Violenti scontri nel centro di Milano, dove diverse centinaia di partecipanti al corteo, sciolto in piazza Cordusio, si sono divisi in piccoli gruppi per poi radunarsi sul sagrato del Duomo. Da qui sono partiti ripetuti lanci di sassi, transenne, pezzi di porfido e bombe carta contro le forze dell’ordine, che hanno risposto utilizzando lacrimogeni ed effettuando brevi cariche di alleggerimento. In tre diverse occasioni, centinaia di manifestanti hanno attaccato contemporaneamente lo schieramento della polizia al centro della piazza, costringendo gli agenti ad arretrare. Durante gli scontri, un’automobile dei Carabinieri è stata devastata e saccheggiata, mentre alcuni furgoni blindati sono stati danneggiati. I gruppi coinvolti nei disordini hanno continuato a occupare la piazza e l’area del monumento equestre, erigendo barricate.
Particolarmente tesa anche la situazione tra via San Prospero e piazza Cordusio, dove per una decina di minuti la polizia è stata bersagliata da gruppi di giovani vestiti di nero e con il volto coperto. Secondo quanto riferito, non si tratterebbe di black bloc, ma di ragazzi provenienti dalle periferie, alcuni dei quali hanno sventolato la bandiera albanese per inneggiare alla rivolta in corso a Tirana. Lungo le strade interessate dagli scontri sono rimasti vetri infranti, materiali provenienti da cantieri edili ribaltati, tavolini rovesciati e scarpe abbandonate. Sotto i portici, giovani, passanti e turisti hanno assistito alle scene di violenza, con gli occhi arrossati a causa dei lacrimogeni utilizzati dalle forze dell’ordine.
Un’altra fitta sassaiola si è verificata in via Broletto, sempre nel centro di Milano, dove la polizia in tenuta antisommossa è intervenuta con una carica di alleggerimento. Durante i disordini sono state danneggiate alcune pensiline dell’Atm e le vetrate ai primi piani di palazzi storici. Sono stati inoltre lanciati ordigni esplosivi artigianali e fuochi pirotecnici. Alcuni ragazzi sono stati fermati e identificati dalle forze dell’ordine.
Torino, tensioni durante il corteo contro il caro vita
Momenti di tensione anche a Torino, dove durante il corteo contro il caro vita si sono verificati due episodi di parapiglia tra gli stessi manifestanti. Gli organizzatori della protesta sono intervenuti chiedendo ad alcuni giovanissimi di togliersi i cappucci e di partecipare alla manifestazione con il volto scoperto. Un piccolo gruppo, che stava tentando di superare la testa del corteo correndo sotto i portici di via Po, è stato inoltre bloccato dagli altri dimostranti. Una volta raggiunta piazza Vittorio Veneto, una bottiglia è stata lanciata contro i reparti di polizia presenti sul posto.
Bologna, scontri davanti alla stazione: idranti, lacrimogeni e biciclette rovesciate
A Bologna gli scontri tra giovani manifestanti e forze dell’ordine si sono concentrati davanti alla stazione ferroviaria, in piazza Medaglie d’Oro. Gruppi di ragazzi incappucciati hanno lanciato numerosi sassi e altri oggetti contro gli agenti, che hanno risposto utilizzando idranti e lacrimogeni. Nel corso dei disordini sono state rovesciate decine di biciclette Mobike, utilizzate per il servizio di noleggio. L’aria nella zona della stazione è diventata acre a causa dei lacrimogeni, mentre la protesta si è progressivamente spostata dalla piazza antistante lo scalo ferroviario verso i viali circostanti e la centrale via Indipendenza. Anche in quest’area sono proseguiti gli interventi delle forze dell’ordine con l’impiego di idranti e lacrimogeni.
Roma, Landini annuncia lo sciopero generale della Cgil per il 20 novembre
Intanto, a Roma, dal palco della manifestazione della Via Maestra in piazza del Popolo, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha annunciato una nuova mobilitazione nazionale. “Il 20 novembre la Cgil proclamerà lo sciopero generale”, ha dichiarato il leader sindacale, chiedendo risposte al governo in vista della manovra di Bilancio. Landini ha inoltre ricordato che nella stessa giornata è previsto lo sciopero europeo degli studenti.
Tajani condanna le violenze: “Inaccettabile che parte dell’opposizione soffi sul fuoco”
Sugli episodi di violenza registrati nelle diverse città è intervenuto il vicepremier Antonio Tajani, che attraverso un messaggio pubblicato su X ha espresso una dura condanna degli scontri e solidarietà alle forze dell’ordine. “Il diritto e la libertà di manifestare sono sacrosanti, ma non è da meno il diritto di tutti i cittadini alla sicurezza e quello delle forze dell’ordine a non essere aggredite. Violenze e vandalismi sono totalmente inaccettabili e vanno condannati, a Milano come a Bologna, a Torino e nelle altre città attraversate in queste ore da gruppi di facinorosi”, ha scritto Tajani.
Il vicepremier ha poi rivolto una critica a una parte delle opposizioni, accusandola di alimentare il clima di tensione. “Altrettanto inaccettabile è che parte dell’opposizione soffi sul fuoco della protesta violenta di piazza, nel tentativo di compensare la propria assenza di idee e proposte. Esprimo piena solidarietà alle forze dell’ordine”, ha aggiunto.
Il sindaco Sala: “le ragioni della protesta comprensibili, le violenze ingiustificabili”
Una condanna degli scontri è arrivata anche dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha distinto le motivazioni della mobilitazione dagli episodi di violenza verificatisi nel centro cittadino. “Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili”, ha dichiarato il primo cittadino dopo la giornata di disordini. Sala ha quindi richiamato la politica alla responsabilità, invitando a non utilizzare quanto accaduto per alimentare ulteriori contrapposizioni. “La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure – ha aggiunto – di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta”.
