Vuole la continuità territoriale, ma dice no al Ponte sullo Stretto: la contraddizione di Accorinti nelle proposte al CentroSinistra per le elezioni politiche

L'ex sindaco di Messina presenta le sue idee per il programma del Centrosinistra in vista delle Politiche del 2027. Tra le priorità lo stop definitivo al Ponte, la chiusura della Stretto di Messina Spa e lo spostamento dei 14,5 miliardi su altre opere. Ma chiede anche la continuità territoriale tra Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria, puntando esclusivamente sui collegamenti marittimi

No al Ponte sullo Stretto, ma sì alla continuità territoriale tra Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria. È uno dei punti più controversi del programma di proposte che Renato Accorinti, ex sindaco di Messina, ha elaborato in vista delle elezioni politiche del 2027, raccogliendo l’invito del Centrosinistra a contribuire alla definizione delle priorità della coalizione. Una posizione che non sorprende, considerando la storica opposizione dell’ex primo cittadino alla realizzazione del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia, ribadita negli anni attraverso la partecipazione a proteste e manifestazioni No Ponte sulle due sponde dello Stretto. A colpire, però, è soprattutto l’accostamento tra la richiesta di cancellare definitivamente l’infrastruttura e quella di destinare parte delle risorse previste proprio per il Ponte a garantire una maggiore continuità territoriale tra le due regioni.

Accorinti propone infatti di chiudere la Società Stretto di Messina Spa e di utilizzare i 14,5 miliardi di euro previsti per la costruzione del Ponte per affrontare altre necessità del Paese, a partire dai collegamenti nello Stretto. Tra gli interventi indicati figurano l’acquisto di nuove navi, aliscafi e mezzi veloci e la realizzazione del porto di Bolano, tra Villa San Giovanni e Reggio Calabria, per migliorare i collegamenti con Messina e Tremestieri. L’obiettivo dichiarato è arrivare alla costituzione di un’unica grande comunità dello Stretto, garantendo quello che l’ex sindaco definisce un diritto alla continuità territoriale finora negato.

È proprio su questo punto che emerge la contraddizione politica e infrastrutturale della proposta. Accorinti riconosce la necessità di superare le difficoltà di collegamento tra le due sponde, ma respinge l’opera che consentirebbe di attraversare stabilmente lo Stretto senza dipendere dai servizi marittimi. Navi più moderne, aliscafi e nuovi porti potrebbero certamente migliorare i trasporti e ridurre i disagi degli spostamenti quotidiani, ma non garantirebbero la stessa continuità fisica e infrastrutturale assicurata da un collegamento permanente. La distinzione è sostanziale: potenziare i traghetti significa rendere più efficiente l’attraversamento dello Stretto, mentre costruire il Ponte significherebbe eliminare la necessità dell’imbarco per il traffico che lo utilizzerebbe. Il progetto di un’area integrata dello Stretto, sostenuto anche da Accorinti, può dunque essere perseguito attraverso diverse politiche di mobilità, ma resta aperta la questione di come realizzare una piena integrazione infrastrutturale rinunciando proprio al collegamento stabile.

Il no al Ponte rappresenta comunque soltanto una parte delle proposte dell’ex sindaco di Messina, che affronta anche altri temi nazionali: dalla scuola alla riduzione del divario tra Nord e Sud, dalla riforma della partecipazione democratica alla politica europea, fino all’istituzione di un Ministero della Pace e della Nonviolenza. Accorinti interviene inoltre sul metodo di scelta del candidato premier del Centrosinistra, proponendo il ricorso alle primarie qualora non si raggiungesse rapidamente un accordo all’interno della coalizione.

Le proposte nel dettaglio

Di seguito il testo integrale delle proposte di Renato Accorinti.

“Nel 2027 si svolgeranno le elezioni politiche. La coalizione di Centro Sinistra ha chiesto ai cittadini di contribuire con idee e proposte per costruire insieme il programma. Colgo l’occasione per condividerne alcune con voi. Esporrò, nella massima sintesi, poche proposte seguite da un video di approfondimento. Non c’è più tempo da perdere. Se entro dieci giorni non si dovesse trovare un accordo per il candidato Premier, allora suggerisco di fissare subito una data per le primarie. Il Premier non è il “capo”, è il coordinatore della coalizione per attuare il programma. La “capocrazia” è la mortificazione della democrazia.

La scuola

È l’oggi, ed il nostro futuro.

Per non vanificare il lavoro degli insegnanti e le risorse investite nella scuola, le classi devono essere formate con un tetto massimo di quindici alunne/i.

Gli insegnanti devono essere costantemente aggiornati, non solo nell’ambito della specifica materia che insegnano, ma per attuare quella che è la finalità della scuola stessa: nel dettato legislativo scolastico è scritto “la finalità principale della scuola è il pieno sviluppo della persona umana e la formazione di cittadini consapevoli, attivi e responsabili.”

Con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo della persona umana propongo l’ora di Educazione empatica, già adottata da tempo dal modello scolastico scandinavo: un momento in cui gli studenti parlano di sé stessi e si ascoltano senza giudizio. L’obiettivo principale è sviluppare l’intelligenza emotiva, la cooperazione e la solidarietà, creando un gruppo classe inclusivo al fine di prevenire fenomeni come il bullismo.

Attualmente l’attività motoria – Scienze motorie e sportive – viene svolta dalla classe quarta primaria fino alla classe quinta secondaria di secondo grado. È fondamentale, colmare questo vuoto allo scopo di tutelare la salute fisica e psichica delle nuove generazioni, introducendo l’attività motoria già a partire dalla scuola dell’infanzia e nelle classi prima, seconda e terza della scuola primaria. È notoriamente accertato che l’aumento di spesa per avere nuovi insegnanti di scienze motorie sarebbe minore rispetto alla spesa che graverebbe sulla sanità.

Scuole aperte al territorio extra orario scolastico.

Il Ministero, in accordo con i Dirigenti scolastici, deve agevolare con tutte le dovute garanzie, l’apertura delle scuole al territorio così da creare centri permanenti per le attività sportive ed artistiche di socializzazione e riferimento per i cittadini di tutte le età.

Proposta per l’Europa

Le dittature mettono in serio pericolo il mondo, mortificando ogni libertà, i diritti umani e la vita stessa delle persone. Il contrappeso ad esse in questi ultimi settant’anni i è stato rappresentato dalle democrazie degli stati europei e dagli Stati Uniti. Ma con Trump gli

U.S.A. si sono allontanati da questi ideali politici. Gli U.S.A. hanno 350 milioni di abitanti e sono formati da 50 stati; l’Unione Europea ha 450 milioni di abitanti, formata da 27 Stati che

con la Gran Bretagna, che dà segnali di rientro, sarebbero altri 70 milioni di abitanti. L’Unione Europea non è solo un continente è una visione politica in corso d’opera, e nelle sue fondamenta ci sono principi come libertà, democrazia, pace, diritti umani… E allora la proposta è di aprire l’adesione ad essa ad altri paesi del mondo che ne condividono visione e i valori. Si darebbe così ancora più forza ai valori umani universali e agli ideali che caratterizzano le democrazie dell’unione Europea e speranza di maggiore stabilità e pace duratura per il mondo intero. Una simile alleanza così estesa potrebbe produrre, probabilmente, la concreta possibilità di diventare la prima economia al mondo.

No al Ponte sullo Stretto

Il Centro Sinistra ha già detto no al Ponte sullo Stretto, che è l’opera più inutile, devastante e costosa degli ultimi decenni. Bisogna dire con chiarezza che si chiuderà definitivamente la Società Stretto di Messina S.p.A. che ha già bruciato un miliardo di euro e che ogni giorno sperpera grandi quantità di risorse pubbliche.

I 14,5 miliardi previsti per il Ponte vanno investiti sui tantissimi bisogni del paese partendo dallo snodo dello Stretto di Messina. Ad esempio: l’acquisto di navi e aliscafi e mezzi veloci di nuova generazione per un passaggio veloce e agevole; /la realizzazione del porto di Bolano (tra Villa San Giovanni e Reggio Calabria) richiesto dalle comunità locali per interfacciarsi con i porti di Messina e Tremestieri. Realizzare, così, quel diritto da sempre negato della continuità territoriale tra Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria e generando di conseguenza un’unica grande comunità dello Stretto.

Sud & Nord

Due Italia. Una vergogna gigantesca.

Il Sud con ferrovie a binario unico, non elettrificate, senza l’acqua, ospedali, scuole, strade. L’elenco è lunghissimo, una ingiustizia permanente.

Bisogna lavorare per annullare il più possibile il divario tra il Nord e il Sud del paese, perché offende i diritti e la dignità di tutti i cittadini (anche quelli del nord).

Ministero della Pace e della Nonviolenza

Negli U.S.A. con Trump hanno trasformato il Ministero della Difesa in Ministero della Guerra, arrivando anche a spettacolarizzare la pena di morte.

La proposta è l’istituzione del Ministero della Pace e della Nonviolenza.

Democrazia Applicata

Per concludere, ogni quattro mesi, il Governo deve trovare il modo di comunicare ai cittadini, su ogni punto del programma, quali passi sono stati fatti per raggiungere gli obiettivi prefissati; così da creare un filo diretto, non più deleghe in bianco. Questa è semplicemente democrazia applicata.

Auguri di buon lavoro a servizio del nostro paese”.