Il caso Youssef Siher divide l’opinione pubblica italiana. Il ricercatore 30enne italiano di seconda generazione, finito al centro dell’inchiesta sui disordini durante le manifestazioni a Milano, è protagonista di uno dei quesiti dell’ultimo sondaggio di Termometro Politico, realizzato con metodo CAWI attraverso 2.700 interviste raccolte tra il 27 e il 29 ottobre 2026. La rilevazione evidenzia valutazioni differenti sul ruolo attribuito al giovane, fermato nell’ambito delle indagini sul cosiddetto Movimento 17 ottobre. Una parte degli intervistati lo considera un soggetto pericoloso, mentre altri ritengono che le responsabilità dei disordini siano più ampie o che il ricercatore non abbia avuto un ruolo determinante negli scontri.
Sondaggio sul caso Siher: il 34,2% teme legami tra estremismo e politica
Secondo i risultati dell’indagine, il 34,2% degli intervistati interpreta la vicenda come una dimostrazione di quello che considera un legame pericoloso tra sinistra e Islam, attribuendogli anche una possibile natura eversiva in Italia. Si tratta della valutazione più diffusa tra quelle proposte dal sondaggio, che riflette una posizione fortemente critica nei confronti del fenomeno. Un ulteriore 15,9% considera Siher un soggetto pericoloso e ritiene giusto averlo fermato, pur sostenendo che i responsabili dei disordini possano essere più numerosi e che molti non siano ancora stati individuati. Sommando queste due risposte, il 50,1% del campione aderisce a una delle interpretazioni che attribuiscono al 30enne una pericolosità significativa. Le percentuali rappresentano le opinioni espresse dagli intervistati e non costituiscono una valutazione giudiziaria sulle responsabilità dell’indagato.
Il 26,2% ritiene marginale il suo ruolo nei disordini
Una parte consistente del campione esprime una lettura differente. Il 26,2% degli intervistati ritiene che Siher abbia avuto un ruolo marginale, osservando che le pagine social a lui riconducibili sarebbero state create soltanto dopo i disordini. Secondo questa interpretazione, il ricercatore sarebbe stato individuato come un capro espiatorio, mentre le cause e le responsabilità delle violenze di piazza sarebbero più complesse e richiederebbero ulteriori approfondimenti. Il 16,6% considera invece Siher apparentemente innocente, interpretando la vicenda come espressione di un disagio giovanile nei confronti del sistema e sostenendo che il dibattito pubblico dovrebbe concentrarsi maggiormente sulle ragioni delle proteste rispetto ai danni materiali provocati durante le manifestazioni. Un altro 4,6% ipotizza che il giovane possa essere stato utilizzato dai servizi come strumento per delegittimare le proteste. Si tratta di un’ipotesi espressa da una minoranza degli intervistati, per la quale il sondaggio non fornisce elementi di riscontro fattuale. Complessivamente, queste tre posizioni raccolgono il 47,4% delle risposte, mentre il restante 2,5% dichiara di non sapere o di preferire non rispondere.
Chi è Youssef Siher e quali sono le accuse
Youssef Siher, 30enne italiano di origini marocchine, è stato fermato su disposizione della Procura di Milano nell’ambito delle indagini sui disordini verificatisi nel capoluogo lombardo durante le manifestazioni di ottobre. Il ricercatore è ritenuto dagli inquirenti una figura di riferimento del Movimento 17 ottobre, attraverso la gestione di canali e pagine social utilizzati per la diffusione di contenuti collegati alle proteste. Le ipotesi di reato contestate comprendono istigazione a delinquere, finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. La vicenda è ancora oggetto di accertamenti giudiziari e le responsabilità del giovane dovranno essere valutate nelle sedi competenti, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza.

