Sicilia, autostrade A18 e A20 nel mirino: Lombardo denuncia gravi criticità e chiede il commissariamento del CAS

Il deputato regionale di Sud chiama Nord attacca la gestione del Consorzio per le Autostrade Siciliane dopo le ultime relazioni ispettive: «Problemi conosciuti da mesi e interventi non eseguiti». Nel mirino anche il Governo regionale e l'assessore Aricò. Mercoledì confronto in IV Commissione all'ARS

Torna al centro del dibattito politico siciliano la sicurezza delle autostrade A18 e A20, con una nuova e dura presa di posizione del deputato regionale di Sud chiama Nord, Pippo Lombardo, che chiede un intervento immediato del Governo regionale e il commissariamento della Direzione Generale del Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS) per quanto riguarda la gestione della sicurezza stradale. A sollevare ulteriori preoccupazioni sono le risultanze delle ispezioni effettuate il 5 e il 9 ottobre, contenute nella relazione dell’ingegnere Migliorino, e la successiva nota firmata dal direttore generale Moschetti. Documenti che, secondo quanto denunciato dal parlamentare, evidenzierebbero inadempienze, ritardi e la necessità di interventi urgenti sulle infrastrutture autostradali siciliane.

“Quanto emerge dalla relazione dell’ingegnere Migliorino, redatta a seguito delle ispezioni del 5 e 9 ottobre, e dalla successiva nota firmata dal direttore generale Moschetti è di una gravità inaudita. Documenti ufficiali che certificano una situazione di inadempienza della Direzione Generale del Consorzio per le Autostrade Siciliane e la necessità di interventi definiti improcrastinabili, arrivando a richiedere misure ancora più restrittive rispetto a quelle già indicate nella relazione del 3 settembre. Siamo davanti alla conferma di ciò che denunciamo da settimane: criticità conosciute da mesi, interventi non eseguiti e responsabilità che non possono più essere ignorate“, dichiara Lombardo.

Autostrade A18 e A20, Lombardo: “criticità note già da aprile e maggio”

Il deputato regionale punta l’attenzione soprattutto sui tempi degli interventi e sulla gestione delle segnalazioni relative alle condizioni delle infrastrutture. Secondo Lombardo, infatti, le problematiche sarebbero state già evidenziate durante le ispezioni effettuate nei mesi di aprile e maggio, senza che venissero adottate tempestivamente tutte le misure necessarie. Il parlamentare richiama anche la diffida del 3 settembre e le successive risultanze ispettive del 9 ottobre, sostenendo che il quadro emerso avrebbe richiesto un’azione più rapida.

“La questione più grave è che queste criticità erano note già dalle ispezioni effettuate nei mesi di aprile e maggio. Chi aveva il compito di intervenire conosceva la situazione e avrebbe dovuto attivarsi tempestivamente, senza attendere la diffida del 3 settembre e le ulteriori risultanze ispettive del 9 ottobre. Oggi ci troviamo di fronte a documenti che attestano la necessità di interventi urgenti e di ulteriori limitazioni alla circolazione. È inaccettabile che si sia arrivati a questo punto”, afferma. La preoccupazione espressa dal deputato riguarda quindi non soltanto le condizioni delle infrastrutture, ma anche le possibili conseguenze sulla circolazione e sulla mobilità degli automobilisti che utilizzano quotidianamente le due autostrade.

Il Governo regionale e l’assessore Aricò chiamati in causa: “perché non si è intervenuti prima?”

Nella sua denuncia, Pippo Lombardo coinvolge direttamente il Governo della Regione Siciliana e l’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, chiedendo chiarimenti sulle informazioni ricevute e sulle iniziative adottate nel corso degli ultimi mesi. Secondo il deputato di Sud chiama Nord, le comunicazioni trasmesse al CAS sarebbero state indirizzate anche all’assessorato regionale competente, circostanza che, a suo giudizio, rende necessaria una risposta politica sui ritardi denunciati.

“Il Governo non può sostenere di non essere stato informato. Tutte le comunicazioni trasmesse nel corso dell’anno al CAS erano indirizzate anche all’assessorato regionale e, dunque, all’assessore Aricò. Perché non si è intervenuti prima? Perché si è attesa una diffida per individuare le risorse necessarie e non tutte? E soprattutto, chi risponderà dei ritardi accumulati e degli interventi che avrebbero dovuto essere già eseguiti? Sono interrogativi ai quali il Governo ha il dovere di rispondere immediatamente”, sostiene Lombardo. Il parlamentare chiede dunque di ricostruire il percorso amministrativo seguito, verificando quali informazioni fossero disponibili, quali interventi fossero stati programmati e per quali ragioni, secondo la sua denuncia, alcune attività non sarebbero state eseguite nei tempi necessari.

La richiesta di commissariamento della Direzione Generale del CAS

Per Lombardo, la situazione richiede un cambiamento nella gestione della sicurezza delle infrastrutture autostradali. Il deputato ribadisce una richiesta avanzata, a suo dire, già da oltre un mese: commissariare la Direzione Generale del Consorzio per le Autostrade Siciliane relativamente alla gestione della sicurezza stradale, individuando le responsabilità degli eventuali ritardi e assicurando l’esecuzione degli interventi necessari. “Lo chiediamo da oltre un mese e oggi i fatti dimostrano quanto fosse fondata la nostra richiesta. La direzione generale del CAS non si è dimostrata all’altezza di garantire una gestione tempestiva ed efficace di infrastrutture strategiche per la Sicilia. Occorre commissariare chi sapeva e non ha agito, individuare le responsabilità e assicurare l’immediata esecuzione degli interventi necessari. Non possiamo permettere che le autostrade A18 e A20, infrastrutture fondamentali per la mobilità e l’economia siciliana, subiscano ulteriori limitazioni a causa di ritardi e carenze gestionali”, dichiara.

Lombardo contrario al passaggio delle autostrade siciliane all’ANAS

Accanto alla richiesta di commissariamento, il deputato regionale chiarisce anche la propria posizione rispetto all’ipotesi di trasferire la gestione delle autostrade siciliane all’ANAS. Una soluzione sostenuta da alcuni esponenti politici, anche dell’opposizione, che Lombardo dichiara di non condividere. Per il rappresentante di Sud chiama Nord, la proprietà e la disponibilità del patrimonio autostradale devono rimanere in capo alla Regione Siciliana. Il problema, a suo giudizio, riguarda invece la qualità della gestione e la capacità di programmare e realizzare gli interventi necessari.

“Qualcuno, anche tra le forze di opposizione, ritiene che la soluzione sia restituire queste infrastrutture all’ANAS. Noi non condividiamo questa impostazione. Il patrimonio autostradale deve rimanere nella disponibilità della Regione Siciliana, ma deve essere amministrato con competenza, responsabilità e capacità di programmazione. Il problema non è la titolarità delle infrastrutture, ma l’incapacità dell’attuale gestione di garantire gli interventi necessari e la sicurezza degli utenti”, sottolinea.

Mercoledì il caso in IV Commissione all’Assemblea regionale siciliana

La vicenda approderà mercoledì 14 ottobre in IV Commissione all’Assemblea regionale siciliana, su richiesta dello stesso Pippo Lombardo. L’incontro sarà dedicato all’esame delle criticità emerse e prevederà l’audizione dei soggetti coinvolti, tra cui rappresentanti del Ministero, del Consorzio per le Autostrade Siciliane e del Governo regionale. “Mercoledì, su nostra richiesta, la questione sarà all’ordine del giorno della IV Commissione, dove saranno ascoltati tutti i soggetti coinvolti: Ministero, Consorzio e Governo regionale. Sarà l’occasione per fare piena luce su una vicenda che presenta aspetti estremamente preoccupanti, anche sotto il profilo della trasparenza istituzionale”, annuncia Lombardo. Il parlamentare denuncia inoltre che il Parlamento regionale e la Commissione competente non sarebbero stati informati tempestivamente delle problematiche emerse durante le verifiche.

“Fino alla metà di settembre, infatti, il Parlamento regionale e la Commissione competente erano stati tenuti completamente all’oscuro delle criticità emerse. Solo grazie alle nostre richieste è stato possibile portare alla luce una situazione che avrebbe dovuto essere tempestivamente comunicata dal Governo”, sostiene. L’audizione rappresenterà quindi un momento di confronto istituzionale per approfondire le contestazioni sollevate e acquisire chiarimenti dalle amministrazioni interessate.

“La sicurezza degli automobilisti non può pagare il prezzo dell’inerzia”

Nella parte conclusiva del suo intervento, Lombardo torna a chiedere un’assunzione di responsabilità da parte del Governo regionale, sottolineando la necessità di garantire trasparenza e tempestività nella gestione delle infrastrutture. “È una responsabilità politica gravissima. Il Parlamento non può essere informato soltanto quando le criticità diventano emergenze e le conseguenze ricadono sui cittadini. Pretendiamo chiarezza su ciò che era noto, su quanto non è stato fatto e sulle ragioni per cui si è perso tempo prezioso“, afferma.

Il deputato ribadisce quindi la richiesta di un provvedimento immediato nei confronti della Direzione Generale del CAS e dell’avvio degli interventi ancora da realizzare. “Il Governo regionale intervenga immediatamente, disponga il commissariamento della Direzione Generale del CAS e garantisca l’avvio degli interventi non programmati o non attuati. La sicurezza degli automobilisti non può continuare a pagare il prezzo dell’inerzia amministrativa e politica”, conclude Pippo Lombardo.

La questione della sicurezza delle autostrade A18 e A20 sarà dunque al centro della seduta della IV Commissione dell’ARS, chiamata ad approfondire le criticità denunciate dal parlamentare e a confrontarsi con i soggetti istituzionali coinvolti. Le accuse di inadempienza e i ritardi richiamati da Lombardo costituiscono, al momento, la posizione espressa dal deputato regionale sulla base dei documenti da lui citati. Il confronto in Commissione sarà l’occasione per acquisire ulteriori elementi sulla gestione degli interventi, sulle eventuali limitazioni alla circolazione e sulle iniziative che il Governo regionale e il CAS intendono adottare.