L’Italia scende in piazza e la protesta attraversa il Paese da Nord a Sud, coinvolgendo studenti, lavoratori, agricoltori, autotrasportatori e famiglie. È una giornata di forte mobilitazione quella di oggi, venerdì 30 ottobre 2026, con lo sciopero generale proclamato dall’Unione Sindacale di Base (Usb) contro il carovita, il caro carburanti, le politiche economiche del Governo Meloni e l’aumento delle spese militari. Migliaia di persone partecipano ai cortei nelle principali città italiane, mentre in diversi centri si registrano contestazioni, momenti di tensione e interventi delle forze dell’ordine. Particolarmente significativa la partecipazione in Calabria, dove le manifestazioni coinvolgono contemporaneamente Cosenza, Catanzaro, Crotone e Reggio Calabria. In strada non ci sono soltanto studenti e sindacati: a guidare diversi cortei sono anche i trattori degli agricoltori, simbolo di una protesta che unisce il mondo della scuola, del lavoro e delle attività produttive. Al centro delle rivendicazioni il costo della vita, i prezzi di carburanti ed energia, la difficoltà di arrivare a fine mese e la richiesta di maggiori investimenti nei servizi pubblici.
Sciopero generale in Calabria: a Cosenza oltre 1.500 persone in piazza, sfilano anche i trattori
Una delle manifestazioni più partecipate della regione si registra a Cosenza, dove oltre 1.500 persone si sono radunate questa mattina in piazza Loreto per aderire allo sciopero generale. Il corteo ha visto sfilare insieme studenti delle scuole superiori, universitari, docenti, lavoratori, piccoli imprenditori, sindacalisti, agricoltori e autotrasportatori. Una mobilitazione trasversale che ha portato nel cuore della città anche i mezzi agricoli, diventati protagonisti della giornata di protesta.
Tra i manifestanti emerge soprattutto la preoccupazione per le condizioni economiche delle famiglie calabresi. Una studentessa ha spiegato le ragioni della partecipazione: “Oggi siamo qua in piazza perché in una regione povera come la nostra il costo della vita è diventato insostenibile”. La giovane ha criticato le risposte del Governo al disagio sociale e sottolineato la volontà di unire le diverse categorie nella stessa mobilitazione, dalla scuola all’agricoltura, fino al settore dell’autotrasporto. La protesta cosentina si concentra in particolare sull’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, del carburante e delle bollette, mentre salari e pensioni, secondo l’Usb, non avrebbero seguito adeguatamente la crescita del costo della vita. I manifestanti contestano inoltre la destinazione di risorse pubbliche al riarmo, chiedendo di privilegiare il sostegno alle famiglie, l’occupazione e i servizi essenziali.
Stefano Catanzariti, rappresentante dell’Usb, ha ribadito la posizione del sindacato: “Oggi siamo in piazza per lo sciopero generale dell’Usb”, spiegando che la mobilitazione vuole opporsi a quella che i promotori definiscono un’economia di guerra. L’obiettivo dichiarato è ottenere interventi sul costo dell’energia, dei carburanti e della spesa quotidiana, insieme a maggiori investimenti su salari, lavoro e condizioni economiche delle famiglie.
Crotone, studenti e agricoltori in corteo: contestato il sindaco Vincenzo Voce
La protesta ha coinvolto anche Crotone, dove circa 500 manifestanti si sono radunati in piazzale Nettuno per dare vita a un corteo contro la crisi economica. In testa alla manifestazione hanno sfilato i trattori delle associazioni agricole crotonesi, i cui rappresentanti hanno espresso insoddisfazione anche per l’esito dell’incontro avuto nei giorni scorsi a Roma con esponenti del Governo. Al fianco degli agricoltori hanno partecipato studenti, associazioni, organizzazioni politiche e rappresentanti sindacali. I giovani hanno esibito cartelli per chiedere una diversa distribuzione della spesa pubblica, con meno risorse destinate agli armamenti e maggiori finanziamenti all’istruzione.
Il corteo ha raggiunto piazza della Resistenza, davanti al municipio di Crotone, dove sono intervenuti rappresentanti del mondo agricolo e degli studenti. Proprio davanti al palazzo comunale si è verificato uno degli episodi più significativi della giornata: il sindaco Vincenzo Voce è stato contestato dai manifestanti, che gli hanno impedito di intervenire. Un momento di protesta che ha segnato la conclusione del corteo nel capoluogo pitagorico.
Catanzaro, studenti e lavoratori manifestano contro il carovita: corteo fino alla Prefettura
Anche Catanzaro ha partecipato allo sciopero generale con una manifestazione che ha coinvolto circa 200 persone, tra studenti, lavoratori, aderenti all’Usb ed esponenti di Potere al Popolo, Alleanza Verdi e Sinistra e Arci. Il concentramento è avvenuto in piazza Matteotti, da dove il corteo ha attraversato corso Mazzini per dirigersi verso piazza Prefettura. Numerosa la presenza degli studenti degli istituti superiori cittadini, dal liceo classico al liceo scientifico Siciliani De Nobili, fino agli istituti tecnici. La mobilitazione ha posto al centro la situazione della scuola pubblica, della sanità e le difficoltà economiche dei lavoratori.
Amina Mohamoud Jama, studentessa del quinto anno del liceo classico e tra le organizzatrici della manifestazione, ha spiegato: “Le ragioni di questa protesta sono le stesse che da quasi un mese stanno mobilitando l’Italia e l’Europa”. La giovane ha contestato le priorità di spesa legate agli armamenti, chiedendo maggiori investimenti nell’istruzione e nell’assistenza sanitaria. Particolarmente forte il richiamo ai problemi della sanità locale. Secondo la studentessa, per alcune visite mediche ospedaliere si arriverebbe ad attendere anche un anno o più. Jama ha inoltre difeso il diritto a manifestare pacificamente, criticando una rappresentazione delle proteste che, a suo giudizio, finirebbe per concentrarsi soprattutto sugli episodi di violenza anziché sulle rivendicazioni sociali.
Reggio Calabria, circa mille manifestanti al corteo Usb
La mobilitazione ha interessato anche Reggio Calabria, dove circa un migliaio di studenti e lavoratori si sono ritrovati in piazza De Nava per il corteo organizzato dall’Usb. Anche nella città dello Stretto la manifestazione ha riunito giovani, lavoratori e rappresentanti sindacali, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulle difficoltà economiche e sociali. Alla protesta ha partecipato anche il settore portuale, rappresentato dall’Usb e da Orsa Porti. Peppe Marra dell’Usb Calabria ha sottolineato la nuova partecipazione degli studenti accanto ai lavoratori, interpretandola come il segnale di un crescente malessere sociale. “C’è un fermento in Italia imprevedibile e incontenibile”, ha affermato il sindacalista. Per Domenico Macrí di Orsa Porti, anche Reggio Calabria e il Mezzogiorno devono far sentire la propria voce contro scelte politiche ritenute penalizzanti per i servizi sociali, la scuola, la sanità e i trasporti.
Sciopero generale a Napoli: tensione alla stazione Centrale e manifesto di Meloni e Bernini bruciato
Tra le città in cui la giornata di sciopero ha fatto registrare momenti di maggiore tensione c’è Napoli. Durante il corteo contro il carovita e il riarmo, alcuni manifestanti hanno dato alle fiamme, utilizzando fumogeni, un manifesto raffigurante la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la ministra dell’Università Anna Maria Bernini. Nell’immagine compariva anche Mister Monopoly, il personaggio del celebre gioco da tavolo. La manifestazione ha inoltre deviato rispetto al percorso inizialmente previsto. Il corteo, che avrebbe dovuto attraversare corso Garibaldi per raggiungere via Marina, si è diretto verso la stazione di Napoli Centrale, accompagnato dallo slogan “blocchiamo tutto”.
Davanti allo scalo ferroviario sono state schierate camionette blindate e chiusi preventivamente gli accessi laterali. Polizia e Carabinieri in assetto antisommossa hanno presidiato gli ingressi per impedire l’occupazione della stazione, mentre i manifestanti chiedevano di poter passare. Dal coordinamento campano dell’Usb, Enzo De Vincenzo ha denunciato le difficoltà economiche delle famiglie, sottolineando come l’aumento delle spese quotidiane, delle bollette e del carburante stia rendendo sempre più difficile arrivare alla fine del mese. Il sindacato chiede che le risorse pubbliche vengano destinate prioritariamente a salari, sanità, trasporti e istruzione anziché agli armamenti.
Milano, oltre 15mila persone in piazza: strappati manifesti della Lega
Una manifestazione particolarmente partecipata si registra a Milano, dove oltre 15mila persone sono scese in strada per lo sciopero generale. Due cortei, uno promosso dall’Usb e l’altro dagli studenti, si sono uniti durante la mattinata, con la partecipazione di giovani, famiglie, lavoratori e attivisti. Durante il passaggio in piazza Durante, un manifestante si è arrampicato su un palo per strappare un manifesto elettorale della Lega. Un episodio analogo si era già verificato in via Vitruvio, nei pressi della stazione Centrale, dove era stato rimosso e strappato un altro manifesto del Carroccio. Il corteo ha quindi proseguito la propria marcia verso la tangenziale est di Milano. Tra i temi della protesta anche il diritto allo studio, il carovita e l’opposizione al riarmo. Presenti numerose famiglie e alcuni studenti delle scuole medie accompagnati dalle madri.
Torino, gli organizzatori parlano di oltre 50mila partecipanti
Numeri molto elevati anche a Torino, dove gli organizzatori hanno annunciato la presenza di oltre 50mila manifestanti. Si tratta di una stima comunicata durante il corteo, non di un dato verificato indipendentemente. La manifestazione è partita da piazza Palazzo di Città, attraversando le vie del capoluogo piemontese con striscioni contro il carovita, la guerra e il riarmo. Tra gli slogan più rappresentativi quelli dedicati all’aumento dei prezzi alimentari e alla difficoltà delle famiglie di sostenere le spese quotidiane. Nel corteo anche rappresentanti della Global Sumud Flotilla, esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra e del Movimento 5 Stelle, tra cui Marco Grimaldi e Chiara Appendino. Uno striscione ha richiamato inoltre la mobilitazione dei lavoratori portuali in 22 Paesi del mondo, sottolineando il collegamento internazionale delle proteste.
Vicenza, tensioni con la Polizia: gli organizzatori segnalano tre feriti
Momenti di tensione si sono verificati anche a Vicenza, dove una parte del corteo ha tentato di superare il blocco delle forze dell’ordine nei pressi della tangenziale. La Polizia ha utilizzato gli idranti per impedire il passaggio dei manifestanti. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, tre partecipanti sarebbero rimasti feriti durante gli scontri, tra cui una persona che sarebbe stata colpita alla testa da un lacrimogeno. Il bilancio comunicato dai promotori della protesta non risulta, nelle informazioni disponibili, confermato da fonti sanitarie indipendenti.
Padova, bruciata una foto del ministro Valditara. Migliaia in piazza anche a Bologna
A Padova, alcuni partecipanti al corteo hanno dato alle fiamme una fotografia del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. La manifestazione ha coinvolto migliaia di persone, soprattutto studenti, che hanno attraversato il centro cittadino tra il palazzo del Bo e la Basilica di Sant’Antonio. Al momento della notizia non risultavano segnalati incidenti. A Bologna, migliaia di manifestanti si sono radunati in piazza Maggiore, mentre studenti universitari e liceali sono confluiti nel corteo dopo essersi mossi dalle zone di via Zamboni e via delle Belle Arti. La protesta ha provocato blocchi del traffico nel centro cittadino e ha visto la presenza di numerose bandiere palestinesi e cartelli contro le politiche del Governo. Il tema degli investimenti nell’istruzione e nella sanità è stato uno dei principali motivi della mobilitazione, insieme alla solidarietà espressa verso gli autotrasportatori impegnati nelle proteste nel Sud Italia.
Roma, trattori alla testa del corteo. A Firenze l’Usb annuncia 12 mila persone
Anche nella Capitale la giornata di sciopero è stata caratterizzata dalla presenza dei mezzi agricoli. A Roma due trattori hanno aperto il corteo dell’Usb, seguiti da un taxi e da numerosi manifestanti appartenenti a diverse categorie lavorative. Presenti anche studenti universitari, docenti, agricoltori e autotrasportatori. Una parte degli studenti si è radunata alla Sapienza prima di raggiungere piazza dei Cinquecento, nei pressi della stazione Termini. Il corteo è stato organizzato con l’obiettivo di raggiungere il Colosseo. Le rivendicazioni riguardano soprattutto la riduzione dei prezzi dei carburanti, il contenimento dei costi energetici e dei beni di prima necessità e la richiesta di minori finanziamenti all’industria bellica.
A Firenze, invece, l’Usb ha dichiarato la presenza di almeno 12mila partecipanti. Secondo il sindacato, quando la testa del corteo aveva quasi raggiunto piazza della Libertà, molte persone si trovavano ancora nella zona di partenza, alla Fortezza da Basso. Gli organizzatori hanno richiamato l’attenzione sui problemi del lavoro, sulle difficoltà di accesso alle cure sanitarie e sulle conseguenze economiche dell’inflazione, contestando una discussione pubblica che, a loro giudizio, dedica troppo spazio agli episodi di violenza e troppo poco alle cause sociali delle manifestazioni.
Palermo, migliaia di manifestanti contro il carovita: studenti, agricoltori e lavoratori in corteo
Una grande mobilitazione si registra anche a Palermo, dove la partecipazione viene stimata in 1.500 persone dalle forze dell’ordine e 5.000 dagli organizzatori. Il corteo, partito da piazza Politeama, ha riunito studenti liceali e universitari, insegnanti, agricoltori, autotrasportatori, pensionati e cittadini. La manifestazione, organizzata dall’Usb con l’adesione anche di Cobas e Cub, attraversa il centro cittadino con un percorso che comprende il teatro Massimo, via Cavour, piazza XIII Vittime e via Crispi, fino a piazzetta della Pace.
Luigi Del Prete, responsabile Usb Palermo, ha criticato la manovra economica nazionale, giudicandola insufficiente a rispondere alle esigenze dei lavoratori. Il sindacato chiede una diversa distribuzione delle risorse pubbliche e maggiori investimenti nell’istruzione, nella sanità e nel trasporto pubblico. Tra le questioni sollevate anche il lavoro precario, i bassi salari e le difficoltà economiche degli studenti universitari, alle prese con il costo degli affitti, dei libri e delle spese necessarie per proseguire gli studi.
Genova e Campobasso, cortei contro guerra e carovita: mobilitazione anche nei porti
A Genova gli studenti si sono radunati nella zona di via Balbi per raggiungere la stazione Principe, dove hanno incontrato il corteo dei lavoratori Usb. La mobilitazione si è poi diretta verso varco Albertazzi, luogo di ritrovo dei lavoratori portuali, impegnati in un presidio dalle 9:30 del mattino. Anche a Campobasso alcune centinaia di studenti hanno attraversato le vie del centro durante la manifestazione promossa da Cobas, Usb e movimenti studenteschi. Lo striscione di apertura, con la richiesta di aumentare i salari e ridurre le spese per gli armamenti, ha sintetizzato le principali rivendicazioni della giornata. Tra i temi denunciati anche la precarietà giovanile, il costo della vita e le condizioni delle infrastrutture pubbliche.
Sciopero generale del 30 ottobre, cosa chiedono i manifestanti e perché la protesta attraversa l’Italia
Le manifestazioni di oggi mostrano come lo sciopero generale del 30 ottobre 2026 abbia coinvolto realtà sociali e professionali molto diverse. Accanto ai lavoratori dipendenti e agli studenti sono scesi in strada agricoltori, autotrasportatori, piccoli imprenditori, docenti, famiglie e rappresentanti del mondo portuale. Il filo conduttore della mobilitazione è la richiesta di risposte concrete al carovita, in particolare all’aumento dei prezzi dei carburanti, dell’energia e dei generi alimentari. A queste rivendicazioni si affiancano le critiche alle politiche economiche del Governo Meloni e alla crescita delle spese militari, che i promotori dello sciopero vorrebbero vedere ridimensionate a favore di salari, pensioni, istruzione, sanità e servizi sociali.
In Calabria, la presenza dei trattori e degli autotrasportatori accanto agli studenti evidenzia la convergenza di diverse proteste economiche e sociali. A livello nazionale, invece, la partecipazione di migliaia di persone e gli episodi di tensione registrati in alcune città testimoniano una giornata di forte mobilitazione, con numeri che in diversi casi restano ancora affidati alle stime degli organizzatori e delle autorità. Dalle piazze calabresi ai grandi cortei di Roma, Milano, Torino, Napoli e Palermo, il messaggio dei manifestanti è quello di chiedere un cambiamento delle priorità economiche e politiche. Una mobilitazione che riporta al centro del dibattito pubblico il potere d’acquisto delle famiglie, le condizioni del lavoro e il futuro dei servizi pubblici.
