Tropea trasforma ancora una volta il proprio patrimonio storico in uno spazio vivo di produzione culturale. Per tutto il mese di ottobre torna infatti TROPEArte Plein Air, la manifestazione dedicata alla pittura en plein air che quest’anno cambia formula, assume una dimensione più raccolta e concentra le proprie attività nei suggestivi sette Archi medievali del borgo, risalenti al XII-XIII secolo e accessibili da Palazzo Fazzari, in Largo Galluppi. La filosofia dell’iniziativa resta però immutata: si dipinge senza competizione, senza classifiche, senza giurie e senza premi. Un’impostazione che punta a mettere sullo stesso piano tutti i partecipanti e a favorire la condivisione dello spazio creativo, in uno dei luoghi più suggestivi della città. La quarta edizione della manifestazione, partita sabato 3 ottobre e destinata a proseguire fino a sabato 31 ottobre, prende così il nome di TROPEArte Plein Air agli Archi e si propone come un incontro tra arte contemporanea, memoria storica e paesaggio.
TROPEArte Plein Air cambia veste e si concentra negli Archi medievali
Quest’anno la manifestazione si svolge all’interno di TROPEArte: Accademia degli Archi, realtà gestita da Francesco Femia, Caitlin Werrell e Nicola Giuditta. Ogni sabato di ottobre, dalle 10 alle 16, gli artisti locali e internazionali iscritti saranno invitati a dipingere en plein air negli Archi di Tropea, affacciati sul porto e a picco sul mare, alle spalle di Palazzo Fazzari. La scelta di concentrare l’intero programma in questo luogo rappresenta una delle principali novità dell’edizione 2026. Gli Archi erano rimasti nascosti per circa tre secoli e sono stati aperti alle iniziative creative nel maggio 2026, diventando uno spazio capace di connettere il patrimonio storico con la produzione artistica contemporanea. L’obiettivo degli organizzatori è proprio quello di portare la pittura all’interno di un luogo storico della città, lasciando che siano gli stessi spazi a dialogare con i cavalletti, i colori e le opere realizzate durante le giornate di lavoro.
Arte e storia al centro della nuova formula di Tropea
Il filo conduttore del mese è il rapporto diretto tra arte e storia. Gli Archi non costituiscono soltanto una cornice scenografica, ma entrano direttamente nella struttura della manifestazione, diventando luogo di incontro tra chi dipinge e chi osserva. Il progetto si inserisce, secondo quanto spiegato dagli organizzatori, in una tradizione profondamente legata alla storia artistica locale. “TROPEArte Plein Air agli Archi si inserisce infatti «in una tradizione artistica che trova nel pittore tropeano Albino Lorenzo uno dei riferimenti più significativi”. Proprio Albino Lorenzo rappresenta uno dei riferimenti culturali richiamati dall’iniziativa. Anno dopo anno, il pittore riuniva a Tropea artisti provenienti dal territorio e da diverse parti del mondo, invitandoli a conoscere e apprezzare la bellezza della città. L’intento della nuova edizione di TROPEArte Plein Air è proprio quello di proseguire lungo quella strada, mantenendo vivo un rapporto tra la città e gli artisti capace di rinnovarsi nel tempo.
Tropea tra memoria, paesaggio e contemporaneità
L’evento punta quindi a sviluppare un dialogo continuo tra memoria, paesaggio e contemporaneità. È all’interno di questa relazione che Tropea continua a proporsi, secondo il comunicato firmato dal sindaco Giovanni Macrì, come una destinazione non soltanto turistica ma anche culturale e creativa. La scelta degli Archi rafforza proprio questa impostazione: uno spazio storico riaperto dopo secoli che diventa luogo di produzione artistica e di incontro tra esperienze differenti. Il paesaggio, il mare, il porto e le architetture medievali diventano così parte integrante delle opere realizzate sul posto, in un rapporto diretto tra artista e territorio.
Dai vicoli alla spiaggia, le precedenti edizioni del Plein Air Festival
A raccontare la formula e lo spirito di TROPEArte Plein Air ci sono anche le precedenti edizioni della manifestazione, che si svolgevano con il nome di TROPEArte Plein Air Festival. Negli anni passati l’iniziativa ha richiamato a Tropea artisti provenienti da diversi Paesi. I cavalletti venivano sistemati nei vicoli, negli slarghi, sui belvedere e lungo la spiaggia, trasformando la città in uno spazio diffuso dedicato alla pittura. Alle sessioni artistiche si affiancavano laboratori, momenti di incontro e mostre finali dedicate alle opere realizzate durante la manifestazione. La nuova impostazione del 2026 restringe invece il campo geografico, ma proprio per questo rafforza il legame tra gli artisti e uno specifico luogo storico della città.
Nessuna gara: tutti gli artisti condividono lo stesso spazio creativo
Una delle caratteristiche centrali della manifestazione continua a essere l’assenza di qualsiasi forma di competizione. Non ci sono gerarchie, premi o giurie. Tutti gli artisti partecipano condividendo lo stesso spazio e la stessa esperienza. Questa impostazione permette alla pittura di essere vissuta prima di tutto come occasione di incontro e scambio. Il valore della manifestazione non viene quindi affidato a una classifica o a un riconoscimento finale, ma al processo creativo stesso e al rapporto che si costruisce tra gli artisti, il pubblico e la città. Gli Archi diventano così un punto di contatto tra differenti sensibilità, provenienze ed esperienze artistiche.
Anche lo Zibibbo locale accompagna gli artisti
L’iniziativa non sarà dedicata esclusivamente alla pittura. Ogni sabato, infatti, gli artisti avranno anche la possibilità di gustare lo Zibibbo. Un elemento che rafforza ulteriormente la dimensione territoriale della manifestazione, mettendo insieme produzione artistica e identità locale. Non soltanto pittura e vino, dunque, ma una vera e propria occasione di incontro tra persone, sensibilità e culture differenti, con gli Archi di Tropea a fare da spazio di relazione tra gli artisti e il pubblico.
TROPEArte Plein Air si chiuderà il 31 ottobre
Il percorso artistico proseguirà per tutto il mese e si concluderà sabato 31 ottobre, ultimo giorno della manifestazione. La giornata finale sarà interamente dedicata alla pittura negli Archi e vuole rappresentare anche un simbolico augurio alla città per un autunno felice e creativo. La conclusione del mese dell’arte ribadisce l’impostazione generale del progetto: Tropea non viene utilizzata semplicemente come sfondo, ma viene coinvolta direttamente nel processo creativo.
