Terremoto politico in Serbia, Vucic ammette la sconfitta: vincono gli studenti dopo 14 anni di potere

Svolta storica nelle elezioni parlamentari serbe: Aleksandar Vucic riconosce la sconfitta in diretta televisiva. La Lista Studentesca si avvia a conquistare la maggioranza dei 250 seggi del Parlamento. Affluenza altissima, lunghe code ai seggi e scene di festa nelle strade di Belgrado

Svolta politica in Serbia, dove Aleksandar Vučić ha ammesso la sconfitta alle elezioni parlamentari anticipate di domenica 25 ottobre. Dopo 14 anni di predominio politico del Partito Progressista Serbo (SNS), la coalizione guidata dall’ex presidente è stata superata dalla Lista Studentesca “Gli studenti vincono!”, espressione del movimento di protesta nato dal basso contro la corruzione e il sistema di potere del Paese. È stato lo stesso Vučić ad annunciare la sconfitta in diretta televisiva sulla rete pubblica RTS, quando ancora non erano disponibili i risultati ufficiali definitivi. Secondo le stime comunicate dal leader serbo, la Lista Studentesca dovrebbe ottenere tra 135 e 140 seggi, contro i circa 105 della coalizione Serbia Unita. Le dichiarazioni hanno accompagnato le prime scene di esultanza nelle strade di Belgrado, dove cittadini e sostenitori del movimento studentesco hanno festeggiato un risultato che segna una svolta nella recente storia politica serba.

Serbia, Vucic riconosce la sconfitta: gli studenti verso la maggioranza assoluta

La notizia principale della serata arriva direttamente da Aleksandar Vučić, che dal quartier generale del Partito Progressista Serbo ha riconosciuto che la coalizione da lui guidata non ha ottenuto i consensi necessari per vincere le elezioni. “Abbiamo perso le elezioni”, ha dichiarato il leader serbo, riconoscendo la vittoria della Lista Studentesca sulla base delle prime stime disponibili. Le proiezioni comunicate da Vučić attribuiscono al movimento degli studenti tra 135 e 140 deputati, un risultato che consentirebbe alla lista di superare la soglia dei 126 seggi necessaria per ottenere la maggioranza assoluta nel Parlamento unicamerale, composto da 250 membri. Alla coalizione “Aleksandar Vučić – Serbia Unita” vengono invece attribuiti circa 105 seggi. Si tratta ancora di stime preliminari, in attesa della conclusione dello scrutinio e della proclamazione ufficiale dei risultati.

Elezioni in Serbia, affluenza altissima e lunghe file davanti ai seggi

La giornata elettorale è stata caratterizzata da una partecipazione particolarmente elevata, con lunghe code registrate davanti ai seggi fin dalle prime ore del mattino. Le operazioni di voto sono iniziate alle 7, ma numerosi elettori si erano già presentati prima dell’apertura. L’affluenza, descritta come una delle più alte degli ultimi trent’anni, ha rappresentato uno degli elementi più significativi di queste elezioni. La chiusura dei seggi era prevista alle 20, ma in diverse località le operazioni sono proseguite oltre l’orario stabilito per consentire di votare alle persone ancora in fila. L’elevata partecipazione è stata interpretata da diversi commentatori come un possibile segnale favorevole alla Lista Studentesca, anche se soltanto i risultati dello scrutinio possono definire la reale distribuzione dei consensi.

La vittoria degli studenti dopo due anni di proteste contro la corruzione

La Lista Studentesca rappresenta l’espressione politica di un movimento nato attraverso le mobilitazioni universitarie e le proteste contro la corruzione e la gestione del potere in Serbia. Per circa due anni, gli studenti hanno organizzato manifestazioni e iniziative pubbliche, costruendo un movimento senza una leadership individuale dichiarata e progressivamente diventato il principale avversario politico di Vučić. La competizione elettorale del 25 ottobre ha posto così gli elettori davanti a due alternative: da una parte la continuità del sistema politico rappresentato dal Partito Progressista Serbo, dall’altra la proposta di cambiamento avanzata dalla Lista Studentesca. Nel corso della campagna elettorale, Vučić aveva criticato duramente il movimento studentesco, definendo i suoi esponenti “distruttori” e “inaffidabili” e accusandoli di essere “manovrati da potenze straniere” ostili alla Serbia. Le accuse avevano contribuito ad alimentare il clima di forte contrapposizione che ha accompagnato la campagna elettorale.

Tensione ai seggi, migliaia di osservatori per vigilare sul voto

La giornata è stata segnata anche da un clima di tensione, legato soprattutto ai timori di possibili irregolarità e contestazioni del risultato. Per monitorare il processo elettorale, la Lista Studentesca aveva organizzato una vasta rete di controllo, preparando oltre 16mila rappresentanti di lista e 60mila controllori all’esterno dei seggi. A questi si sono aggiunti oltre 16mila osservatori nazionali e internazionali, tra cui rappresentanti dell’Osce, dell’Odihr, del Consiglio d’Europa e del Parlamento europeo. Particolare attenzione è stata rivolta anche all’area del Pionirski Park, nei pressi del Parlamento di Belgrado, uno spazio transennato da oltre un anno e già teatro di contromanifestazioni contrarie al movimento studentesco. I rappresentanti degli studenti avevano espresso preoccupazione per eventuali provocazioni e per il possibile raduno dei sostenitori di Vučić nella zona.

Esultanza nelle strade di Belgrado dopo l’annuncio della sconfitta

Con il trascorrere delle ore, mentre le operazioni di voto erano ancora in corso, nelle strade della capitale serba si erano già registrati caroselli di automobili e manifestazioni di entusiasmo. Dopo l’ammissione della sconfitta da parte di Vučić, le celebrazioni si sono intensificate a Belgrado, con cittadini scesi in strada per festeggiare il risultato attribuito alla Lista Studentesca. Un clima di festa che accompagna una delle trasformazioni politiche più significative della Serbia contemporanea, dopo un lungo periodo caratterizzato dal predominio del Partito Progressista Serbo.

Serbia, come funziona il sistema elettorale e quando arrivano i risultati ufficiali

Le elezioni parlamentari serbe prevedono l’assegnazione di 250 seggi attraverso un sistema proporzionale con collegio unico nazionale e una soglia di sbarramento ordinaria del 3%. Alla consultazione hanno partecipato 18 liste elettorali, ma soltanto alcune erano considerate in grado di ottenere una rappresentanza parlamentare significativa. In Serbia non sono previsti exit poll. Le prime stime vengono elaborate dopo la chiusura delle urne da istituti e organizzazioni che seguono il processo elettorale, tra cui CeSID, Ipsos Serbia e Crta. Spetta poi alla Commissione elettorale nazionale (RIK) raccogliere i dati provenienti dai seggi e comunicare i risultati ufficiali. Nel computo rientrano anche i voti espressi dai cittadini serbi residenti all’estero e dagli altri elettori aventi diritto.