Tropea punta sul cineturismo, sulla scia di Amalfi e Positano: come il cinema diventa leva per attrarre nuovi visitatori tutto l’anno

Il sindaco Giovanni Macrì rilancia la strategia che unisce cinema, cultura e promozione territoriale dopo il successo del Tropea Film Festival: l’obiettivo è rafforzare la reputazione internazionale della città, differenziare i target turistici e ampliare la stagione da primavera all’autunno

Il cinema può trasformare un luogo in un desiderio di viaggio, renderlo riconoscibile, consegnarlo all’immaginario collettivo e farlo entrare nella memoria emotiva degli spettatori. È accaduto in numerose destinazioni italiane diventate iconiche anche grazie a film e serie televisive, dalla Costiera Amalfitana a Positano, da Napoli ai luoghi di Montalbano in Sicilia. Un percorso che ha interessato anche Castellabate, resa celebre dal film Benvenuti al Sud con Claudio Bisio e nei giorni scorsi sede della IV Coppa nazionale di calcio a 5 de I Borghi più belli d’Italia, competizione alla quale ha partecipato anche Tropea.

Produzioni cinematografiche e televisive possono infatti contribuire a rafforzare reputazione, attrattività e posizionamento turistico di una destinazione, trasformando un semplice scenario in un’esperienza che il pubblico vuole conoscere direttamente. È su questa direttrice che Tropea intende continuare a muoversi, consolidando un percorso avviato negli anni e puntando su identità, atmosfera e forza narrativa per rendere il borgo non soltanto uno scenario cinematografico, ma una vera destinazione del desiderio.

Macrì: il cinema funziona se la destinazione diventa esperienza

La strategia individuata dall’amministrazione comunale parte dalla convinzione che la semplice presenza di una località sul grande o piccolo schermo non sia sufficiente a generare automaticamente flussi turistici duraturi. Per il sindaco Giovanni Macrì, il cineturismo può produrre risultati concreti soltanto quando il territorio è in grado di trasformare la curiosità suscitata dalle immagini in un’esperienza completa, costruita attraverso qualità dell’accoglienza, cura dei luoghi, reputazione e capacità di raccontare la destinazione. “Il cineturismo – evidenzia il Sindaco Giovanni Macrì – non nasce soltanto perché un luogo appare sullo schermo. Nasce quando quel luogo è capace di diventare esperienza. Un film può accendere la curiosità, ma poi servono cura, accoglienza, narrazione e reputazione. Ed è esattamente la direzione sulla quale Tropea lavora da anni. Qui, infatti, offriamo qualcosa in più. Ad esempio la possibilità di vivere il set anche dopo il set. Chi guarda Tropea sullo schermo può desiderare non soltanto di vederla, ma di attraversarla, assaggiarla e viverla dentro una destinazione esperienziale completa, capace di tenere insieme paesaggio, identità, gusto, cultura e ospitalità”.

In questa prospettiva, il rapporto con il cinema viene considerato uno strumento di marketing territoriale capace di inserirsi in una strategia turistica più ampia. La forza dell’immagine deve essere accompagnata dalla capacità della città di offrire contenuti e servizi che permettano al visitatore di ritrovare sul territorio le suggestioni vissute attraverso lo schermo. L’obiettivo è quindi fare in modo che Tropea possa essere scoperta non soltanto attraverso il suo paesaggio e il mare, ma anche mediante un racconto capace di integrare cultura, gastronomia, ospitalità e identità locale. Una destinazione che possa continuare idealmente il racconto cinematografico anche dopo la conclusione delle riprese, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere direttamente luoghi, atmosfere ed esperienze riconoscibili.

Il Tropea Film Festival nella strategia di posizionamento della città

Un ruolo centrale all’interno di questo percorso viene attribuito al Tropea Film Festival, recentemente concluso. L’evento viene presentato dall’amministrazione non come un’iniziativa isolata, ma come uno degli strumenti utilizzati per rafforzare il posizionamento culturale e turistico della città, creare nuove relazioni e aumentare la visibilità di Tropea all’interno dei circuiti nazionali e internazionali legati al cinema e all’audiovisivo. “In questa prospettiva il Tropea Film Festival, appena concluso con successo, non è stato un appuntamento isolato, ma un tassello di una strategia più ampia. Portare in città il grande cinema nazionale e internazionale ha rafforzato relazioni, aumentato reputazione e reso Tropea più visibile dentro reti culturali e audiovisive che producono racconto ben oltre i giorni della manifestazione. Il successo dell’ultima edizione – sottolinea il Primo cittadino – conferma che Tropea può stare dentro questa partita da protagonista, perché il cinema sul mare è una visione. Significa usare la forza della bellezza per generare cultura, attrarre produzioni, aprire contatti, costruire occasioni e trasformare l’immagine della città in valore”.

Il festival assume quindi una funzione che va oltre la durata della manifestazione e punta a produrre effetti più ampi in termini di relazioni, reputazione e capacità di attrazione. La presenza del grande cinema nazionale e internazionale viene considerata un’occasione per inserire maggiormente Tropea all’interno delle reti culturali e audiovisive, favorendo nuovi contatti e potenziali opportunità. Il principio alla base della strategia è quello di utilizzare la notorietà e la bellezza della città non soltanto come elementi promozionali, ma come strumenti per generare cultura, attrarre produzioni e trasformare l’immagine del territorio in un valore capace di durare nel tempo.

Cineturismo per ampliare la stagione e intercettare nuovi target

Il cineturismo viene inoltre inserito nella strategia con cui Tropea punta a differenziare i propri target turistici e a intercettare visitatori interessati non esclusivamente al turismo balneare. L’obiettivo dichiarato è attrarre un pubblico più internazionale, curioso ed esigente, capace di scegliere la città anche al di fuori dei mesi tradizionalmente legati all’estate. La prospettiva è quella di estendere la capacità di attrazione turistica dall’inizio della primavera fino all’autunno inoltrato, facendo leva su esperienze, identità e contenuti culturali in grado di offrire motivazioni di viaggio durante una parte più ampia dell’anno.

“Il cineturismo si inserisce dentro un percorso già in atto volto a differenziare i target, intercettando ospiti più esigenti, curiosi e internazionali, capaci di scegliere Tropea anche fuori dai mesi più tradizionali, da inizio primavera fino ad autunno inoltrato. Chi viaggia sulle tracce di un film o di una serie non cerca soltanto mare o permanenza balneare. Cerca luoghi, emozioni, vuole esperienze riconoscibili per immedesimarsi negli attori, nelle scene. È un pubblico attento alla qualità, sensibile alla narrazione e disposto a muoversi anche nei periodi meno scontati, se trova contenuti, identità e motivazioni forti. Per questo – conclude Macrì – Tropea deve continuare a investire sul rapporto tra cinema, cultura e destinazione. Il futuro turistico non si costruisce soltanto aumentando i numeri, ma aumentando il valore del racconto. Il cinema può essere una delle chiavi più forti per portare Tropea ancora più lontano, dentro l’immaginario di chi non l’ha ancora vista e nella memoria di chi, dopo averla vissuta, continua a desiderarla”.

La strategia delineata punta dunque a fare del cinema uno degli strumenti attraverso cui rafforzare il valore complessivo della destinazione Tropea, andando oltre la semplice crescita numerica delle presenze. Il nodo centrale diventa la qualità del racconto e la capacità di costruire attorno alla città un immaginario riconoscibile, capace di raggiungere nuovi pubblici e di consolidare il legame con chi l’ha già visitata. Cinema, cultura, paesaggio, gusto e ospitalità vengono così inseriti all’interno di un unico percorso di promozione territoriale, con l’obiettivo di trasformare la visibilità cinematografica in una leva stabile per la reputazione e l’attrattività turistica della città.