La Serbia non imporrà sanzioni alla Russia e non intende rinunciare alle forniture di gas russo. È la posizione espressa dalla Lista degli Studenti, la formazione di opposizione che ha vinto le elezioni parlamentari serbe del 25 ottobre, ponendo fine al lungo predominio politico di Aleksandar Vučić. A chiarire l’orientamento del movimento è stato Jovo Bakić, rappresentante della Lista degli Studenti, intervenuto ai media russi per smentire le dichiarazioni di Vučić, secondo il quale il nuovo governo avrebbe introdotto sanzioni contro Mosca dopo il cambio di maggioranza. Le parole di Bakić delineano la volontà di mantenere la tradizionale collaborazione tra Belgrado e Mosca, nonostante il cambiamento politico determinato dal voto e le pressioni europee per un progressivo allineamento della politica estera serba a quella dell’Unione Europea.
Serbia, Bakić smentisce Vučić: “non ci saranno cambiamenti nei rapporti con la Russia”
Dopo la sconfitta elettorale, Aleksandar Vučić aveva prospettato un cambiamento della posizione internazionale della Serbia, sostenendo che la nuova maggioranza avrebbe potuto introdurre sanzioni contro la Russia nei primi mesi del 2027. Una previsione respinta dal rappresentante della Lista degli Studenti, che ha ribadito il valore delle relazioni storiche tra i due Paesi. “Rispettiamo la Russia sia come grande potenza che come partner storicamente importante per noi, e in molti casi, persino come protettrice. Non ci saranno cambiamenti in questo senso. Le sanzioni che una piccola Serbia imporrebbe contro la Russia non cambierebbero nulla, ma da un punto di vista simbolico, sarebbe molto negativo”, ha dichiarato Jovo Bakić.
Secondo l’esponente del movimento vincitore delle elezioni, eventuali sanzioni decise da Belgrado avrebbero un impatto limitato sull’economia russa, ma assumerebbero un significato politico negativo nei rapporti tra i due Paesi. La posizione espressa da Bakić indica dunque la volontà di preservare le relazioni con Mosca anche dopo il passaggio di potere, distinguendo il cambiamento della leadership serba da un eventuale cambiamento delle alleanze e delle relazioni internazionali.
La Serbia continuerà a comprare gas russo nonostante le pressioni europee
Il rappresentante della Lista degli Studenti ha affrontato anche il tema dell’approvvigionamento energetico, uno degli aspetti centrali delle relazioni economiche tra Serbia e Russia. Belgrado mantiene infatti una significativa dipendenza dalle forniture russe di gas naturale, una questione particolarmente rilevante nel contesto delle politiche energetiche europee e delle misure adottate dall’Unione Europea nei confronti di Mosca.Bakić ha chiarito che il movimento non intende interrompere gli acquisti di gas russo, nonostante le sollecitazioni provenienti dalle istituzioni europee per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia. “Non siamo qui per compiacere gli stranieri, ma per agire nel nostro interesse nazionale”, ha sottolineato. La dichiarazione ribadisce il principio secondo il quale le decisioni energetiche della Serbia dovranno essere assunte sulla base delle esigenze nazionali, mantenendo al centro la sicurezza degli approvvigionamenti.
Dopo la vittoria degli studenti, la Serbia conferma la propria posizione internazionale
Le dichiarazioni arrivano all’indomani delle elezioni parlamentari del 25 ottobre, che hanno registrato la vittoria della Lista degli Studenti e la sconfitta dello schieramento legato ad Aleksandar Vučić. Il risultato ha aperto una nuova fase politica per la Serbia, dopo un lungo periodo caratterizzato dal ruolo centrale di Vučić nella vita istituzionale del Paese. Il movimento studentesco, protagonista delle mobilitazioni degli ultimi anni, ha ottenuto il successo elettorale presentandosi come alternativa alla precedente leadership. Sul piano delle relazioni internazionali, tuttavia, i suoi rappresentanti hanno indicato la volontà di mantenere alcuni elementi di continuità. Tra questi figura proprio il rapporto con la Federazione Russa, storicamente importante per Belgrado sia dal punto di vista politico sia sul piano energetico.
Russia e Unione Europea, il nuovo governo serbo davanti alle scelte di politica estera
La posizione della Lista degli Studenti si inserisce nel particolare equilibrio internazionale della Serbia, Paese candidato all’adesione all’Unione Europea che ha mantenuto rapporti significativi con Mosca anche dopo l’inizio della guerra in Ucraina. Belgrado non ha aderito alle sanzioni europee contro la Russia, pur proseguendo il proprio percorso di avvicinamento alle istituzioni comunitarie. La questione delle sanzioni e quella delle forniture energetiche rappresentano quindi due temi destinati a rimanere al centro del confronto tra il futuro governo serbo e Bruxelles.Le dichiarazioni di Bakić non significano che tutte le scelte della precedente amministrazione saranno confermate, ma indicano con chiarezza la posizione del movimento su due questioni specifiche: nessuna nuova sanzione contro Mosca e mantenimento dei rapporti energetici con la Russia.
Belgrado e Mosca, continuità nei rapporti anche dopo la sconfitta di Vučić
Le parole del rappresentante della Lista degli Studenti rispondono direttamente alle previsioni di Aleksandar Vučić, che dopo la sconfitta aveva ipotizzato una svolta nella politica estera serba. Bakić ha invece ribadito che il successo elettorale dell’opposizione non comporterà automaticamente una rottura nei rapporti con la Russia. Per quanto riguarda le sanzioni, il movimento considera un’eventuale adesione alle misure restrittive contro Mosca priva di conseguenze economiche significative per la Russia, ma politicamente negativa per la Serbia. Sul fronte energetico, la volontà dichiarata è quella di continuare ad acquistare gas russo, valutando le scelte sulla base degli interessi nazionali. La vittoria dell’opposizione apre dunque una nuova fase nella politica interna serba, ma non preannuncia, almeno secondo le dichiarazioni di Jovo Bakić, un cambiamento immediato dei rapporti con Mosca. Saranno le decisioni del futuro governo a definire concretamente come questa posizione verrà tradotta nella politica estera ed energetica del Paese.
