Sicilia, De Luca svela il suo retroscena su Schifani: “silurato da Forza Italia, il piano è arrivare a febbraio”

Il leader di Sud chiama Nord ricostruisce la crisi esplosa dentro Forza Italia e sostiene che il mancato bis del governatore sarebbe stato deciso da mesi

La crisi politica che scuote la Sicilia e soprattutto Forza Italia si arricchisce di un nuovo, pesantissimo retroscena. A raccontarlo è Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, che propone una propria ricostruzione di quanto starebbe accadendo dietro le quinte attorno al presidente della Regione Renato Schifani, alla sua possibile ricandidatura e alla durata stessa della legislatura. Il punto centrale della versione di De Luca è molto netto: la decisione di non arrivare a uno Schifani-bis sarebbe stata presa, secondo il leader di Sud chiama Nord, già da alcuni mesi e nelle ultime ore sarebbe definitivamente saltato il meccanismo individuato per accompagnare il governatore fuori dalla corsa alla Presidenza.

Una ricostruzione che De Luca collega direttamente ai vertici di Forza Italia, citando Nino Minardo, Giorgio Mulè e Antonio Tajani, e che arriva proprio mentre le tensioni tra Palermo e Roma sono ormai pubbliche. È infatti accertato che il commissario regionale azzurro Nino Minardo abbia chiesto un “cambio di passo” e una proposta politica nuova per la Sicilia e che Schifani abbia reagito annunciando una riflessione sulle decisioni da assumere.

De Luca: “Minardo, Mulè e Tajani hanno silurato Schifani”

Cateno De Luca non usa mezzi termini e presenta così la propria ricostruzione: “ieri Minardo, Mulè e Tajani hanno silurato Schifani con una velina. Ufficialmente il banco sarebbe saltato quando Schifani ha fatto sapere che non avrebbe accettato il CSM. Ma attenzione, perché la verità sarebbe un’altra! Ecco il retroscena. Pare non sia vero che Schifani abbia rifiutato il CSM, ma che negli ultimi 3-4 giorni siano venute meno le condizioni per la sua candidatura.
Non sappiamo se per cause politiche o di altro genere. Il fatto politico è che era stato stabilito da 2-3 mesi che non ci sarebbe stato uno Schifani-bis e che la sua “buona uscita” sarebbe stata proprio il CSM. Nel frattempo qualcosa si è rotto e dunque quella strategia non può più essere messa in atto. Ieri era il Re Sole, oggi è il Re Solo, abbandonato dal suo partito e dalla sua coalizione. Nessun partito del centrodestra ieri si è stracciato le vesti per inviare comunicati di sostegno a Schifani, mentre fino a qualche mese fa si faceva a gara per sostenerlo somministrandogli metadone politico. Ribadisco: il dado è tratto”.

“Si è trovato un compromesso: Forza Italia aprirà a una fase di chiusura di questa legislatura con probabili aggiustamenti in giunta, mettendo in piedi una sorta di governo di emergenza per approvare la legge di stabilità e chiudere la legislatura in una data che consenta l’allineamento con le elezioni nazionali. La data individuata per le elezioni nazionali è la seconda settimana di maggio, perché affinché il Colle conceda le elezioni anticipate deve esserci un motivo valido, e accorpare le elezioni politiche con quelle regionali e amministrative rappresenta una buona motivazione.
Quindi a Schifani bisogna somministrare più metadone per farlo arrivare a fine febbraio, in modo tale che le sue dimissioni permettano l’allineamento delle elezioni amministrative, regionali e nazionali. Cosa avrà in cambio ancora non è dato sapere”,
conclude De Luca.