Giorgia Meloni viene indicata davanti a Elly Schlein, Roberto Gualtieri e Giuseppe Conte nelle tre sfide dirette ipotizzate da un sondaggio sulle preferenze per la carica di presidente del Consiglio. Le percentuali cambiano però sensibilmente a seconda del candidato contrapposto alla premier: il confronto più equilibrato è quello con il leader del Movimento 5 Stelle, mentre le distanze risultano maggiori nelle simulazioni con la segretaria del Partito Democratico e con il sindaco di Roma. La rilevazione approfondisce anche il comportamento degli elettori dei diversi schieramenti, mostrando come le preferenze non seguano esclusivamente le tradizionali appartenenze politiche. I dati riguardano infatti sia gli elettori del centrodestra e del centrosinistra, sia quelli del Movimento 5 Stelle e di Futuro Nazionale, permettendo di osservare come cambiano gli orientamenti nei tre confronti ipotetici.
Meloni contro Schlein, la premier al 56% e la segretaria del Pd al 44%
Nel primo confronto diretto, quello tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein, la presidente del Consiglio raccoglie il 56% delle preferenze, mentre la segretaria del Partito Democratico si attesta al 44%. La distanza tra le due è dunque di dodici punti percentuali. Analizzando le preferenze in base all’appartenenza politica, Meloni ottiene il sostegno del 94% degli elettori del centrodestra e del 77% di quelli di Futuro Nazionale. La premier viene inoltre scelta dal 22% degli elettori del Movimento 5 Stelle e dal 12% di quelli del centrosinistra.
Schlein raccoglie invece l’88% delle preferenze tra gli elettori del centrosinistra e il 78% tra quelli del Movimento 5 Stelle. La segretaria democratica viene indicata anche dal 23% degli elettori di Futuro Nazionale e dal 6% di quelli del centrodestra. Il confronto evidenzia una forte concentrazione delle preferenze all’interno dei rispettivi schieramenti, ma anche una quota di elettori che, nella scelta diretta tra le due candidate, indica un nome appartenente a un’area politica differente dalla propria.
Meloni contro Gualtieri, il distacco sale a sedici punti
La seconda simulazione riguarda il confronto tra Giorgia Meloni e Roberto Gualtieri. In questo caso la presidente del Consiglio viene scelta dal 58% degli intervistati, mentre il sindaco di Roma raccoglie il 42%, con una differenza di sedici punti percentuali. Meloni ottiene il 93% delle preferenze tra gli elettori del centrodestra e il 69% tra quelli di Futuro Nazionale. La premier viene inoltre indicata dal 24% degli elettori del centrosinistra e dalla stessa percentuale di quelli del Movimento 5 Stelle.
Gualtieri raccoglie invece il 76% sia tra gli elettori del centrosinistra sia tra quelli del Movimento 5 Stelle. Il sindaco di Roma ottiene inoltre il 31% delle preferenze tra gli elettori di Futuro Nazionale e il 7% tra quelli del centrodestra. Rispetto al confronto con Schlein, la simulazione con Gualtieri mostra quindi una percentuale complessiva più elevata per Meloni. Cambia anche la distribuzione delle preferenze tra gli elettori delle singole aree politiche, con Gualtieri che raccoglie la stessa quota di consensi nei due gruppi rappresentati dal centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle.
Meloni contro Conte, il confronto più equilibrato: 52% a 48%
La terza sfida diretta è quella tra Giorgia Meloni e Giuseppe Conte, che presenta la distanza più contenuta tra le tre ipotesi considerate. La presidente del Consiglio viene scelta dal 52%, mentre il leader del Movimento 5 Stelle raggiunge il 48%. Il divario si riduce così a quattro punti percentuali. Nel dettaglio, Meloni ottiene il 91% degli elettori del centrodestra e il 65% di quelli di Futuro Nazionale. Tra gli elettori del centrosinistra, il 16% indica la premier, mentre soltanto il 4% degli elettori del Movimento 5 Stelle sceglie Meloni nel confronto con Conte.
Il leader pentastellato raccoglie invece il 96% delle preferenze tra gli elettori del Movimento 5 Stelle, la percentuale più elevata registrata per un candidato all’interno del proprio elettorato nelle tre simulazioni. Conte viene inoltre scelto dall’84% degli elettori del centrosinistra, dal 35% di quelli di Futuro Nazionale e dal 9% degli elettori del centrodestra. Il dato evidenzia come, in questa specifica simulazione, Conte raccolga un’ampia quota delle preferenze sia tra gli elettori del proprio movimento sia tra quelli del centrosinistra, portando la distanza complessiva da Meloni a quattro punti.
Come cambiano le preferenze degli elettori nei tre confronti
Il confronto tra le tre simulazioni mette in evidenza alcune differenze negli orientamenti degli elettori. Giorgia Meloni raccoglie percentuali comprese tra il 91% e il 94% tra gli elettori del centrodestra, mentre il sostegno proveniente da Futuro Nazionale passa dal 77% nella sfida con Schlein al 69% contro Gualtieri, fino al 65% contro Conte. Tra gli elettori del Movimento 5 Stelle, il sostegno alla premier è del 22% quando l’alternativa è Schlein, del 24% contro Gualtieri e del 4% quando l’avversario è Conte. Parallelamente, il leader pentastellato ottiene il 96% delle preferenze del proprio elettorato nel confronto diretto con Meloni. Anche tra gli elettori del centrosinistra emergono differenze: Schlein viene scelta dall’88%, Gualtieri dal 76% e Conte dall’84%. Le percentuali mostrano quindi una distribuzione delle preferenze che varia in relazione al candidato proposto come alternativa alla presidente del Consiglio.
Sondaggi sulla presidenza del Consiglio, cosa emerge dalle simulazioni
Considerando i risultati complessivi, Meloni registra il 56% contro Schlein, il 58% contro Gualtieri e il 52% contro Conte. Le percentuali dei tre avversari sono rispettivamente del 44%, del 42% e del 48%. Il dato più significativo nel confronto tra le simulazioni è la diversa ampiezza del distacco: dodici punti nella sfida con Schlein, sedici in quella con Gualtieri e quattro nel confronto con Conte. Emergono inoltre differenti livelli di sostegno da parte degli elettori del centrosinistra, del Movimento 5 Stelle e di Futuro Nazionale. Le percentuali descrivono le preferenze espresse in ipotetici confronti diretti per la presidenza del Consiglio e non rappresentano una previsione dell’esito di future elezioni politiche. In Italia, inoltre, il presidente del Consiglio non viene eletto direttamente dai cittadini: la sua nomina spetta al presidente della Repubblica, secondo le procedure previste dalla Costituzione.
