Spagna verso le elezioni anticipate dopo la bocciatura del decreto casa: Sanchez potrebbe annunciarle già domani

La bocciatura in Parlamento dei decreti sulla casa accelera la crisi politica. Secondo El País, PSOE e governo lavorano ormai allo scenario elettorale, mentre la Moncloa studia una strada per recuperare le misure respinte

La Spagna potrebbe essere a un passo dalle elezioni politiche anticipate. Il presidente del governo Pedro Sanchez potrebbe infatti annunciare già domani la decisione di sciogliere anticipatamente le Cortes e riportare il Paese alle urne, dopo la pesante battuta d’arresto subita in Parlamento sui decreti legge dedicati alla casa. A riferirlo è El País, secondo cui all’interno del PSOE e del governo spagnolo lo scenario elettorale sarebbe ormai diventato una delle ipotesi principali sul tavolo. La bocciatura dei provvedimenti sulla politica abitativa ha infatti complicato ulteriormente il percorso della legislatura e aperto una fase decisiva per l’esecutivo guidato da Sanchez.

Sanchez valuta l’anticipo delle elezioni in Spagna

Il quadro politico spagnolo è entrato in una fase di forte incertezza dopo il voto del Congresso. Il governo non è riuscito a ottenere la convalida dei due decreti sulla casa, respinti con i voti contrari di PP, Vox e Junts, facendo emergere ancora una volta le difficoltà della maggioranza parlamentare su alcuni dei provvedimenti più delicati.

Secondo quanto riportato da El País, una parte consistente del PSOE e dell’esecutivo considera ormai l’anticipo elettorale l’opzione più probabile. Le consultazioni interne si sono intensificate nelle ultime ore e Sánchez starebbe valutando la possibilità di comunicare la propria decisione già nella giornata di domani.

L’ipotesi allo studio porterebbe quindi la Spagna verso una nuova campagna elettorale molto prima della naturale conclusione della legislatura, trasformando il voto sui decreti della casa in un possibile punto di svolta per l’intero scenario politico nazionale.

PSOE e governo già al lavoro sullo scenario elettorale

Sempre secondo El País, sia il PSOE sia il governo starebbero ormai lavorando concretamente sull’ipotesi delle elezioni anticipate. L’eventualità di tornare alle urne non sarebbe quindi soltanto una possibilità teorica, ma uno scenario sul quale i socialisti stanno cominciando a organizzarsi.

Resta tuttavia aperto un altro dossier cruciale: quello delle misure sulla casa bocciate dal Parlamento. L’esecutivo starebbe infatti studiando contemporaneamente il modo di recuperare almeno parte dei provvedimenti che non hanno superato il voto dell’aula.

La strategia consentirebbe al governo di non abbandonare le misure sull’emergenza abitativa anche nel caso in cui Sanchez decidesse di interrompere anticipatamente la legislatura.

La Moncloa studia come recuperare i decreti sulla casa

La possibilità di indire nuove elezioni, infatti, non impedirebbe necessariamente alla Moncloa di intervenire nuovamente sui provvedimenti respinti. Il governo potrebbe approvare nuovamente i decreti anche dopo lo scioglimento delle Cortes. A quel punto la loro convalida potrebbe passare attraverso l’organo parlamentare chiamato a garantire la continuità delle Camere durante il periodo che separa lo scioglimento del Parlamento dall’insediamento di quello successivo.

Secondo lo scenario riferito da El País, in quella sede l’esecutivo disporrebbe di condizioni numeriche più favorevoli rispetto a quelle emerse nell’ultima votazione al Congresso, offrendo così alla maggioranza una possibile strada per tentare di salvare le misure sulla casa.

Ore decisive per il futuro politico della Spagna

Le prossime ore diventano quindi decisive per il futuro del governo Sánchez. Da una parte c’è la possibilità di convocare elezioni anticipate, dall’altra il tentativo di evitare che la bocciatura parlamentare cancelli definitivamente alcuni dei principali interventi sulla politica abitativa.

La crisi aperta dal voto sui decreti ha fatto emergere ancora una volta la fragilità degli equilibri parlamentari sui quali si regge l’esecutivo. Il presidente del governo dovrà adesso decidere se provare a proseguire la legislatura cercando nuovi accordi o trasformare lo scontro sulla casa nel punto di partenza di una nuova sfida elettorale.