La corsa alla Presidenza della Regione Siciliana entra nel vivo anche dal palco della Leopolda. A Firenze, il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha indicato apertamente Pietro Bartolo come una candidatura che il suo partito è pronto a sostenere per la guida della Sicilia. La frase arriva in un momento in cui nel fronte di opposizione siciliano il confronto sul programma e sul futuro candidato presidente è ancora aperto. Nei giorni scorsi le forze del campo largo avevano infatti concordato di proseguire il percorso unitario, rinviando a un momento successivo la scelta del candidato dopo la definizione del programma.
“Sosterremo molto volentieri alla presidenza della Regione Siciliana la candidatura di Pietro Bartolo”. Con queste parole Renzi ha invitato sul palco della Leopolda l’ex medico di Lampedusa ed ex europarlamentare, trasformando il suo intervento in uno dei passaggi politicamente più rilevanti della giornata. L’investitura apre così un nuovo capitolo nel confronto interno all’area alternativa al centrodestra in vista delle prossime Regionali siciliane.
Renzi lancia Pietro Bartolo per la Presidenza della Regione Siciliana
La proposta di Pietro Bartolo arriva direttamente dal palco della manifestazione renziana, nel quadro di una Leopolda fortemente orientata al tema delle alleanze, del centro riformista e della costruzione di un fronte competitivo sul piano nazionale e territoriale. Il nome di Bartolo era già presente nel dibattito politico siciliano. Nei giorni scorsi aveva partecipato a confronti sull’assetto del campo largo nell’Isola e aveva sostenuto che “la componente elettorale di Cateno De Luca non può essere rimossa dal dibattito politico”, in una fase in cui il centrosinistra siciliano sta ancora cercando una sintesi sulle alleanze e sulle modalità con cui individuare il candidato presidente. L’apertura esplicita di Renzi rappresenta però un salto di livello, perché Italia Viva non si limita più a discutere il perimetro della coalizione, ma indica un nome che ritiene adatto a guidarla.
Bartolo alla Leopolda: “se non andiamo tutti uniti non andiamo da nessuna parte”
Dopo essere stato invitato sul palco, Pietro Bartolo ha legato il proprio intervento al tema dell’unità politica. “Dovevo essere a Lampedusa”, per l’anniversario del naufragio di 13 anni fa, “ma ho preferito essere qui, perché ritengo che la mia presenza insieme a voi sia più importante. Da qui devono nascere le proposte per cambiare, per cambiare questo governo di fascisti. Solo la politica può dare soluzioni. La buona politica, che io vedo in questa formazione politica, in questa casa Riformista, ma è importante che si vada in una direzione tutti uniti, perché se non andiamo tutti uniti non andiamo da nessuna parte”. L’intervento dell’ex europarlamentare ha ricevuto lunghi applausi e una standing ovation alla Leopolda, segnale del forte consenso raccolto tra i presenti.
Il passaggio sull’unità è politicamente centrale: Bartolo ha insistito sulla necessità che le diverse componenti dell’area alternativa al centrodestra non procedano in ordine sparso. È una posizione che si inserisce nel dibattito già aperto in Sicilia, dove le forze del campo largo hanno scelto di continuare il confronto per arrivare prima a una piattaforma programmatica comune e poi alla scelta del candidato o della candidata alla Presidenza della Regione.
Sicilia, la candidatura di Bartolo entra nel confronto del campo largo
L’indicazione di Renzi non equivale ancora a una candidatura unitaria formalmente definita dall’intera coalizione. Questo è un punto importante nel leggere il quadro politico. Secondo quanto emerso dal confronto tra le forze del campo largo siciliano, il percorso concordato prevede infatti prima una sintesi sul programma e successivamente la definizione delle modalità con cui scegliere il candidato presidente. L’obiettivo indicato nei giorni scorsi era arrivare già nel mese di ottobre a una proposta programmatica da presentare agli elettori. L’intervento di Renzi introduce però un elemento nuovo e concreto: Italia Viva ha indicato il proprio nome di riferimento. Il profilo di Bartolo è fortemente legato alla sua esperienza di medico a Lampedusa e al tema delle migrazioni, che ha caratterizzato una parte importante della sua attività pubblica.
Bartolo e il tema dei migranti: “abbiamo un compito importante”
Proprio il fenomeno migratorio ha occupato una parte consistente dell’intervento di Bartolo alla Leopolda. “Noi abbiamo un compito importante, di dare risposta alle persone, ai migranti. E dobbiamo difendere con tutte le forze l’Europa dai populisti, dalle destre, che vogliono distruggere l’Europa. Sono certo che ci riusciremo e manderemo a casa questi personaggi squallidi”. Il medico di Lampedusa ha quindi collegato la propria esperienza personale e professionale a una visione politica fortemente europeista, ponendo al centro il tema dell’accoglienza e della difesa dell’Unione europea. Le sue parole si inseriscono in una Leopolda nella quale Renzi ha rilanciato ripetutamente il tema della costruzione di un’area riformista ed europeista e ha rivolto anche un appello ai moderati e ai centristi, compresi quelli di Forza Italia, affinché si avvicinino al progetto promosso da Italia Viva.
Bartolo: “ho curato e salvato quando è stato possibile più di 350mila persone”
Nel suo intervento Pietro Bartolo ha poi richiamato direttamente la propria lunga esperienza professionale a Lampedusa, ricordando il numero di migranti assistiti nel corso degli anni e il dramma delle vittime del Mediterraneo. “Mi dicono di avere due record, di aver curato e salvato quando è stato possibile più di 350mila persone e poi l’altro record, di cui mi vergogno molto e dovremmo vergognarci tutti: quello di essere uno dei medici che hanno fatto più ispezioni cadaveriche, e questo perché c’è chi non vuole i migranti, chi crea barriere, muri, che va a fare accordi, con una predilezione con paesi dove vige la dittatura”. È uno dei passaggi più duri del suo discorso, perché Bartolo richiama le ispezioni cadaveriche svolte negli anni sulle vittime degli sbarchi e dei naufragi, trasformando la propria esperienza personale in una critica alle politiche migratorie fondate su barriere e accordi con Paesi autoritari.
Pietro Bartolo, dal lavoro a Lampedusa alla politica europea
Il profilo di Pietro Bartolo è strettamente legato a Lampedusa, dove per anni ha operato come medico, diventando una delle figure pubbliche più note sul tema delle migrazioni nel Mediterraneo.
Successivamente ha intrapreso la carriera politica ed è stato europarlamentare, portando a Bruxelles e Strasburgo molte delle battaglie legate all’accoglienza, alla tutela dei migranti e al ruolo dell’Europa nella gestione dei flussi. È proprio questa storia personale che Renzi sembra voler valorizzare proponendolo come possibile candidato alla guida della Regione Siciliana. Nel dibattito siciliano, il suo nome si aggiunge così alle diverse ipotesi già circolate nelle ultime settimane e rende ancora più delicato il confronto tra le forze della coalizione.
Regionali Sicilia, adesso il nodo è l’unità della coalizione
Il tema decisivo resta quello della coalizione. Lo stesso Bartolo, dal palco della Leopolda, ha insistito più volte sulla necessità di procedere insieme. Il centrosinistra siciliano si trova infatti davanti a un passaggio complesso: definire un programma condiviso, stabilire il perimetro delle alleanze e poi arrivare alla scelta del candidato presidente. Nei recenti confronti tra le forze del campo largo era emersa la volontà di evitare divisioni premature e di accelerare prima sul programma. La scelta di Renzi di indicare Bartolo rende ora il confronto più concreto. Italia Viva ha messo sul tavolo un nome preciso, mentre resta da capire quale sarà la posizione delle altre forze della coalizione.
