Scuola, congedo Legge 104 e graduatorie ATA: ANIEF denuncia penalizzazioni e minaccia ricorsi

Il Dipartimento ANIEF Diamante denuncia le disparità di trattamento per chi usufruisce del congedo biennale per assistere familiari con disabilità grave. In Piemonte e Veneto il periodo viene escluso dal servizio valutabile nelle graduatorie ATA dei 24 mesi. Raffaele Nucera chiede un intervento urgente del Ministero: “Chi esercita un diritto non può essere ulteriormente penalizzato”

“Il congedo biennale straordinario previsto dall’articolo 42 del Decreto legislativo 151/2001 permette al personale ATA di assistere un familiare con disabilità grave (art. 3, comma 3, Legge 104/92) per un totale di 2 anni (24 mesi). Il periodo comporta specifiche limitazioni ai fini della progressione di carriera e di alcuni istituti economici; sul piano delle graduatorie permanenti ATA dei 24 mesi, alcuni USR stanno inoltre escludendo tale congedo dal servizio valutabile, sulla base di un’interpretazione restrittiva contestata da ANIEF Diamante. Una norma nata per tutelare chi assiste un familiare rischia di trasformarsi in una vera e propria penalizzazione nei confronti del personale ATA”. Lo afferma in una nota Raffaele Nucera Responsabile Nazionale ANIEF -Dipartimento Diamante.

“Alla luce di tale disparità di trattamento, il Dipartimento ANIEF Diamante interviene sulla controversa valutazione del congedo biennale in merito alle graduatorie permanenti del personale ATA (graduatorie dei 24 mesi). A moltissimi Collaboratori Scolastici (CS), Assistenti Amministrativi (AA), Assistenti Tecnici (AT) e altri profili ATA non viene riconosciuta la progressione economica di carriera utile al passaggio di fascia stipendiale e scatto di anzianità. La questione è emersa con forza in Piemonte e Veneto dove gli Uffici Scolastici hanno autonomamente escluso il congedo straordinario dal servizio valutabile nelle graduatorie permanenti ATA”.

“ANIEF Diamante sottolinea che non esiste una norma nazionale che disponga espressamente l’esclusione del congedo straordinario biennale dal servizio valutabile ai fini delle graduatorie permanenti ATA. Le interpretazioni restrittive adottate da alcuni Uffici scolastici regionali (USR) non possono trasformarsi, in assenza di una previsione nazionale chiara, in una penalizzazione generalizzata per il personale che assiste familiari con disabilità grave. Il Ministero deve intervenire per garantire uniformità di trattamento e certezza dei diritti in tutte le regioni. Secondo questa lettura restrittiva, il periodo di congedo biennale, pur essendo previsto e tutelato dalla legge, non produrrebbe effetti equivalenti al servizio ordinario ai fini del punteggio nelle graduatorie. È proprio tale equiparazione automatica tra mancata prestazione lavorativa e mancata valutazione del periodo di congedo che ANIEF Diamante contesta”.

“Una conclusione sommaria e superficiale posta alla stregua di una richiesta di aspettativa non retribuita e che pertanto non tiene conto del diritto previsto dalla legge e della condizione di svantaggio in cui riversa il lavoratore. Il dipendente che assiste un disabile rinuncia già a una parte dei propri benefici economici e di carriera e, alla fine, rischia persino di non raggiungere il servizio necessario per accedere alla graduatoria permanente. Chi utilizza il congedo straordinario non sceglie di assentarsi dal lavoro, lo fa perché deve assistere un figlio, un genitore, il coniuge o un altro familiare in situazione di disabilità grave”.

“Durante il periodo di assistenza il lavoratore subisce già conseguenze importanti sulla propria posizione economica e professionale; l’esclusione del congedo dal servizio valutabile, disposta da alcuni USR, rischia di sottrargli anche il punteggio necessario per l’accesso alle graduatorie e alle opportunità di stabilizzazione. Per ANIEF Diamante si rischia così di creare una vera e propria doppia penalizzazione nei confronti del caregiver: prima sul piano economico e della carriera, poi sulla possibilità di crescita della propria posizione lavorativa. Le conseguenze possono essere enormi e gravose per il lavoratore: ritardo nell’ingresso in prima fascia, minori possibilità di ottenere incarichi annuali e possibile rinvio della futura stabilizzazione”.

“È per questo che ANIEF Diamante chiede un intervento immediato del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) a tutela del comparto ATA, colpito dalle interpretazioni restrittive di alcuni USR. Occorre chiarire in modo univoco gli effetti del congedo straordinario sul servizio valutabile ai fini delle graduatorie dei 24 mesi: serve una disciplina nazionale uniforme, non decisioni territoriali divergenti. Per anni la normativa è stata applicata in maniera non uniforme sul territorio nazionale, e ciò ha prodotto disparità di trattamento a seconda dell’Ufficio Scolastico responsabile alla valutazione della domanda”.

“Non è accettabile che i singoli lavoratori debbano affrontare ricorsi e contenziosi giudiziari per stabilire la valutazione di un periodo di congedo già previsto dalla Legge” ribadisce con forza ANIEF Diamante. “ANIEF Diamante è pronta, ove necessario, ad avviare azioni dinanzi ai Tribunali competenti per far valere i diritti del personale ATA, e ottenere il riconoscimento di quanto loro spetta in relazione al servizio e al punteggio nelle graduatorie dei 24 mesi. Non lasceremo soli i dipendenti penalizzati dalle interpretazioni restrittive adottate da alcuni USR”.

“La questione è arrivata anche in sede parlamentare e il Governo ha evidenziato la necessità di un eventuale intervento normativo qualora si voglia riconoscere espressamente il periodo anche ai fini delle graduatorie ATA. ANIEF Diamante sottolinea l’urgenza di una disposizione chiara, nazionale e inequivocabile che stabilisca definitivamente gli effetti del congedo straordinario sul servizio e sul punteggio, evitando ulteriori disparità di trattamento, perché «chi esercita un diritto previsto per assistere una persona con disabilità grave non può essere ulteriormente penalizzato nella propria vita lavorativa». Serve una disciplina nazionale uniforme, valida allo stesso modo su tutto il territorio nazionale, che elimini definitivamente le disparità regionali e garantisca certezza al personale ATA e alle famiglie che assistono persone con disabilità grave”.