Segnalò anomalie dopo il vaccino Covid, ma cosa scoprì dopo la lasciò senza parole: la clamorosa denuncia sullo studio di una ricercatrice dell’ISS

La ricercatrice Loredana Frasca racconta i richiami ricevuti dopo uno studio sugli effetti avversi. Buonguerrieri (FdI) denuncia: "qui non siamo di fronte alla scienza, ma alla dittatura". Al centro le miocarditi nei giovani e le contestazioni dell'Istituto superiore di sanità

Una vera e propria censura. A distanza di anni dall’accaduto, la denuncia di oggi è clamorosa. La Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid ha ascoltato Loredana Frasca, ricercatrice senior dell’Istituto superiore di sanità e tra le autrici di una review sugli eventi avversi dei vaccini anti-Covid pubblicata sulla rivista Pathogen. Dalle parole in Commissione è emerso che quello studio è stato censurato. A denunciare l’accaduto, Alice Buonguerrieri, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Covid, che ha raccontato l’accaduto a Radio Radio Tv.

L’indagine avrebbe evidenziato un incremento allarmante delle miocarditi, specialmente tra i giovani, oltre a possibili correlazioni con altre gravi patologie e alla prolungata permanenza dell’mRNA nell’organismo. Nonostante la rilevanza dei dati per la tutela della salute pubblica, i risultati sarebbero stati duramente ostacolati e delegittimati dagli organi statali con la scusa di essere troppo delicati per la popolazione.

Cosa diceva lo studio? Rivela, afferma il deputato, che “i casi di miocardite sono triplicati da prima a dopo la pandemia a seguito del vaccino, che i numeri delle miocarditi sui giovani sono elevatissimi e che c’è una possibile correlazione tra vaccini e tumori o casi di autismo. Secondo voi si è deciso di approfondire lo studio? No, lo stesso è stato censurato. Frasca ci ha riferito che per la prima volta nella sua carriera da ricercatrice ha subito dei rimproveri, dei richiami scritti e addirittura un comunicato stampa dell’ISS contro questo studio per denigrare lo stesso. Le hanno detto che il contenuto era troppo delicato per il pubblico. Siamo davanti all’ennesima prova di censura nei confronti di chi porta dati e studi contrari alla narrativa dominante. Qui non siamo di fronte alla scienza, ma alla dittatura“.