Strage di cicogne a Gela, uccise da plastica e lacci emostatici: almeno 12 casi tra i piccoli

Allarme nell’area naturale Geloi Wetland: le cicogne scambiano i rifiuti per cibo e muoiono per blocchi intestinali. L’ornitologo Angelo Scuderi denuncia il pericolo delle discariche abusive e dei rifiuti ospedalieri abbandonati

Nell’area naturale “Geloi Wetland”, in territorio di Gela (Caltanissetta), le cicogne che nidificano annualmente “muoiono perché scambiano per cibo, plastica, elastici e anche lacci emostatici“, dice l’ornitologo Angelo Scuderi. Il volontario che insieme ad altri si occupa dell’area naturale, ricostituita e bonificata attraverso l’intervento di una fondazione privata, ha monitorato “almeno dodici casi fra i piccoli di cicogna“. “Nello stomaco della cicogne morte – aggiunge – troviamo plastiche e spesso lacci emostatici che le cicogne scambiano per lombrichi. Una volta ingeriti le conseguenze portano alla morte“.

Nelle zone limitrofe, non mancano le discariche abusive, spesso ricavate in aree rurali molto isolate. “E’ un fenomeno che andrebbe valutato con molta attenzione – dice Scuderi – nonostante l’attività di bonifica che portiamo avanti nell’area naturale, le cicogne possono raggiungere distanze notevoli per trovare cibo e imbattersi appunto in rifiuti speciali come i lacci emostatici che andrebbero smaltiti secondo precisi criteri, trattandosi in gran parte di rifiuti ospedalieri. Una volta ingeriti dalle cicogne causano blocchi intestinali e il decesso“. Le cicogne, in larga parte, nidificano sui tralicci dell’alta tensione, presenti in zona, ma da alcuni anni i volontari dell’area naturale hanno realizzato nidi artificiali per evitare conseguenze per i volatili dovuti all’alta tensione.