La pesante sconfitta dei repubblicani alle elezioni di Midterm del 3 novembre 2026 potrebbe provocare un vero terremoto all’interno dell’amministrazione di Donald Trump. Secondo un’esclusiva pubblicata oggi dal quotidiano britannico The Independent, il Segretario di Stato americano Marco Rubio starebbe valutando di dimettersi per preparare una possibile candidatura alle elezioni presidenziali del 2028, prendendo progressivamente le distanze dal presidente e soprattutto dalla controversa guerra contro l’Iran.
Le indiscrezioni arrivano da fonti di alto livello del Partito Repubblicano e da esponenti del governo britannico, che già prima della sconfitta elettorale avevano ipotizzato un’uscita di Rubio dall’amministrazione. Il risultato delle Midterm, che ha consegnato ai democratici il controllo di Camera e Senato, avrebbe ulteriormente rafforzato queste valutazioni.
Rubio pronto a lasciare Trump? La guerra in Iran al centro delle indiscrezioni
Il motivo principale di una possibile rottura politica sarebbe la guerra in Iran, che ha contribuito alla perdita di consenso dei repubblicani e alla sconfitta elettorale dell’amministrazione Trump.
Una fonte interna a Washington ha dichiarato al The Independent che Rubio avrebbe bisogno di “prendere le distanze dalla guerra con l’Iran e attribuirne la responsabilità a Trump”.
Un alleato del Segretario di Stato ha spiegato al quotidiano britannico: “è perfettamente logico che si dimetta e lasci l’amministrazione. Rubio è al momento il principale candidato alla nomination repubblicana. È decisamente in vantaggio su Vance.
Ma non può candidarsi finché è ancora segretario di Stato e, in ogni caso, il suo legame con l’amministrazione non farebbe altro che danneggiare le sue prospettive”.
Si tratta di una valutazione espressa da una fonte anonima vicina a Rubio, non di una decisione annunciata dal diretto interessato né di una graduatoria elettorale confermata dai sondaggi.
Secondo il quotidiano, Rubio potrebbe essere uno dei quattro o cinque componenti dell’amministrazione Trump intenzionati a lasciare il proprio incarico dopo la sconfitta repubblicana, anche per evitare di rimanere coinvolti nelle possibili indagini parlamentari del nuovo Congresso a maggioranza democratica.
Presidenziali USA 2028, la possibile sfida tra Marco Rubio e JD Vance
L’eventuale uscita di Rubio aprirebbe una nuova fase nella competizione interna al Partito Repubblicano per individuare il successore di Donald Trump alla Casa Bianca.
Il principale protagonista di questa partita è attualmente il vicepresidente JD Vance, considerato uno dei possibili candidati alla nomination repubblicana del 2028. Ma secondo le fonti raccolte dal The Independent, Rubio potrebbe rappresentare un’alternativa importante, grazie alla propria esperienza diplomatica e ai rapporti costruiti negli anni con gli alleati internazionali.
La guerra contro l’Iran potrebbe diventare uno dei temi centrali del confronto. Lo stesso Vance, dopo la sconfitta alle Midterm, ha attribuito al conflitto una parte decisiva della perdita di consenso repubblicano, riconoscendo il malcontento degli elettori per le conseguenze economiche della crisi.
Rubio, invece, avrebbe già assunto un “ruolo più discreto” nelle questioni iraniane, secondo quanto osservato da esponenti repubblicani e funzionari britannici, nonostante ricopra contemporaneamente gli incarichi di Segretario di Stato e consigliere per la Sicurezza nazionale.
Rubio apprezzato dal governo britannico: i rapporti con Londra
Un altro elemento emerso dall’inchiesta riguarda la reputazione internazionale del Segretario di Stato americano.
Secondo The Independent, Marco Rubio avrebbe lasciato un’impressione particolarmente positiva ai tre ministri degli Esteri britannici con i quali ha collaborato: David Lammy, Yvette Cooper ed Ed Miliband, quest’ultimo alla guida della diplomazia del Regno Unito dal luglio 2026.
Il quotidiano riferisce che Cooper avrebbe espresso grande apprezzamento per le capacità intellettuali e diplomatiche di Rubio, considerandolo un interlocutore preparato e disponibile al confronto.
Una fonte di alto livello del governo britannico ha inoltre riferito che a Londra si osservano con attenzione le sue prossime mosse, ritenendo possibile una candidatura presidenziale e poco probabile una lunga permanenza nell’amministrazione dopo le Midterm.
La Casa Bianca smentisce: nessuna conferma delle dimissioni di Rubio
Le indiscrezioni del The Independent sono state tuttavia duramente respinte dalla Casa Bianca e dal Dipartimento di Stato americano.
Il portavoce presidenziale Davis Ingle ha contestato la ricostruzione del quotidiano britannico, definendo prive di fondamento le ipotesi su una possibile rottura interna all’amministrazione. Anche il Dipartimento di Stato, attraverso il funzionario Dylan Johnson, ha respinto le notizie, criticando il ricorso a fonti anonime.
Del resto, ancora nel settembre scorso, Rubio aveva dichiarato pubblicamente di non avere programmi per una candidatura presidenziale e di essere completamente concentrato sui propri incarichi governativi. In precedenza aveva inoltre manifestato la disponibilità a sostenere JD Vance qualora il vicepresidente decidesse di candidarsi.
Non è quindi possibile considerare le dimissioni o la candidatura del Segretario di Stato come decisioni già prese.
Resta però il significato politico delle indiscrezioni: la sconfitta di Trump alle Midterm e il peso della guerra in Iran stanno alimentando il confronto sul futuro del Partito Repubblicano. E se Marco Rubio decidesse davvero di lasciare il governo per intraprendere una propria strada verso le Presidenziali 2028, si aprirebbe una nuova fase nella successione politica al tycoon, con possibili conseguenze anche sugli equilibri interni della Casa Bianca.
