Nuovo colpo di scena nella politica israeliana. La Lista Unita, alleanza che riunisce i partiti Hadash, Ta’al e Balad, ha annunciato il proprio sostegno a Gadi Eisenkot, leader di Yashar e principale avversario del premier uscente Benjamin Netanyahu, per la formazione del prossimo governo di Israele. La decisione arriva dopo le elezioni israeliane del 27 ottobre 2026, mentre proseguono le consultazioni del presidente Isaac Herzog con le forze politiche rappresentate nella Knesset. Una delegazione della Lista Unita, che ha conquistato 11 seggi, è incaricata di comunicare formalmente al capo dello Stato la decisione raggiunta all’unanimità.
Israele, la Lista Unita sostiene Eisenkot per impedire il ritorno di Netanyahu
L’alleanza araba ha spiegato di aver deciso di sostenere Eisenkot in “risposta alla richiesta dell’opinione pubblica di impedire il ritorno al potere di Netanyahu e del suo governo”. La scelta non cancella tuttavia le divergenze politiche con il resto dell’opposizione israeliana. La Lista Unita sottolinea infatti che il blocco guidato da Eisenkot non avrebbe ancora dimostrato sufficiente volontà di “contrastare il percorso di Netanyahu, l’incitamento all’odio contro i cittadini arabi e i tentativi di intaccare la legittimità delle loro scelte politiche”.
Nonostante queste riserve, l’alleanza ritiene necessario rafforzare la posizione del leader di Yashar nelle consultazioni presidenziali. “Nonostante Eisenkot abbia ricevuto più raccomandazioni di Netanyahu, riteniamo importante ampliare il divario tra loro”, si legge nella posizione espressa dalla Lista Unita.
Eisenkot verso l’incarico di formare il governo: 67 parlamentari contro Netanyahu
Secondo quanto riportato dal Times of Israel, con il sostegno della Lista Unita salgono a 67 i parlamentari favorevoli a indicare Gadi Eisenkot come candidato alla guida del nuovo governo, su un totale di 120 membri della Knesset.
Si tratta di un numero superiore alla soglia di maggioranza di 61 seggi e di un vantaggio significativo rispetto a Netanyahu, che ha visto indebolirsi la propria posizione anche dopo la decisione del partito ultraortodosso United Torah Judaism di non raccomandare alcun candidato.
Secondo fonti citate da Haaretz, la decisione della Lista Unita sarebbe arrivata senza trattative interne. Il sostegno degli 11 parlamentari arabi rappresenta comunque un passaggio importante nel tentativo di favorire un’alternativa all’esecutivo uscente.
La partita politica resta però aperta. Le raccomandazioni al presidente Herzog non equivalgono automaticamente alla disponibilità dei partiti a entrare nella stessa coalizione di governo. Eisenkot dovrà infatti verificare la possibilità di costruire una maggioranza parlamentare effettiva, superando le divergenze tra le diverse forze politiche.
Spetterà ora al presidente israeliano individuare il candidato con le maggiori possibilità di formare un esecutivo. Intanto, la prospettiva di un governo senza Benjamin Netanyahu prende consistenza, anche se il passaggio dalle indicazioni parlamentari alla nascita di una nuova maggioranza rimane ancora tutto da definire.
