Israele, Herzog affida a Eisenkot l’incarico di formare il governo: ma è già scontro con Lieberman, maggioranza a rischio

Il leader di Yashar riceve il mandato dopo aver ottenuto 67 indicazioni parlamentari, ma le divisioni nel fronte anti-Netanyahu complicano la formazione dell'esecutivo. Domani il confronto decisivo con Lieberman, che esclude il sostegno dei partiti arabi e apre agli ultraortodossi

Si apre una nuova fase politica in Israele. Il presidente Isaac Herzog ha affidato ufficialmente al leader del partito Yashar, Gadi Eisenkot, l’incarico di formare il prossimo governo, nel corso di una cerimonia alla residenza presidenziale di Gerusalemme. La decisione arriva dopo le consultazioni con le forze politiche della nuova Knesset, durante le quali Eisenkot ha ottenuto le indicazioni di 67 parlamentari, contro le 46 espresse a favore del premier uscente Benjamin Netanyahu.

Il mandato, tuttavia, non garantisce la nascita del nuovo esecutivo. Le profonde divergenze tra i partiti che si oppongono a Netanyahu rischiano infatti di complicare la costruzione di una maggioranza parlamentare. Eisenkot avrà 28 giorni per formare il governo, con la possibilità di ottenere una proroga di ulteriori 14 giorni.

Israele, Eisenkot e Lieberman verso un incontro decisivo per il nuovo governo

Secondo quanto riferiscono i media israeliani, Gadi Eisenkot e Avigdor Lieberman, leader di Yisrael Beytenu, si incontreranno domani, lunedì 9 novembre, per tentare di superare i contrasti sulla formazione del governo e coordinare l’agenda parlamentare del cosiddetto “blocco del cambiamento”. Il confronto precederà di un giorno l’insediamento della nuova Knesset, previsto per martedì 10 novembre. Eisenkot dovrebbe inoltre incontrare il leader di B’Yachad, Naftali Bennett, nel tentativo di rafforzare le intese tra le diverse forze politiche.

Il nodo dei partiti arabi e l’apertura agli ultraortodossi

Il principale ostacolo riguarda la posizione di Avigdor Lieberman, che ha escluso categoricamente il proprio sostegno a un governo di minoranza o a un esecutivo la cui sopravvivenza dipenda dai parlamentari dei partiti arabi. Una condizione che riduce sensibilmente le possibilità di Eisenkot di costruire una maggioranza alternativa a Netanyahu.

Lieberman ha invece manifestato una sorprendente disponibilità a trattare con i partiti ultraortodossi, modificando la tradizionale posizione di contrarietà alla collaborazione con queste formazioni. Il leader di Yisrael Beytenu ha inoltre prospettato la possibilità che alcuni parlamentari del Likud decidano di abbandonare lo schieramento dell’attuale premier.

Le accuse a Lieberman e il futuro politico di Netanyahu

Il cambiamento di posizione sugli ultraortodossi ha provocato critiche e alimentato tensioni all’interno del fronte che punta a sostituire Benjamin Netanyahu. Secondo i suoi detrattori, Lieberman starebbe ostacolando i tentativi di Eisenkot di formare il governo per perseguire proprie ambizioni politiche, con l’obiettivo di conquistare personalmente la guida dell’esecutivo. Accuse respinte dallo stesso Lieberman.

Il quadro politico israeliano resta dunque incerto. Nonostante l’incarico ricevuto da Herzog e il sostegno raccolto durante le consultazioni, Eisenkot dovrà trasformare le indicazioni parlamentari in una maggioranza effettiva, superando veti reciproci e profonde divergenze politiche. Il confronto con Lieberman rappresenterà uno dei primi passaggi di questo complesso negoziato, mentre Netanyahu rimane alla guida del governo uscente fino alla formazione di un nuovo esecutivo.