Usa, fucilazione in diretta per l’autore della strage di Fort Hood: è la prima dal 1961. Onu e Dem in rivolta

Nidal Hasan, condannato per aver ucciso 13 persone nel 2009, sarà giustiziato il 3 dicembre davanti al pubblico e in diretta streaming. L’annuncio del segretario alla Difesa Pete Hegseth scatena durissime reazioni bipartisan al Congresso, dura critica dall'ONU

Una fucilazione pubblica, trasmessa in diretta streaming, che riporta gli Stati Uniti di fronte a una pratica abbandonata da quasi un secolo. La decisione del Pentagono di rendere pubblica l’esecuzione di Nidal Hasan, responsabile della strage di Fort Hood del 2009, ha scatenato una tempesta di polemiche negli Stati Uniti, provocando la durissima condanna delle Nazioni Unite e le proteste di esponenti del Congresso appartenenti sia al Partito Democratico sia a quello Repubblicano.

L’esecuzione è prevista per il 3 dicembre a Fort Hood, la base militare del Texas dove Hasan uccise 13 persone nel 2009. A confermare che la fucilazione sarà visibile al pubblico è stato direttamente il segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, intervenuto all’emittente Real America’s Voice.

La fucilazione, ha dichiarato Hegseth, “sarà pubblica. Ci assicureremo che le persone possano assistere. Perché la gente deve capire che azioni di questo tipo comportano conseguenze molto gravi”. Il capo del Pentagono ha poi precisato le modalità previste per l’esecuzione: “sarà fucilato da un plotone di soldati. Come è giusto che sia”.

Successivamente, un funzionario del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha confermato all’agenzia Afp che l’esecuzione non sarà soltanto pubblica, ma verrà diffusa attraverso una trasmissione in diretta. La fucilazione “sarà trasmessa in diretta. Seguiranno ulteriori dettagli”, ha affermato il funzionario.

La prima esecuzione militare negli Stati Uniti dal 1961: i precedenti storici

La vicenda assume una rilevanza particolare anche per i suoi precedenti storici. Se confermata, quella di Nidal Hasan sarà infatti la prima esecuzione militare statunitense dal 1961, mentre per trovare un precedente di fucilazione militare bisogna risalire addirittura al 1945. Come riferito da Npr, l’ultima esecuzione militare americana mediante fucilazione avvenne in Francia, quando il soldato semplice Eddie Slovik venne giustiziato per diserzione.

Ancora più lontano nel tempo è l’ultimo precedente di esecuzione pubblica negli Stati Uniti. Secondo quanto ricordato da Axios, una pratica del genere non si verifica da circa 90 anni. L’ultimo caso risale infatti al 1936, quando Rainey Bethea, un uomo afroamericano condannato per lo stupro di una donna bianca, venne impiccato pubblicamente in Kentucky.

Le esecuzioni mediante plotone di fucilazione rappresentano inoltre una modalità particolarmente rara nel sistema giudiziario americano. Secondo il Death Penalty Information Center, soltanto cinque Stati autorizzano questo metodo: Idaho, Mississippi, Oklahoma, Carolina del Sud e Utah.

Proprio la Carolina del Sud, lo scorso anno, ha eseguito la prima condanna a morte mediante fucilazione nella storia dello Stato, segnando anche il ritorno di questo metodo negli Stati Uniti dopo 15 anni.

L’annuncio del Pentagono apre dunque una questione che va oltre la condanna di Hasan, riguardando soprattutto le modalità con cui un’esecuzione capitale può essere resa accessibile al pubblico attraverso le moderne tecnologie.

L’Onu condanna la decisione del Pentagono: “una forma di tortura”

La reazione più dura sul piano internazionale è arrivata dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, che ha definito la decisione americana “una forma di tortura”. L’organismo delle Nazioni Unite ha contestato soprattutto l’intenzione di trasformare l’esecuzione in un evento accessibile pubblicamente attraverso una trasmissione in streaming, richiamando le proprie precedenti posizioni sulle esecuzioni pubbliche in Afghanistan e Iran.

In un messaggio inviato all’Afp, l’Ufficio dell’Alto Commissario ha dichiarato: “come ha sottolineato l’Alto Commissario in risposta alle esecuzioni pubbliche in Afghanistan e Iran, le esecuzioni pubbliche costituiscono una forma di trattamento o punizione crudele, inumana o degradante. Trasmettere in diretta streaming un’esecuzione equivale a un’esecuzione pubblica e violerebbe il divieto assoluto di tortura”.

Una presa di posizione che mette direttamente in discussione la scelta del Dipartimento della Difesa americano, equiparando la trasmissione in diretta della morte di un condannato a un’esecuzione pubblica e denunciandone le implicazioni per il rispetto dei diritti umani.

Rivolta al Congresso americano, Chris Murphy: “è disgustoso, si vuole imitare le esecuzioni dell’Isis?”

Le dichiarazioni di Pete Hegseth hanno provocato indignazione anche all’interno del Congresso degli Stati Uniti, dove esponenti politici di entrambi gli schieramenti chiedono che il Pentagono ritiri la decisione. Particolarmente dura la reazione del senatore democratico Chris Murphy, che ha paragonato la prospettiva di una fucilazione pubblica ai video delle esecuzioni diffusi dai gruppi terroristici.

“E’ disgustoso, che vuole fare imitare le esecuzioni dell’Isis? Lo so che in questo Paese abbiamo la pena di morte, ma le esecuzioni pubbliche sono medievali”, ha dichiarato Murphy.

Il senatore ha poi insistito sul paragone con le immagini delle esecuzioni degli ostaggi dello Stato Islamico, sottolineando come la questione riguardi non soltanto l’applicazione della pena capitale, ma anche il modo in cui questa viene rappresentata pubblicamente.

“Francamente è una delle cose che ci fa inorridire dei gruppi terroristici – ha continuato insistendo nel paragone con i video delle esecuzioni di ostaggi dello Stato Islamico – e il fatto che gli Stati Uniti lo stiano facendo fa infuriare, non c’entra se uno sostenga o si opponga alla pena di more, ma pubbliche fucilazioni e impiccagioni? E’ questo quello che l’America è diventata?”.

Le parole di Murphy evidenziano il principale motivo delle proteste: la contrarietà alla spettacolarizzazione della pena di morte, anche da parte di chi non mette necessariamente in discussione la condanna inflitta a Hasan.

Anche i repubblicani contro Hegseth: Thom Tillis paragona la scelta alle dittature

Le critiche non arrivano soltanto dai democratici. Anche il senatore repubblicano della Carolina del Nord, Thom Tillis, che ha assunto posizioni critiche nei confronti di Donald Trump e della sua amministrazione dopo aver deciso di non candidarsi alla rielezione, ha condannato duramente l’iniziativa del Pentagono.

Tillis ha distinto il giudizio sulla responsabilità di Hasan dalla scelta di rendere pubblica la sua esecuzione. “Hasan merita la pena di morte, ma rendere l’esecuzione pubblica e in diretta streaming? E’ più che disgustoso? Le esecuzioni pubbliche sono quello che fanno dittature repressive come l’Afghanistan e l’Iran, non dovrebbe succedere negli Usa”.

Patty Murray chiede la revoca immediata: “non possiamo trasformare un’esecuzione in uno spettacolo”

Tra le voci più critiche figura anche la senatrice democratica Patty Murray, che ha chiesto al Dipartimento della Difesa di annullare immediatamente la decisione. “Il Pentagono deve immediatamente revocare questa decisione”, ha affermato la senatrice, sottolineando che “sono lontani i tempi delle impiccagioni nelle pubbliche piazze. I bambini che vedono i nostri leader che fanno e dicono queste cose, è questa la violenza che noi vogliamo che vedano?”.

Murray ha poi ribadito come la necessità di punire un responsabile di una strage non debba tradursi nella trasformazione della sua morte in uno spettacolo destinato al pubblico. “Possiamo ottenere giustizia senza glorificare la violenza e trasformare un’esecuzione in uno spettacolo pubblico grottesco – ha aggiunto – quello che questo criminale ha fatto è orribile e deve essere punito, ma questo è un Paese che non può permettere che venga trasmessa in diretta la morte di un uomo per entertainment”.

Alle sue dichiarazioni si sono aggiunte quelle della deputata democratica Betty McCollum, che ha definito profondamente preoccupante l’iniziativa del capo del Pentagono. “Il desiderio di Hegseth di avere un’esecuzione pubblica è inquietante e va fermata”, ha dichiarato McCollum, aggiungendo che “trasformare un’esecuzione federale in uno spettacolo mediatico è sconvolgente e indecoroso per i militari”.