Un candidato al Senato con lo stesso nome del senatore repubblicano uscente, un presunto piano per confondere gli elettori e una scomparsa denunciata dal presidente americano. Nel giorno delle elezioni di Midterm USA 2026, Donald Trump torna sulla controversa vicenda di Daniel J. Sullivan Jr., candidato indipendente in Alaska, accusando i Democratici di aver favorito la sua candidatura per danneggiare il senatore repubblicano Dan Sullivan.
“Il falso candidato dell’Alaska Daniel J. Sullivan Jr è scomparso nel nulla! È completamente sparito, nessuno è riuscito a trovarlo”. Lo ha scritto Trump in un post su Truth Social, rilanciando le accuse dopo le rivelazioni pubblicate dal New York Times.
Chi è Daniel J. Sullivan Jr. e perché la sua candidatura ha provocato un caso politico
Al centro della controversia c’è Daniel J. Sullivan Jr., un insegnante in pensione residente a Petersburg, in Alaska, che ha deciso di candidarsi al Senato americano. Il problema, secondo i Repubblicani, è che il suo nome risulta quasi identico a quello del senatore uscente Dan S. Sullivan, candidato alla rielezione contro la democratica Mary Peltola.
La somiglianza tra i nomi avrebbe potuto confondere una parte degli elettori repubblicani, portandoli a votare per il candidato sbagliato e sottraendo così consensi al senatore uscente.
Daniel J. Sullivan Jr. si era inizialmente presentato come repubblicano, per poi modificare la propria affiliazione politica. Sulla scheda elettorale compare infatti senza appartenenza partitica, mentre il senatore uscente è chiaramente indicato come repubblicano in carica.
Le rivelazioni del New York Times sul presunto piano dei Democratici
A rendere ancora più controversa la vicenda è stata un’inchiesta del New York Times pubblicata il 28 ottobre, basata su interviste, messaggi e documenti, secondo la quale esponenti legati alla campagna di Mary Peltola e ad ambienti democratici avrebbero lavorato per individuare e convincere altri candidati a partecipare alla competizione elettorale.
Secondo la ricostruzione del quotidiano, già nell’estate del 2025 sarebbe stata avviata una ricerca di persone chiamate Dan Sullivan residenti in Alaska, con l’obiettivo di trovare un omonimo del senatore repubblicano e favorirne la candidatura.
La strategia avrebbe avuto lo scopo di disperdere i voti destinati al GOP e aumentare le possibilità di vittoria di Peltola. La candidata democratica ha tuttavia negato di essere stata a conoscenza del reclutamento dell’omonimo o di avervi partecipato.
Trump denuncia la scomparsa: le accuse agli avvocati democratici
La vicenda ha assunto nuovi contorni dopo che Daniel J. Sullivan Jr. ha smesso di rispondere ai tentativi di contatto di diversi giornalisti. Secondo CBS News, l’uomo avrebbe lasciato la cittadina di Petersburg nei giorni precedenti al voto, prendendo un volo diretto ad Anchorage.
Non ci sono tuttavia elementi verificati che confermino una scomparsa in senso investigativo o un eventuale rapimento. Trump ha comunque utilizzato la circostanza per rilanciare le proprie accuse contro i Democratici.
“Forse è stato ‘rapito’ dagli avvocati corrotti dei democratici??? Sono terrorizzati all’idea di essere perseguiti per frode elettorale!!!”, ha aggiunto il presidente americano nel suo intervento su Truth Social.
Midterm in Alaska, interviene la giustizia: la battaglia sulle schede elettorali
La controversia è già approdata nei tribunali americani. Le autorità elettorali dell’Alaska avevano inizialmente cercato di escludere Daniel J. Sullivan Jr. dalla competizione, ma i giudici statali hanno consentito la sua partecipazione, non individuando una disposizione che vietasse la candidatura sulla base delle presunte motivazioni dell’aspirante senatore.
Su impulso dell’amministrazione Trump, il Dipartimento di Giustizia ha inoltre promosso un’azione legale per impedire la certificazione di un eventuale risultato elettorale compromesso dalla confusione tra i due omonimi. Il 1° novembre un giudice federale ha respinto il ricorso, ma il Dipartimento ha presentato appello.
È stata avviata anche un’indagine penale sulle presunte manovre elettorali, senza che siano state accertate responsabilità penali a carico dei protagonisti della vicenda.
Il caso dei due Dan Sullivan rende così ancora più complessa una delle sfide decisive per il controllo del Senato americano. E mentre gli elettori dell’Alaska sono chiamati alle urne, resta aperto lo scontro politico e giudiziario su una candidatura che, secondo i Repubblicani, potrebbe incidere sull’esito delle Midterm USA.
