“Il diritto allo studio dei ragazzi con disabilità e la stabilità professionale degli assistenti educativi e alla comunicazione non possono essere trattati come questioni meramente contabili, né tantomeno come un peso da scaricare, con equilibrismi burocratici, sulle spalle dei dirigenti scolastici”. Lo dichiara in una nota formale il Cav. Dott. Lorenzo Festicini, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
L’intervento del Garante si è reso necessario a seguito di una comunicazione trasmessa dal Servizio Istruzione dell’Ente. Nella nota si evidenzia come, in attesa dei flussi finanziari nazionali e regionali, l’avvio delle attività sia stato impostato su criteri di provvisorietà economica tarati sull’anno precedente, gravando al contempo le istituzioni scolastiche di complessi oneri di rendicontazione e richieste di “giustificazione” circa la mancata contrattualizzazione del personale di nuova nomina selezionato tramite Svi.pro.re.
Festicini ha risposto immediatamente notificando agli uffici una formale diffida scritta, definendo una linea di confine non negoziabile.
“Comprendiamo le complessità della finanza derivata e i tempi della macchina pubblica – evidenzia il Garante Lorenzo Festicini – ma la prudenza amministrativa non può tradursi in incertezza cronica per centinaia di lavoratori, né, fatto ancora più grave, nella frammentazione della continuità didattica per gli studenti più fragili. La forma non può sacrificare la sostanza: i ragazzi hanno diritto a un supporto stabile dal primo giorno, e i lavoratori a una contrattualizzazione certa. Le difficoltà di bilancio si governano con la programmazione, non trasferendo il rischio economico e gestionale sulle scuole e sulle famiglie”.
Il Garante ha tracciato una strategia di rigido controllo sul rispetto delle procedure: “l’Ufficio del Garante ha già attivato un monitoraggio ispettivo autonomo su tutti gli istituti superiori del territorio metropolitano. Le istituzioni non si misurano sui regolamenti scritti, ma sui servizi resi ai cittadini. Abbiamo il dovere di tutelare il diritto dei minori e la dignità del lavoro con ogni strumento consentito dall’ordinamento. L’autorevolezza delle istituzioni si difende garantendo i diritti di chi non ha voce, non giustificando i ritardi della burocrazia”.
