In Sicilia sono circa 115mila le persone che potrebbero avere un Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD), tra bambini, adolescenti e adulti. Una stima che riporta al centro del dibattito regionale la necessità di garantire percorsi adeguati di diagnosi, assistenza sanitaria, istruzione e inclusione lavorativa. È questo uno dei temi principali emersi dal convegno “ADHD in Sicilia: un ponte tra sanità, scuola e lavoro. Verso una presa in carico globale e continuativa della persona”, che si è svolto sabato 7 novembre nella Sala Rossa di Palazzo dei Normanni, a Palermo. L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, famiglie, medici, mondo scolastico, università e associazioni per affrontare le criticità del sistema di assistenza e discutere la necessità di costruire un percorso regionale più coordinato. Tra gli interventi quello della deputata del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana, Valentina Chinnici, che ha annunciato l’intenzione di promuovere proposte finalizzate a dotare la Sicilia di una normativa e di linee guida specifiche per l’ADHD. Al centro del confronto anche il percorso verso la definizione di un Piano Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) regionale, ritenuto uno strumento importante per favorire una presa in carico continuativa delle persone dall’infanzia all’età adulta.
ADHD, Chinnici chiede una legge regionale e linee guida per studenti e famiglie
La richiesta di un intervento normativo specifico è stata avanzata dalla deputata regionale Valentina Chinnici, che ha sottolineato l’importanza di costruire una collaborazione tra il sistema sanitario, quello scolastico e le associazioni impegnate nel sostegno alle persone con ADHD. “Da questo convegno sull’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) nasce la richiesta forte di dotare la nostra regione di una legge e di linee guida chiare ed efficaci per aiutare gli studenti e le famiglie. Porteremo avanti proposte concrete in collaborazione con le istituzioni coinvolte, sanitarie e scolastiche e con le realtà associative promotrici”, ha dichiarato la parlamentare del Partito Democratico nel corso dell’incontro. L’obiettivo indicato è superare le difficoltà che possono emergere nel riconoscimento del disturbo e nella costruzione di percorsi adeguati alle esigenze delle persone interessate, mettendo in collegamento le diverse realtà coinvolte. Il confronto ha evidenziato la necessità di non limitare l’attenzione all’ambito scolastico, ma di considerare l’ADHD lungo l’intero arco della vita, con interventi capaci di accompagnare anche il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Una prospettiva che richiede un coordinamento tra diagnosi, assistenza terapeutica, formazione e inserimento sociale e lavorativo.
In Sicilia circa 38.300 minori e 76.700 adulti con ADHD secondo le stime di AIFA APS
Uno degli elementi più significativi presentati in occasione del convegno riguarda la diffusione stimata del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività nella popolazione siciliana. Secondo le elaborazioni dell’Associazione Italiana Famiglie ADHD (AIFA APS), nella regione si stimano circa 115.000 persone con ADHD, delle quali circa 38.300 sono minori tra i 6 e i 17 anni e circa 76.700 sono adulti tra i 18 e i 67 anni, quindi in età lavorativa. Si tratta di casi attesi sulla base di una stima statistica e non di un conteggio delle diagnosi effettivamente effettuate sul territorio. I dati sono stati elaborati dall’associazione utilizzando la popolazione residente al 1° gennaio 2026, riportata dall’ISTAT, e i valori di prevalenza dell’ADHD in età evolutiva e adulta indicati nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione, revisione del testo del 2022 (DSM-5-TR). Le cifre contribuiscono a delineare la dimensione potenziale del fenomeno e richiamano l’attenzione sulla necessità di predisporre risposte adeguate non soltanto per gli studenti, ma anche per gli adulti che possono incontrare difficoltà nella vita quotidiana e nel percorso lavorativo. La discussione ha quindi posto l’accento sull’importanza di garantire continuità nell’assistenza e di rafforzare il collegamento tra i servizi coinvolti.
AIFA APS denuncia le difficoltà nella diagnosi e nell’assistenza: “Siamo in piena emergenza”
Nel corso dei lavori è emersa con particolare forza la necessità di superare la frammentazione degli interventi destinati alle persone con ADHD, una criticità evidenziata anche dalle associazioni delle famiglie. A richiamare l’attenzione sulle difficoltà esistenti è stata Loredana Lo Nero, referente di AIFA APS per la Sicilia, che ha sottolineato i rischi legati alla mancata diagnosi e l’inadeguatezza di strumenti scolastici pensati per condizioni differenti. “Siamo in piena emergenza perché i dati ci dimostrano la crescita continua e l’emergenza dovuta alla situazione in cui la mancata diagnosi comporta rischi più tragici nella vita dell’individuo. Noi attualmente ci appoggiamo alla legge 170 che è per i DSA, dislessia, discalculia etc., ma l’ADHD non è soltanto quella: non può bastare un piano didattico basato su un disturbo che non è ADHD”, ha dichiarato. La posizione espressa dall’associazione evidenzia la richiesta di strumenti specifici, capaci di riconoscere le caratteristiche dell’ADHD senza sovrapporle automaticamente a quelle dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), ai quali è dedicata la legge 170 del 2010. Il tema riguarda soprattutto la necessità di individuare percorsi di supporto coerenti con le esigenze degli studenti e delle loro famiglie, evitando che le difficoltà di riconoscimento e coordinamento possano ostacolare l’accesso agli interventi necessari.
Un percorso regionale tra sanità, scuola e lavoro: il confronto a Palazzo dei Normanni
Il convegno di Palermo è stato organizzato da AIFA APS, Associazione Italiana Famiglie ADHD, con il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana e dell’Università degli Studi di Palermo, insieme alle realtà indicate tra i soggetti patrocinanti: SINPIA Sezione Sicilia, AIRIPA, SINPIA Sicilia ADHD-CD, AIDAI, CIDI Palermo APS e IRCCS Oasi Maria SS. L’iniziativa ha consentito di mettere a confronto le esperienze di famiglie, professionisti sanitari, rappresentanti del mondo dell’istruzione, università e istituzioni sul tema della presa in carico delle persone con ADHD. Uno degli obiettivi del confronto è stato individuare le condizioni necessarie per costruire un sistema di assistenza più coordinato, capace di accompagnare la persona nelle diverse fasi della vita e di evitare interruzioni nei percorsi di sostegno. In questo contesto si inserisce il lavoro verso un PDTA regionale per l’ADHD, ossia un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale che definisca modalità organizzative e collegamenti tra i servizi coinvolti. La discussione ha riguardato quindi non soltanto gli aspetti clinici, ma anche il diritto all’istruzione, l’inclusione sociale e le opportunità lavorative, riconoscendo l’importanza di una risposta complessiva alle esigenze delle persone interessate e delle loro famiglie.
Chinnici: “Garantire il diritto al riconoscimento, alla presa in carico terapeutica e all’inclusione”
Nelle conclusioni del proprio intervento, Valentina Chinnici ha ribadito la volontà di trasformare le questioni emerse durante il convegno in proposte da sviluppare attraverso il coinvolgimento delle istituzioni competenti e delle associazioni promotrici. “Questo convegno – conclude l’Onorevole Chinnici – rappresenta un passaggio fondamentale per costruire risposte concrete e garantire il diritto al riconoscimento, alla presa in carico terapeutica, all’istruzione e all’inclusione sociale e lavorativa delle persone con ADHD”. La richiesta di una legge regionale e di linee guida specifiche rappresenta dunque uno dei principali risultati politici dell’incontro, insieme alla necessità di proseguire il confronto sul percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale. La prospettiva indicata è quella di rafforzare la collaborazione tra sanità, scuola, università e mondo del lavoro, affinché le persone con ADHD possano trovare risposte adeguate nelle diverse fasi della propria vita. Le stime presentate da AIFA APS, le difficoltà segnalate dalle famiglie e gli interventi istituzionali hanno contribuito a riportare l’attenzione su un tema che riguarda potenzialmente decine di migliaia di cittadini siciliani. Il confronto avviato a Palazzo dei Normanni pone così al centro dell’agenda regionale la necessità di rendere più coordinati e accessibili i percorsi di diagnosi, assistenza e inclusione.
