Taurianova, salta l’inaugurazione della statua di Gemelli Careri ed esplode la bufera: PD e Forza Italia furiosi tra mancanza di autorizzazioni e richiesta di chiarimenti sugli 8mila euro

Il Circolo “W. Schepis” attacca l'Amministrazione comunale dopo l'annullamento della cerimonia e chiede spiegazioni sulle somme impegnate. Pronto un esposto alla Corte dei Conti in assenza di risposte

Un’inaugurazione annunciata e poi annullata nel giro di appena sei ore, un investimento di 8.000 euro di fondi pubblici e le autorizzazioni della Soprintendenza che, secondo quanto denunciato dal Partito Democratico, non sarebbero state ottenute prima di procedere con l’intervento. È polemica a Taurianova per la vicenda legata alla statua dedicata a Gemelli Careri, la cui cerimonia di inaugurazione è stata improvvisamente cancellata. A sollevare il caso è il Circolo “W. Schepis” del Partito Democratico cittadino, che contesta la gestione dell’iniziativa da parte dell’Amministrazione comunale e chiede chiarimenti sulle procedure seguite e sull’impiego delle risorse economiche. I democratici sollecitano una conferenza stampa del sindaco e dell’assessore competente, annunciando la possibilità di rivolgersi alla Corte dei Conti qualora non dovessero arrivare risposte soddisfacenti.

Le accuse del Pd: “Si è pensato prima all’inaugurazione e solo dopo a tutto il resto?”

“A Taurianova sembra ormai che questa Amministrazione sia più interessata alle passerelle che alla sostanza delle cose. Ma amministrare una città non significa cercare continuamente occasioni per mettersi in mostra, soprattutto quando sono in gioco il rispetto della legge e i soldi dei cittadini. L’art. 21 del Codice dei Beni Culturali è chiaro: per intervenire su un bene culturale è necessaria l’autorizzazione della Soprintendenza. A questo si aggiunge la mancata consultazione di storici dell’arte e professionisti del settore, che avrebbero potuto offrire un contributo fondamentale. Possibile che si sia pensato prima all’inaugurazione e solo dopo a tutto il resto?”. Comincia così la nota del Circolo “W. Schepis”, che punta l’attenzione non soltanto sull’annullamento dell’evento, ma anche sulle modalità con cui sarebbe stato organizzato l’intervento. Secondo il Pd, infatti, l’Amministrazione avrebbe proceduto senza acquisire preventivamente le necessarie autorizzazioni e senza coinvolgere figure specializzate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale.

Gli 8mila euro e la richiesta di chiarimenti: possibile esposto alla Corte dei Conti

Al centro della contestazione c’è soprattutto l’impiego delle risorse pubbliche destinate all’iniziativa. “L’Amministrazione ha impegnato ben 8.000 euro di soldi pubblici senza avere prima ottenuto le necessarie autorizzazioni. Se l’intervento non dovesse essere approvato, chi risponderà dell’eventuale spreco?”, si legge nel documento. Il Circolo democratico ricostruisce quindi la successione degli avvenimenti, sottolineando la rapidità con cui si sarebbe passati dall’annuncio ufficiale dell’inaugurazione alla sua cancellazione. “Nel giro di appena sei ore siamo passati dall’invito ufficiale all’inaugurazione al suo improvviso annullamento. Si parla di un semplice “intoppo burocratico”, quasi che il rispetto della legge fosse una formalità secondaria. Non si può organizzare un’inaugurazione e accorgersi soltanto alla fine che manca un’autorizzazione fondamentale!”.

Da qui la richiesta di un intervento pubblico da parte dei vertici dell’Amministrazione comunale per ricostruire quanto accaduto e chiarire la destinazione delle somme impegnate. “Chiediamo che il Sindaco e l’Assessore competente convochino immediatamente una conferenza stampa per spiegare quanto accaduto e chiarire come siano stati impegnati gli 8.000 euro. In assenza di risposte, siamo pronti a presentare un esposto alla Corte dei Conti affinché venga accertata l’eventuale sussistenza di un danno erariale.” L’eventuale coinvolgimento della magistratura contabile viene dunque prospettato dal Pd come un’iniziativa successiva, subordinata alla mancata risposta da parte dell’Amministrazione. La questione sollevata riguarda sia il rispetto delle procedure previste per gli interventi sui beni culturali sia le possibili conseguenze economiche di un’eventuale mancata approvazione.

Le scuole invitate e la cerimonia cancellata all’ultimo momento

Un ulteriore elemento di critica riguarda il coinvolgimento degli studenti, che avrebbero dovuto partecipare alla cerimonia dedicata a Gemelli Careri. Per il Circolo “W. Schepis”, la cancellazione dell’evento dopo l’invito rivolto alle scolaresche rappresenta anche un problema di credibilità istituzionale e di educazione civica. “A rendere la vicenda ancora più imbarazzante è il coinvolgimento delle scuole. All’evento erano state invitate anche le scolaresche della città, salvo poi annullare tutto all’ultimo momento. Che esempio di educazione civica diamo ai nostri ragazzi se proprio chi rappresenta le istituzioni dimostra tanta superficialità? La legalità si insegna soprattutto con l’esempio.” Il comunicato prosegue con un riferimento ironico alla concomitante apertura del circo equestre in città: “E poi c’è una coincidenza quasi surreale: proprio oggi a Taurianova apre il circo equestre e, negli stessi momenti, si sarebbe dovuta svelare la statua. Alla fine, però, l’unico spettacolo è stato quello del circo burocratico dell’Amministrazione!”.

Il richiamo alla tutela del patrimonio culturale di Taurianova

La nota del Partito Democratico si sofferma anche sulla figura storica alla quale è dedicata la statua, evidenziando il paradosso di una controversia sulle procedure amministrative sorta proprio in occasione di un’iniziativa in onore di un uomo che fu anche esperto di diritto. “E pensare che Gemelli Careri, oltre a essere un illustre viaggiatore, era anche un giurista. Chissà cosa avrebbe pensato di questo pasticcio organizzato proprio per celebrarlo. Probabilmente si starà rivoltando nella tomba!” La vicenda diventa così, nella lettura dei democratici, l’occasione per sollevare una questione più ampia sulla gestione dei beni storici e culturali presenti nel territorio comunale. “Un consiglio, a questo punto, ci sentiamo di darlo all’Amministrazione: presti molta più attenzione anche agli altri beni culturali presenti a Taurianova. Il nostro patrimonio storico non è una scenografia da utilizzare per le inaugurazioni, ma una ricchezza da conoscere e tutelare con la serietà che merita.”

Il Circolo “W. Schepis” conclude il proprio intervento ribadendo la necessità di garantire trasparenza, rispetto delle norme e attenzione nell’utilizzo delle risorse dei cittadini, chiedendo che la valorizzazione della cultura non venga subordinata alle iniziative di carattere politico. “Taurianova merita ben altro che inaugurazioni annunciate e poi cancellate. La cultura non può diventare il pretesto per l’ennesima passerella politica.” Infine, l’ultimo richiamo del Pd: “i soldi pubblici e le regole valgono per tutti. Soprattutto per chi governa”.

La rabbia di Forza Italia

Sulla stessa lunghezza d’onda Forza Italia, che denuncia la situazione: “A Taurianova la cosa pubblica continua a essere scambiata per un salotto di casa propria, dove le decisioni si prendono d’impeto, i soldi dei cittadini si spendono con sconcertante disinvoltura e la legalità procedurale viene trattata come un fastidioso orpello. L’ultimo capitolo di questa commedia dell’assurdo tocca vette di pura improvvisazione. Nella sola giornata di giovedì, l’amministrazione comunale è riuscita nell’impresa di inviare via PEC, alle ore 11:01, l’invito trionfale dell’Assessore alla Cultura Maria Concetta Valotta per l’inaugurazione del busto in bronzo di Gianfrancesco Gemelli Careri, per poi diramare, alle 16:18, un frettoloso dietrofront che annullava la cerimonia a causa di un vago e imprecisato ‘sopravvenuto contrattempo'”.

“In questo goffo andirivieni di comunicazioni, l’Assessore Valotta e l’amministrazione non si sono neppure resi conto del grave danno e del disagio arrecato alle scuole cittadine. Gli istituti scolastici, fidandosi dell’invito istituzionale, si erano infatti mobilitati e organizzati con sforzo logistico per garantire la partecipazione degli studenti all’evento; salvo poi dover fare una precipitosa retrofront, riorganizzare al volo la permanenza delle classi in aula e spiegare ai ragazzi che l’uscita era sfumata per l’ennesima figura barbina delle istituzioni locali”.

“Dietro il paravento del “contrattempo” sembra esserci la dura presa di posizione della Soprintendenza. Ma ciò che rende la vicenda un capolavoro di incompetenza non è soltanto la figuraccia mediatica o il disservizio recato al mondo della scuola, bensì la sequenza di violazioni commesse con sconcertante leggerezza. Nella foga di dover adempiere alla solita politica dell’apparenza e del taglio del nastro a ogni costo, non ci si è limitati a impegnare 8.500 euro di denaro pubblico per un nuovo manufatto invece di valutare con rigore il restauro dell’opera originale. Si è andati ben oltre”.

“Ignorando persino che Piazza Garibaldi e i relativi interventi di riqualificazione sono soggetti a vincolo di tutela, l’amministrazione ha fatto montare e poi smontare l’opera in fretta e furia. La cosa grave è che queste manovre di montaggio e smuramento avanzato sono state affidate a manovalanza non autorizzata, mettendo mani non qualificate su un reperto e su un’area tutelata. Un agire confuso e spericolato che evidenzia una totale ignoranza delle norme elementari sui beni culturali e la completa assenza di coordinamento con gli uffici competenti”.

“Purtroppo, questo modus operandi fatto di approssimazione e sprezzo delle regole rappresenta ormai una spiacevole consuetudine per la città. È lo stesso metodo che ha visto autorizzare feste con bambini ed anziani presso locali privi di agibilità, o che ha spinto la stessa amministrazione a scendere in campo per una partita con la struttura chiusa al pubblico per ordine della Prefettura. È la stessa filosofia con cui si è gestita l’intera stagione estiva, costellata da chioschi, somministrazioni precarie e manifestazioni allestite tra autorizzazioni dubbie e lampanti illegittimità”.

“Amministrare non significa improvvisare, accumulare violazioni e poi sperare che nessuno faccia domande. Se per ricordare che il patrimonio storico va tutelato e che le piazze vincolate non sono cantieri privati, dove possono intervenire gli “amici dell’amministrazione” senza alcun incarico formale, deve intervenire d’urgenza la Soprintendenza, la conclusione s’impone da sé: a Taurianova l’unica opera da restaurare con estrema urgenza è proprio il metodo con cui questa amministrazione governa la città. Ma la Storia (cittadina) insegna che l’uomo non impara dalla Storia (cittadina)” si chiude la nota degli azzurri.