“La ragione per cui abbiamo perso è la guerra. Il presidente stesso lo ha detto la notte scorsa”. È un’analisi netta quella di JD Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, che attribuisce alla guerra contro l’Iran la responsabilità principale della pesante sconfitta dei repubblicani alle Elezioni di Midterm del 3 novembre 2026. In un lungo messaggio pubblicato su X, Vance ha ricostruito le ragioni del voto, spiegando che il problema non è stato la scarsa partecipazione dell’elettorato conservatore, ma il passaggio ai democratici di una parte degli americani che avevano sostenuto Donald Trump alle presidenziali del 2024.
Vance e la sconfitta di Trump: gli elettori repubblicani hanno cambiato voto
Il vicepresidente ha raccontato di aver ricevuto, alla vigilia delle elezioni, un’analisi particolarmente pessimistica da un sondaggista da lui considerato “una delle persone più preparate che conosca in politica”. La previsione indicava una possibile sconfitta repubblicana di 13 punti nelle intenzioni di voto per il Congresso, un dato che aveva sorpreso lo stesso Vance nonostante le difficoltà già evidenti durante la campagna elettorale.
Le rilevazioni mostravano un fenomeno preciso: molti elettori di Trump del 2024 erano delusi e arrabbiati e si preparavano a votare per i democratici. Non si trattava dunque soltanto di una perdita di entusiasmo, ma di un vero cambiamento nelle preferenze elettorali.
Interpellati sulle condizioni necessarie per tornare a sostenere i repubblicani, questi elettori avevano indicato quattro priorità: “mettere fine alla guerra, concentrarsi sul costo della vita e sull’inflazione, rimettere l’America al primo posto e cambiare il rapporto con Israele”.
Vance ha quindi respinto l’interpretazione secondo cui la sconfitta sarebbe stata determinata principalmente dall’assenza di una parte dell’elettorato repubblicano. “Il nostro elettorato è andato a votare. E sono proprio queste quattro ragioni che hanno spinto molti a scegliere i democratici”, ha scritto il vicepresidente.
La guerra in Iran, il costo della vita e le richieste ignorate dagli elettori
L’analisi di JD Vance mette al centro il rapporto tra la politica estera dell’amministrazione Trump e le difficoltà economiche delle famiglie americane. La prosecuzione della guerra in Iran, le preoccupazioni per l’inflazione e il costo della vita avrebbero contribuito, secondo il vicepresidente, ad allontanare dal Partito Repubblicano una parte del suo stesso elettorato.
Una lettura che coincide almeno in parte con quanto ammesso da Donald Trump nella notte elettorale, quando aveva riconosciuto il peso del conflitto sulle sconfitte repubblicane, pur continuando a difendere le proprie scelte militari.
Nel suo intervento Vance ha anche preso le difese di Rachel Campos-Duffy, conduttrice di Fox News e moglie del segretario ai Trasporti Sean Duffy, criticata lunedì per aver auspicato una soluzione diplomatica alla guerra contro l’Iran.
Secondo il vicepresidente, il risultato delle elezioni ha dimostrato che quel consiglio politico aveva un fondamento concreto. La richiesta di porre fine alla guerra, infatti, sarebbe stata una delle ragioni decisive del cambiamento di voto di molti sostenitori repubblicani.
La posizione espressa da Vance apre così una riflessione all’interno dell’amministrazione americana: la sconfitta alle Midterm non sarebbe soltanto un giudizio negativo sull’economia o sui candidati repubblicani, ma anche sulle scelte di politica estera di Trump. Un segnale che il vicepresidente considera necessario ascoltare dopo la conquista democratica di Camera e Senato.
