“Dare ai giovani un ruolo concreto nelle decisioni politiche e nelle istituzioni, superando una partecipazione limitata alle campagne elettorali e alle organizzazioni di partito”. È stato questo il tema centrale del panel “Decidere da giovani: dalla partecipazione alla responsabilità”, organizzato nell’ambito della convention nazionale “L’Italia dei Territori” di Sud chiama Nord. Il confronto ha riunito rappresentanti giovanili di diverse forze politiche: Albert Finocchiaro, coordinatore di Sud chiama Nord Giovani, Nicola D’Ambrosio, presidente di Azione Universitaria, Matteo Hallissey, presidente di +Europa, Simone Leoni, segretario nazionale di Forza Italia Giovani, e Salvatore La Bella, esponente di Noi Moderati. A moderare il dibattito è stato Felice Florio, vicedirettore de L’Espresso.
Giovani e politica, il confronto tra cinque rappresentanti di diversi partiti
Durante l’incontro sono state affrontate alcune delle principali questioni che interessano le nuove generazioni, dalla partecipazione politica all’accesso al mondo del lavoro, passando per la mobilità, i diritti civili e la rappresentanza nelle istituzioni. Pur partendo da esperienze e posizioni politiche differenti, i partecipanti hanno condiviso la necessità di garantire ai giovani maggiori opportunità di assumere responsabilità e contribuire direttamente alle scelte pubbliche. Il dibattito ha evidenziato come “il coinvolgimento nelle strutture dei partiti e nelle campagne elettorali non sia considerato sufficiente se non viene accompagnato dalla possibilità di amministrare, elaborare proposte e partecipare ai processi decisionali”.
Albert Finocchiaro: l’esperienza di Sud chiama Nord e la formazione di una nuova classe dirigente
Nel corso del panel, Albert Finocchiaro, coordinatore di Sud chiama Nord Giovani, ha illustrato il percorso intrapreso dal movimento guidato da Cateno De Luca per favorire la partecipazione delle nuove generazioni alla vita politica e amministrativa. Finocchiaro ha sottolineato come “Sud chiama Nord abbia già scelto di affidare ai giovani responsabilità concrete all’interno delle istituzioni, lavorando contemporaneamente alla costruzione di percorsi di crescita e formazione politica. L’obiettivo indicato è quello di contribuire alla nascita di una nuova classe dirigente, offrendo ai giovani la possibilità di maturare esperienza attraverso un coinvolgimento diretto nelle attività istituzionali”.
Voto a 16 anni, lavoro, mobilità e diritti civili al centro del dibattito
Tra gli argomenti affrontati dai rappresentanti delle diverse forze politiche figura anche la proposta di estendere il diritto di voto ai sedicenni, insieme al ruolo delle organizzazioni giovanili all’interno dei partiti e alle opportunità di accesso agli incarichi decisionali. Il confronto ha riguardato inoltre il rapporto tra merito e rappresentanza, le condizioni di lavoro delle nuove generazioni e la mobilità degli studenti e dei lavoratori. Particolare attenzione è stata dedicata alla possibilità, per i giovani che lasciano il proprio territorio per motivi di studio o di occupazione, di poter scegliere anche di tornare, attraverso opportunità capaci di favorire il loro rientro. Nel dibattito hanno trovato spazio anche il disagio giovanile e i diritti civili, questioni sulle quali sono emerse sensibilità e posizioni differenti tra i partecipanti.
