Cateno De Luca torna a parlare del suo futuro politico e dell’accordo con il centrodestra di Giorgia Meloni, svelando i retroscena delle trattative, i rapporti con i principali esponenti della maggioranza e le prospettive elettorali di Sud chiama Nord. In un’intervista rilasciata a Luca De Carolis de “Il Fatto Quotidiano”, il sindaco di Taormina rivendica la propria autonomia politica, conferma l’interesse nei confronti del suo progetto anche da parte di parlamentari del centrosinistra e riserva parole durissime a Roberto Vannacci. Il leader siciliano, che ha condiviso l’intervista sui propri canali social, si dice consapevole della crescente attenzione intorno al movimento e chiarisce di non essere interessato a costruire alleanze basate esclusivamente sulla distribuzione di incarichi. “Mi cercano un po’ tutti, è vero, e parlo innanzitutto di parlamentari. Anche di centrosinistra, certo”, afferma De Luca, spiegando di guardare con diffidenza a chi si avvicina al suo progetto chiedendo immediatamente quale ruolo potrebbe ottenere.
De Luca e l’accordo con Meloni: “ho preferito la solidità del centrodestra”
Uno dei passaggi centrali dell’intervista riguarda la decisione di Sud chiama Nord di sostenere la coalizione di centrodestra in vista delle prossime elezioni politiche. De Luca conferma che anche il centrosinistra aveva tentato di coinvolgerlo, ma sostiene di aver trovato maggiori garanzie politiche nell’intesa con la maggioranza guidata da Giorgia Meloni. “Ci avevano cercato anche dall’altra parte, ma all’amore clandestino che ci offriva il centrosinistra ho preferito la solidità del centrodestra. Per stare con il Campo largo sarei dovuto passare per Casa riformista e dai civici in provetta di Alessandro Onorato. Ma ho la mia identità di amministratore, che sa come si prendono i voti. Nelle ultime Regionali in Sicilia ne ho presi oltre 500mila”, dichiara. Il sindaco di Taormina racconta anche di un incontro con Alessandro Onorato, avvenuto prima della definizione dell’accordo con il centrodestra. “Prima di accordarmi con il centrodestra sono andato a cena con Onorato. Dopo averlo ascoltato, gli ho detto: ‘Non faccio più il venditore di tappeti'”, riferisce De Luca.
I retroscena della trattativa: La Russa, Bignami, Donzelli e il ruolo di Galvagno
Il leader di Sud chiama Nord ricostruisce anche le tappe che hanno portato alla definizione dell’intesa politica con il centrodestra, indicando i protagonisti delle interlocuzioni. “La trattativa è partita tre mesi fa con Ignazio La Russa, Galeazzo Bignami e Giovanni Donzelli. Ma tutto è nato da un invito del mio amico fraterno Gaetano Galvagno, che ha favorito le prime interlocuzioni”, spiega. Il sindaco di Taormina chiarisce inoltre di non aver mai incontrato personalmente Giorgia Meloni, pur avendo avuto con lei un primo contatto telefonico nel 2025.
De Luca racconta la prima telefonata con Meloni: “abbiamo salvato la cardiochirurgia di Taormina”
Nell’intervista emerge anche un episodio che De Luca considera significativo per descrivere il proprio rapporto con la presidente del Consiglio. Il primo contatto telefonico con Giorgia Meloni risalirebbe al 1° aprile 2025, quando il sindaco di Taormina cercava un intervento per scongiurare la chiusura del reparto di cardiochirurgia della città. “Non l’ho mai incontrata. Le ho parlato per la prima volta il 1° aprile 2025. Cercavo aiuto per non far chiudere il reparto di cardiochirurgia di Taormina. Mi ha richiamato 24 ore dopo e abbiamo salvato il reparto. Sa il fatto suo”, racconta De Luca. Un episodio attraverso il quale il leader siciliano esprime il proprio apprezzamento per la capacità di intervento della premier, pur rivendicando la propria indipendenza politica.
Sud chiama Nord punta al 3%: “potremmo chiedere un ministro, ma non sarei io”
Sul futuro elettorale del movimento, De Luca indica un obiettivo ambizioso: superare il 3% alle prossime elezioni politiche, anche grazie al sostegno della rete di amministratori locali riuniti nel progetto Sindaci d’Italia. “Quello iniziale era il 2, ma ora ce la possiamo fare, col sostegno di Sindaci d’Italia, che raccoglie amministratori di tutto il Paese, e con le preghiere di Maurizio Lupi, detto rispettosamente. Se noi superiamo il 3 per cento lui ce la farà come migliore perdente”, afferma. Il riferimento è al leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, con il quale De Luca non ha raggiunto un accordo per la costruzione di una lista comune. Il sindaco di Taormina rivendica la scelta di mantenere autonoma la propria formazione politica, evitando intese finalizzate esclusivamente a ottenere rappresentanza parlamentare. “Io ho dimostrato maturità. Avrei potuto cercare l’accordo, puntando a posti nella casa di Gesù, il Parlamento. Ma la somma in politica non fa il totale. Sono un leader di periferia, e non posso fare errori”, dichiara. Quanto all’eventuale partecipazione al futuro governo, De Luca non esclude che Sud chiama Nord possa avanzare richieste qualora riuscisse a eleggere un numero significativo di parlamentari. “Se riuscissimo a eleggere un discreto numero di parlamentari potremmo anche chiedere un ministro. Ma sicuramente non sarei io”, precisa.
Il vero obiettivo di De Luca resta la presidenza della Regione Siciliana
Nonostante l’accordo nazionale con il centrodestra, Cateno De Luca conferma che la sua principale ambizione politica resta la guida della Regione Siciliana. Il leader di Sud chiama Nord non esclude una candidatura alle elezioni politiche, ma chiarisce che un’eventuale partecipazione avrebbe principalmente una funzione elettorale. “Eventualmente solo per drenare voti. Il mio obiettivo resta la presidenza della Regione Sicilia. Ma ho preteso che il centrodestra mi lasciasse mani libere nella mia terra”, afferma.
Sindaci d’Italia, De Luca conferma l’arrivo di amministratori dal centrosinistra
Il leader di Sud chiama Nord si sofferma anche sulla composizione del progetto Sindaci d’Italia, sottolineando la presenza di numerosi amministratori provenienti dal centrosinistra. “Sindaci d’Italia è composta soprattutto da amministratori che vengono da lì. Il presidente, Ernesto Magorno, è stato segretario del Pd in Calabria”, ricorda De Luca. La figura di Ernesto Magorno, già segretario regionale del Partito Democratico in Calabria e successivamente vicino all’area renziana, viene indicata come esempio della natura trasversale della nuova formazione. Il movimento punta dunque a coinvolgere amministratori locali con esperienze politiche differenti, mantenendo al centro la dimensione civica e territoriale.
De Luca contro Vannacci: “mi offendo se mi paragona a lui, è un disertore”
Particolarmente duro il passaggio dell’intervista dedicato a Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, con il quale De Luca rifiuta qualsiasi paragone politico. Alla domanda del giornalista che lo definisce l’anti-Vannacci, il sindaco di Taormina risponde senza mezzi termini. “Mi offendo se mi paragona a lui. Vannacci è un disertore, che si è candidato con la Lega e poi l’ha lasciata. Ha ammesso di non essere in grado di fare il sindaco, mentre io lo faccio da decenni. Lui è solo un cazzaro”, dichiara. De Luca rivendica così la propria lunga esperienza amministrativa, contrapponendola al percorso politico dell’ex generale. Le sue parole confermano la distanza tra i due leader, entrambi protagonisti del dibattito sulle prospettive elettorali del centrodestra, ma portatori di progetti politici profondamente differenti.
Tensioni con la Lega, De Luca risponde sul Patto per il Nord e su Renzo Bossi
Nell’intervista vengono affrontati anche i rapporti con la Lega, alla luce delle tensioni emerse dopo le interlocuzioni avviate da De Luca con il Patto per il Nord e le dichiarazioni relative a una possibile candidatura di Renzo Bossi. Il sindaco di Taormina respinge l’idea che la crescita del suo movimento possa rappresentare un problema per gli altri partiti della coalizione. “Se è un problema lo è solo per loro. In una coalizione non puoi temere la crescita di un’altra forza politica. Spero sia una boutade”, afferma. De Luca affronta poi direttamente la questione dei rapporti con Matteo Salvini, ricordando un episodio risalente al 2017, quando venne arrestato per la seconda volta. “Non ha titolo per farlo. Nel 2017, quando venni arrestato per la seconda volta, fece uscire un’agenzia in cui si rallegrava per non avermi messo in lista. Ma era una minchiata: non c’era stata alcuna trattativa. Dopo la mia assoluzione non si è scusato pubblicamente. Però voglio avere ottimi rapporti con tutti i partiti, Lega compresa”, racconta.
De Luca e la sfida delle prossime elezioni: “spero di fare la differenza”
L’intervista si conclude con una riflessione sul possibile peso elettorale di Sud chiama Nord nella futura competizione nazionale. Alla domanda sulla capacità del suo movimento di risultare determinante per l’esito delle elezioni, De Luca evita di sbilanciarsi. “Non lo dico, perché non sono presuntuoso. Ma lo spero”, risponde. Il sindaco di Taormina conferma così la volontà di costruire un soggetto politico capace di incidere sugli equilibri nazionali, senza rinunciare al proprio radicamento territoriale e all’obiettivo di conquistare la presidenza della Regione Siciliana.
