Dal Manicomio di Girifalco al cannibalismo, dalle diverse manifestazioni del male fino alle questioni legate all’identità di genere. Un viaggio attraverso alcuni dei temi più complessi della ricerca sociale, trasformati in una rappresentazione teatrale capace di intrecciare linguaggi artistici e approfondimento scientifico. È questo il percorso proposto da “Metamorfosi Sociali – Requiem”, lo spettacolo andato in scena sabato 7 novembre 2026 nella Sala lettura del Complesso Monumentale San Giovanni di Catanzaro. L’evento, seguito da un pubblico attento e coinvolto, ha segnato un passaggio significativo per Scienze Sociali in Scena, che ha scelto di congedarsi simbolicamente dai temi che ne hanno accompagnato la nascita per preparare una nuova fase del proprio percorso artistico e divulgativo. Al centro della rappresentazione Davide Costa, presidente e ideatore dell’associazione, nonché assegnista di ricerca dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, protagonista di una performance costruita attraverso sei personaggi e altrettanti cambi di scena. Lo spettacolo ha rappresentato anche un’occasione per guardare al futuro, con l’annuncio di una nuova collaborazione e un finale pensato per anticipare le atmosfere della stagione 2027.
Sei personaggi per raccontare il male: dal Manicomio di Girifalco ai serial killer
La particolarità di “Metamorfosi Sociali – Requiem” risiede nella costruzione di un percorso teatrale affidato interamente all’interpretazione di Davide Costa, chiamato a dare vita a sei personaggi attraverso altrettanti cambi di scena, d’abito e di registro interpretativo. La rappresentazione si apre con Antonio, paziente del Manicomio di Girifalco, figura attraverso la quale viene richiamato uno dei temi che hanno caratterizzato il percorso di ricerca e divulgazione dell’associazione. Il racconto prosegue con il Cannibale senza nome e con Andrei Romanovich Chikatilo, prima di affrontare una personificazione del male nelle sue diverse forme. Un ulteriore passaggio è dedicato a Frederick Harold Shipman, mentre nell’ultimo atto è lo stesso Costa a comparire nella veste di Divulgatore teatrale. Una successione di figure e contenuti che permette di attraversare differenti dimensioni della devianza, della violenza e delle dinamiche sociali, mantenendo un collegamento con i temi affrontati dalla ricerca sociologica. Ogni interpretazione è stata accompagnata da una specifica costruzione scenica, nella quale musica, immagini e recitazione hanno contribuito a dare forma a un racconto unitario. Il risultato è stato uno spettacolo in cui i personaggi non rappresentano episodi isolati, ma parti di un unico percorso artistico e scientifico.
Davide Costa firma testo, regia e interpretazione: la ricerca sociologica diventa teatro
L’intera costruzione dello spettacolo è stata curata personalmente da Davide Costa, che ha seguito ogni aspetto della produzione, dalla scrittura del testo alla regia, dall’interpretazione alla recitazione, fino alla selezione musicale, alla realizzazione dei video di scena, alla scenografia e all’allestimento. Un lavoro concepito come un’unica macchina scenica, nella quale ciascun elemento è stato progettato per contribuire alla rappresentazione teatrale di temi nati dalla ricerca, dalla scrittura e dal percorso personale e scientifico dell’autore. In questa impostazione, i diversi linguaggi non sono stati utilizzati come semplici strumenti di accompagnamento, ma sono diventati componenti essenziali della narrazione. La musica, le immagini, i cambi d’abito e le trasformazioni scenografiche hanno scandito il passaggio tra i personaggi e le differenti dimensioni del racconto, costruendo una continuità tra il contenuto scientifico e la sua restituzione artistica. È proprio questa integrazione a caratterizzare il progetto di Scienze Sociali in Scena, nel quale teatro e sociologia si incontrano senza limitarsi a una semplice alternanza tra momenti divulgativi e rappresentazione. La ricerca diventa materia teatrale e la scena assume il ruolo di spazio nel quale affrontare, attraverso linguaggi differenti, questioni complesse della società e dell’esperienza umana.
Il contributo del professor Raffaele Serra e l’incontro tra scienza, musica e cinema
Un ruolo importante nella struttura dello spettacolo è stato affidato anche al professor Raffaele Serra, Ordinario di Chirurgia Vascolare presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro e maestro di Davide Costa. La sua voce fuori campo ha accompagnato e scandito le parti dedicate alla divulgazione scientifica, inserendosi in una costruzione narrativa arricchita da musiche e video realizzati appositamente per la performance. Questo contributo ha rafforzato il collegamento tra il percorso teatrale e la dimensione della ricerca, una delle caratteristiche principali dell’attività di Scienze Sociali in Scena. La rappresentazione ha infatti confermato un’impostazione nella quale arte e scienza non vengono presentate come realtà separate, ma come linguaggi capaci di fondersi all’interno di un’unica esperienza espressiva. La recitazione non si limita a illustrare i contenuti della ricerca, così come la musica e il cinema non svolgono una funzione puramente decorativa. Ogni componente partecipa alla costruzione dello spettacolo, contribuendo a trasformare il materiale scientifico e narrativo in un’esperienza scenica complessiva. Un metodo che costituisce la cifra distintiva del progetto ideato da Costa e che ha trovato in “Metamorfosi Sociali – Requiem” una nuova occasione di espressione.
Scienze Sociali in Scena e Paradiso Group: nasce una collaborazione per il 2027
La serata al Complesso Monumentale San Giovanni ha segnato anche l’avvio di una nuova collaborazione tra Scienze Sociali in Scena e Paradiso Group, realtà guidata dal CEO Fernando Paradiso. La sinergia nasce dalla condivisione di un percorso orientato al sostegno delle iniziative dell’associazione e alla valorizzazione delle opportunità di crescita del territorio. Paradiso, imprenditore attento alle prospettive di sviluppo locale, accompagnerà attraverso il gruppo alcune delle attività previste per la prossima stagione, mediante forme di sostegno e condivisione di visibilità. La collaborazione si inserisce quindi nel percorso di evoluzione di Scienze Sociali in Scena, che dopo aver sviluppato una propria identità artistica e divulgativa guarda al 2027 con l’obiettivo di dare continuità alle iniziative e aprire una nuova fase progettuale. L’accordo rappresenta uno degli elementi emersi dall’evento di Catanzaro, accanto alla volontà di rinnovare i linguaggi espressivi e affrontare nuove tematiche. Il sostegno di Paradiso Group accompagnerà alcune delle iniziative dell’associazione, contribuendo al percorso che Scienze Sociali in Scena intende sviluppare nella prossima stagione.
Il finale sulle note dei The Cure anticipa la stagione 2027
Il momento conclusivo di “Metamorfosi Sociali – Requiem” è stato concepito non soltanto come il termine della rappresentazione, ma come un passaggio simbolico verso il futuro dell’associazione. Il pubblico ha assistito a una reinterpretazione di “Lullaby” dei The Cure, diretta da Davide Costa e Raffaele Serra e pensata come anticipazione delle atmosfere, dei temi e delle nuove forme espressive che caratterizzeranno la stagione 2027. Una scelta che ha affidato alla musica e alla dimensione visiva il compito di accompagnare il congedo dai contenuti che hanno segnato la nascita di Scienze Sociali in Scena, lasciando intravedere l’avvio di un nuovo percorso creativo. Il Requiem ha assunto così il significato di una chiusura necessaria, ma non definitiva: un momento di passaggio tra una fase della storia del progetto e quella che prenderà forma nei prossimi appuntamenti. Lo spettacolo del 7 novembre ha riunito in un’unica rappresentazione ricerca sociologica, interpretazione teatrale, musica e cinema, confermando la volontà di continuare a sperimentare modalità differenti di divulgazione scientifica. Con la conclusione della serata al Complesso Monumentale San Giovanni, Scienze Sociali in Scena ha quindi salutato una parte del proprio percorso, preparando simbolicamente il terreno alla stagione successiva. Il sipario si è chiuso sul Requiem, ma il progetto artistico guarda già al 2027.
