Sondaggi politici, centrosinistra e centrodestra testa a testa: Schlein e Conte davanti a Meloni, De Luca all’1% | DATI

Il nuovo sondaggio SWG per il Tg La7 del 19 ottobre 2026 fotografa un equilibrio quasi perfetto tra le coalizioni. Il centrosinistra raggiunge il 44,6% con Elly Schlein candidata premier e il 44,5% con Giuseppe Conte, mentre il centrodestra si ferma rispettivamente al 44% e al 44,1%

La politica italiana si presenta con equilibri elettorali estremamente ravvicinati. Il nuovo sondaggio SWG realizzato per il Tg La7 e diffuso lunedì 19 ottobre 2026 mostra una distanza minima tra centrosinistra e centrodestra, indipendentemente dal nome del candidato alla presidenza del Consiglio scelto dalla coalizione progressista. La rilevazione prende in esame due possibili scenari: nel primo è Elly Schlein a guidare il centrosinistra contro Giorgia Meloni; nel secondo è Giuseppe Conte a rappresentare lo stesso schieramento. In entrambe le simulazioni il centrosinistra registra un leggero vantaggio percentuale, ma le differenze sono talmente contenute da non consentire di individuare un vantaggio statisticamente significativo.

Con Schlein candidata premier, il centrosinistra raggiunge il 44,6% e il centrodestra il 44,0%, una distanza di appena 0,6 punti percentuali. Con Conte alla guida della coalizione, invece, il centrosinistra si attesta al 44,5% contro il 44,1% del centrodestra, con uno scarto ancora più ristretto, pari a 0,4 punti. Il dato politicamente più interessante è che il cambio del candidato del centrosinistra modifica gli orientamenti tra i singoli partiti, soprattutto tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, ma lascia quasi immutato il risultato complessivo delle coalizioni.

Sondaggio SWG, lo scenario con Elly Schlein candidata premier

Nella prima simulazione, che vede Elly Schlein candidata alla presidenza del Consiglio per il centrosinistra, la coalizione progressista raggiunge il 44,6% delle intenzioni di voto. Il Partito Democratico si conferma la principale formazione del campo largo con il 21,2%, seguito dal Movimento 5 Stelle all’11,8%. Alleanza Verdi e Sinistra si attesta al 6,4%, mentre Italia Viva insieme a Casa Riformista raggiunge il 2,4%. Più Europa ottiene l’1,3%, mentre le altre formazioni indicate nella coalizione, tra cui PSI, Progetto Civico e Più Uno, raggiungono complessivamente l’1,5%.

Le intenzioni di voto del centrosinistra con Schlein

Partito Percentuale
Partito Democratico 21,2%
Movimento 5 Stelle 11,8%
Alleanza Verdi e Sinistra 6,4%
Italia Viva – Casa Riformista 2,4%
+Europa 1,3%
Altri (PSI, Progetto Civico, Più Uno) 1,5%
Totale centrosinistra 44,6%

Sul fronte opposto, il centrodestra guidato da Giorgia Meloni raggiunge complessivamente il 44%. Fratelli d’Italia è nettamente il primo partito italiano con il 29,7%. Seguono Forza Italia al 7,2% e Lega al 5,1%. Noi Moderati e Sud chiama Nord si attestano entrambi all’1%.

Le intenzioni di voto del centrodestra con Schlein candidata

Partito Percentuale
Fratelli d’Italia 29,7%
Forza Italia 7,2%
Lega 5,1%
Noi Moderati 1,0%
Sud chiama Nord 1,0%
Totale centrodestra 44,0%

La fotografia del sondaggio evidenzia una coalizione di centrodestra nella quale Fratelli d’Italia concentra la parte largamente prevalente dei consensi, mentre Forza Italia e Lega mantengono una consistenza più contenuta.

Giuseppe Conte candidato premier: M5S sale al 13,1%, Pd al 20,5%

La seconda simulazione proposta da SWG riguarda la possibilità che sia Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, a guidare il centrosinistra nella competizione contro Giorgia Meloni. Il risultato complessivo della coalizione cambia pochissimo: 44,5% per il centrosinistra e 44,1% per il centrodestra. La distribuzione dei consensi all’interno del campo largo presenta però alcune variazioni. Il Partito Democratico passa dal 21,2% al 20,5%, mentre il Movimento 5 Stelle cresce dall’11,8% al 13,1%. Si tratta di una differenza di 1,3 punti percentuali per il M5S tra i due scenari, a fronte di una riduzione di 0,7 punti per il Pd. Alleanza Verdi e Sinistra passa dal 6,4% al 6,5%, mentre Italia Viva – Casa Riformista scende dal 2,4% all’1,9%. Più Europa si attesta all’1,1% e le altre formazioni all’1,4%.

Le intenzioni di voto del centrosinistra con Conte

Partito Percentuale
Partito Democratico 20,5%
Movimento 5 Stelle 13,1%
Alleanza Verdi e Sinistra 6,5%
Italia Viva – Casa Riformista 1,9%
+Europa 1,1%
Altri (PSI, Progetto Civico, Più Uno) 1,4%
Totale centrosinistra 44,5%

Nel centrodestra, Fratelli d’Italia sale leggermente al 29,8%, Forza Italia si attesta al 7,1%, la Lega rimane al 5,1%, Noi Moderati raggiunge l’1,1% e Sud chiama Nord conferma l’1%.

Le intenzioni di voto del centrodestra con Conte candidato

Partito Percentuale
Fratelli d’Italia 29,8%
Forza Italia 7,1%
Lega 5,1%
Noi Moderati 1,1%
Sud chiama Nord 1,0%
Totale centrodestra 44,1%

Il confronto mostra come l’ipotesi Conte modifichi soprattutto il rapporto di forza tra Pd e Movimento 5 Stelle, senza alterare in misura rilevante il consenso complessivo attribuito ai due schieramenti.

Fratelli d’Italia primo partito al 29,8%: il dato di Giorgia Meloni

Indipendentemente dal candidato del centrosinistra, Fratelli d’Italia rimane il partito con il consenso più elevato. Il movimento guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni ottiene il 29,7% nello scenario con Schlein e il 29,8% in quello con Conte. La distanza rispetto al Partito Democratico rimane considerevole: con Schlein candidata è pari a 8,5 punti percentuali, mentre nello scenario Conte sale a 9,3 punti. Il primato del singolo partito non coincide però con quello della coalizione. Il sondaggio evidenzia infatti che l’insieme delle formazioni di centrosinistra raggiunge una percentuale complessiva leggermente superiore a quella del centrodestra in entrambe le simulazioni. È questa una delle principali caratteristiche della rilevazione: il confronto tra coalizioni produce un quadro molto più equilibrato rispetto a quello che emerge osservando esclusivamente i risultati dei singoli partiti.

Vannacci tra il 5,4% e il 5,6%: Futuro Nazionale fuori dai due schieramenti

Uno dei dati più rilevanti del sondaggio riguarda Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che viene considerato separatamente dalle due coalizioni principali. Nello scenario con Elly Schlein candidata premier, Futuro Nazionale raggiunge il 5,6%. Con Giuseppe Conte candidato, invece, il dato si attesta al 5,4%. Il movimento rappresenta così, nelle simulazioni SWG, la principale forza politica esterna ai due schieramenti. La sua collocazione autonoma è un elemento importante nell’interpretazione dei risultati, perché il sondaggio non attribuisce automaticamente i suoi consensi al centrodestra.

Non sarebbe quindi corretto sommare direttamente le percentuali di Futuro Nazionale a quelle della coalizione guidata da Meloni e considerare il risultato come una previsione elettorale. Gli orientamenti degli elettori potrebbero cambiare in presenza di alleanze differenti e un’eventuale intesa richiederebbe una nuova rilevazione. Il dato fotografa comunque una consistenza elettorale significativa per una formazione che si presenta autonomamente rispetto ai principali poli.

Sud chiama Nord all’1%: il movimento di Cateno De Luca nella coalizione di centrodestra

Tra gli elementi di particolare interesse politico figura anche il risultato di Sud chiama Nord, il movimento guidato da Cateno De Luca. SWG lo colloca all’interno della coalizione di centrodestra, attribuendogli l’1% delle intenzioni di voto in entrambe le simulazioni. Un dato che arriva nel pieno del dibattito sulle prospettive nazionali del movimento e sulla collaborazione politica con lo schieramento guidato da Giorgia Meloni. De Luca ha recentemente rivendicato l’ambizione di costruire una forza politica nazionale capace di raggiungere il 3%, facendo leva sul civismo, sugli amministratori locali e sulla possibilità di intercettare voti anche nell’area tradizionalmente vicina alla sinistra.

Il risultato del sondaggio SWG indica invece una stima dell’1%, inferiore all’obiettivo dichiarato dal leader del movimento. La differenza tra il dato rilevato e il traguardo politico annunciato rappresenta un elemento da considerare nella valutazione del percorso di crescita nazionale di Sud chiama Nord. Allo stesso tempo, è necessario ricordare che un sondaggio rappresenta una fotografia degli orientamenti di voto in un determinato momento, non una previsione certa del risultato di una futura consultazione.

Azione di Calenda supera il 3%, le altre formazioni centriste tra l’1,3% e l’1,5%

Al di fuori delle due coalizioni principali, il sondaggio misura anche il consenso di Azione con Spazio P., guidata da Carlo Calenda. Il risultato è del 3,1% nello scenario con Schlein e del 3,2% con Conte. Le altre formazioni dell’area di centro, indicate nelle tabelle come Liberaldemocratici e ORA!, raccolgono complessivamente l’1,3% nella prima simulazione e l’1,5% nella seconda. Le altre liste non comprese nei raggruppamenti precedenti si attestano rispettivamente all’1,4% e all’1,3%. Il quadro conferma la presenza di un’area politica esterna ai due principali schieramenti, composta da soggetti differenti per identità, proposta e collocazione. Anche in questo caso, le percentuali non possono essere interpretate come automaticamente trasferibili ad altre coalizioni. Ogni eventuale accordo elettorale potrebbe modificare gli orientamenti degli intervistati.

Schlein o Conte? Il confronto tra i due scenari del centrosinistra

La novità metodologica più interessante del sondaggio riguarda la simulazione di due possibili candidature alla guida del centrosinistra.

Indicatore Schlein Conte
Centrosinistra 44,6% 44,5%
Centrodestra 44,0% 44,1%
Partito Democratico 21,2% 20,5%
Movimento 5 Stelle 11,8% 13,1%
Fratelli d’Italia 29,7% 29,8%
Futuro Nazionale 5,6% 5,4%
Sud chiama Nord 1,0% 1,0%

La comparazione evidenzia che il centrosinistra conserva sostanzialmente lo stesso consenso complessivo, mentre cambia la distribuzione dei voti tra i partiti che lo compongono. La candidatura di Conte viene associata a una percentuale più elevata del Movimento 5 Stelle, mentre quella di Schlein coincide con un risultato più alto del Partito Democratico. La differenza complessiva tra le coalizioni resta comunque inferiore a un punto percentuale in entrambe le ipotesi. Il sondaggio, pertanto, non consente di stabilire quale dei due leader sarebbe elettoralmente più competitivo sulla base di uno scarto così contenuto.

Il 28% degli intervistati non si esprime: un dato fondamentale

Un elemento da non sottovalutare riguarda la quota di intervistati che non indica un orientamento di voto. In entrambe le simulazioni, il 28% non si esprime. Si tratta di un dato significativo che invita alla prudenza nell’interpretazione delle percentuali attribuite ai singoli partiti e alle coalizioni. La presenza di una quota così ampia di persone senza un orientamento espresso evidenzia che una parte importante dell’elettorato non ha indicato, al momento della rilevazione, una preferenza tra le forze politiche considerate. Non è possibile dedurre dal sondaggio come queste persone potrebbero orientarsi in futuro, né attribuirle automaticamente a uno schieramento. Il dato rafforza dunque la necessità di leggere la rilevazione come uno strumento di osservazione degli orientamenti attuali e non come un risultato elettorale anticipato.

Il margine d’errore e la cautela necessaria nella lettura dei risultati

Il sondaggio SWG è stato realizzato per La7 su un campione di 1.200 soggetti maggiorenni residenti in Italia, intervistati attraverso una metodologia mista CATI-CAMI-CAWI. La rilevazione è stata condotta tra il 14 e il 19 ottobre 2026. Il margine d’errore statistico dichiarato è del 2,8% al livello di confidenza del 95%. Questo aspetto è particolarmente importante perché le distanze registrate tra le coalizioni, pari a 0,6 e 0,4 punti percentuali, sono molto inferiori al margine d’errore indicato. Di conseguenza, il lieve vantaggio numerico attribuito al centrosinistra non permette di concludere che uno dei due schieramenti disponga di un primato statisticamente consolidato. La rappresentazione più corretta dei dati è quella di una sostanziale parità nei due scenari considerati.