associazioni che si sono rese disponibili, per creare una grande rete che bisogna fare come Caritas, come parrocchie e come centri di ascolto. Questo è un piccolo segno perché sono tre posti oltre a quello per un bambino. La prospettiva, però, è ampia e noi al Signore chiediamo di benedire esattamente questa iniziativa che possa davvero essere utile. Mi augurerei che non ce ne fosse mai bisogno. Il bisogno, però, c’è”. Parole che evidenziano come l’apertura della struttura sia soltanto un primo passo nella costruzione di una rete di accoglienza più ampia, capace di coinvolgere le diverse realtà del territorio diocesano.

Il vescovo Parisi: “Ci sono donne che dormono sotto il portico della banca”

Particolarmente significativa la testimonianza del vescovo sulle condizioni di disagio vissute da alcune donne presenti a Lamezia Terme, che già usufruiscono dei servizi di assistenza della Caritas ma incontrano difficoltà ad accettare un’accoglienza notturna. Una situazione che mette in evidenza la complessità delle condizioni di marginalità sociale e la necessità di costruire rapporti di fiducia con le persone più vulnerabili. L’Oasi di Elim nasce anche per colmare questa mancanza, aggiungendo un nuovo servizio a quelli già garantiti dalla rete diocesana, come la mensa, il centro vestiario e il centro docce. Monsignor Parisi ha descritto così la realtà alla quale la nuova struttura intende offrire una risposta: “a fronte di una situazione che è molto particolare”. Il vescovo ha quindi spiegato: “Per esempio, ci sono donne che dormono sotto il portico della banca e che, nel tempo, sono state contattate e vanno alla mensa della Caritas, al centro vestiario, al centro docce, però, quando si tratta di dormire e di essere accolte sono refrattarie. Adesso, però, c’è questo servizio in più e speriamo che possa dare accoglienza e refrigerio alle persone che ne hanno bisogno, diventando anche una scelta della parrocchia, una cosa condivisa perché deve essere sentito della parrocchia, ma a disposizione di tutta l’area diocesana”. Il presule ha inoltre rivolto un ringraziamento a don Marco Pagniello, definendolo “sempre disponibile, per la sua vicinanza e per i suoi consigli”.

Don Marco Pagniello richiama le istituzioni: “La Chiesa non deve sostituirsi allo Stato”

L’inaugurazione della casa di accoglienza ha rappresentato anche un’occasione per richiamare l’attenzione delle istituzioni pubbliche sulle condizioni di esclusione sociale che interessano alcune donne del territorio. Il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, ha sottolineato il significato dell’intervento promosso dalla Diocesi di Lamezia Terme, evidenziando però come l’impegno della Chiesa non possa sostituire le responsabilità degli enti pubblici nell’assistenza alle persone più fragili. “L’inaugurazione di stasera”, ha detto don Pagniello, “è l’ennesimo segno di carità di questa Diocesi che è anche un messaggio: farsi rifugio per i poveri. Ed è un segno anche per richiamare l’attenzione di chi è chiamato a governare questa città che ci sono persone, in questo caso donne, che rischiano di restare escluse ed hanno bisogno di assistenza. La Chiesa fa la sua parte ma non vuole e non deve sostituirsi allo Stato”. Un richiamo alla necessità di un’azione condivisa tra realtà ecclesiali, istituzioni e associazioni, affinché l’accoglienza non resti un intervento isolato ma possa inserirsi in un sistema di sostegno più articolato. La nuova struttura, pur disponendo di un numero limitato di posti, vuole rappresentare un segnale concreto di attenzione verso chi vive condizioni di difficoltà e necessita di un punto di riferimento immediato.

L’Oasi di Elim, un nuovo servizio della Caritas diocesana

Il progetto si inserisce nel percorso di ascolto e assistenza portato avanti dalla Caritas diocesana di Lamezia Terme, impegnata quotidianamente nel sostegno alle persone più vulnerabili attraverso i servizi presenti sul territorio. Il direttore, don Fabio Stanizzo, ha evidenziato il valore dell’iniziativa, sottolineando come anche una struttura di dimensioni contenute possa rappresentare un aiuto importante per chi si trova in una situazione di emergenza. Per don Stanizzo, l’Oasi di Elim “è una piccola goccia che, però, intende essere anche un segno concreto di ristoro a chi busserà alla nostra porta. Come Caritas e come Chiesa diocesana abbiamo ascoltato ed ascoltiamo il territorio cercando di dare risposte ai tanti bisogni ed istanze che quotidianamente ci giungono, mettendoci al servizio dei più deboli ed indifesi”. All’inaugurazione hanno partecipato anche Domenico Gianturco, assessore alle Politiche sociali del Comune di Lamezia Terme; Luigina Pileggi, presidente del Soroptimist Club Lamezia Terme, insieme ad altre socie del club; Teresa Maiolo, presidente provinciale dell’Ente nazionale sordi (ENS), e l’interprete LIS Mery Maiolino. La presenza dei rappresentanti istituzionali e associativi ha accompagnato l’apertura di un nuovo spazio di solidarietà che la Diocesi intende mettere a disposizione dell’intera area diocesana. Con i suoi tre posti letto e il posto culla, l’Oasi di Elim diventa così un ulteriore presidio di accoglienza, pensato per offrire alle donne in difficoltà un luogo di sosta, protezione e ristoro, secondo il significato biblico del nome scelto per la struttura.