Schlein si sbilancia sulle Primarie: “se c’è chi non riconosce il principio democratico…”. Poi la bugia per rispondere a Meloni: “noi siamo uniti”

La segretaria del PD ha affrontato alcuni temi dell'attualità nazionale e internazionale, non facendo mancare i soliti attacchi al Governo e a Giorgia Meloni. E ha parlato, soprattutto, di unità. Una unità in realtà molto di facciata, all'interno della coalizione, considerando i grandi dubbi legati alle Primarie del CentroSinistra

Foto di Maurizio Brambatti / Ansa
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Elly Schlein ha parlato al Nazareno nella relazione della direzione del Partito Democratico. La segretaria del PD ha affrontato alcuni temi dell’attualità nazionale e internazionale, non facendo mancare i soliti attacchi al Governo e a Giorgia Meloni. E ha parlato, soprattutto, di unità. Una unità in realtà molto di facciata, all’interno della coalizione, considerando i grandi dubbi legati alle Primarie del CentroSinistra. La dimostrazione sta nel fatto che, ancora, non si sa se a Sinistra sceglieranno un leader tramite il voto o sapranno fare la quadra intorno a un nome. Il dibattito è aperto, rinviato, ma questo denota tutt’altro che unità.

“Questa direzione arriva in un passaggio decisivo per il Pd, per il centrosinistra e per il Paese. Abbiamo davanti dei mesi che decideranno il futuro dell’Italia e dell’Europa. Abbiamo il dovere di affrontarli con senso di responsabilità e con quell’unità che abbiamo costruito insieme e che è la nostra più grande forza” ha detto Schlein. “Siamo a un passaggio decisivo per il nostro partito, la nostra comunità e per tutto il centrosinistra. Abbiamo davanti mesi che decideranno il futuro dell’Italia e dell’Europa e dobbiamo affrontarlo con senso di responsabilità, serietà e con quella unità che è stata la nostra più grande forza”.

Poi il tema Primarie, dove Elly Schlein si sbilancia: “il programma si scrive con tutta l’alleanza, sapendo bene che bisogna essere inclusivi, ma che non è che uno vale uno in quella discussione. Perché a noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamento il primo partito dell’opposizione ce lo siamo guadagnati col sudore e con l’impegno, a convincere le persone una per una che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze, alle europee alle regionali e alle comunali. Generosi sì, ingenui no”.

“Che guidi il partito chi prende un voto in più non è egemonia, è democrazia. Se c’è chi non riconosce questo principio democratico faremo le primarie, le faremo e le vinceremo insieme, avendo poi cura di rappresentare tutti. Non abbiamo paura del voto e della democrazia. Sia l’accordo a chi prende un voto in più sia le primarie passano da una legittimazione popolare”. 

Le stoccate a Giorgia Meloni: “hanno fallito, vadano a casa”

Tante le punzecchiature a Giorgia Meloni: “davanti alle paure noi dobbiamo offrire speranza e protezione. Dobbiamo costruire l’alternativa per battere le destre che hanno fallito. Hanno celebrato con una fanfara spropositata il governo più longevo, ma la stabilità se si traduce in immobilismo non fa il bene del Paese. Si può restare a lungo a Palazzo Chigi mentre il Paese sta fermo, come ha fatto Giorgia Meloni. Voglio dire a Giorgia Meloni: prendete atto che avete fallito e andate a casa. Prima si vota e meglio è per l’Italia. L’unica vera priorità è approvare la legge elettorale”.

“Hanno paura di perdere perché la novità siamo noi: un’alleanza progressista unita e competitiva che può battere le destre alle prossime elezioni. Questo è il fatto nuovo”. Schlein ha poi ricordato che “l’Istat ha certificato che l’Italia non uscirà dalla procedura di infrazione europea, la regina dell’austerità ha fallito anche questo. E Meloni ha attaccato l’Istat. Il Paese ha la febbre e Meloni se la prende col termometro. Prima si vota e meglio è per l’Italia”.

“Meloni mi chiede di dirle una cosa vera, io gliene dico 10. Dicevano di abbassare le tasse, siamo al record di pressione fiscale negli ultimi dieci anni, sulla natalità la destra ha fatto retorica ma non politica, la precarietà del lavoro colpisce soprattutto le donne e i giovani… Più tasse, più debito, caro vita alle stelle, stipendi bassi e nessuna crescita. Questa è la loro eredità”.  Sulla legge elettorale Meloni “chiede la fiducia, fiducia che non c’è. Siete stati come me testimoni del fatto che ieri dietro ai banchi della destra c’erano cinque colonnelli in piedi che cercavano di vedere dove si posava il dito”. 

Infine, sul programma del PD: “dobbiamo affinare il programma comune, affinché sia un patto vincolante con tutti e con tutte. Un patto con gli italiani. Prima il programma comune, poi la guida, perché chi guida deve guidare tutta l’alleanza, non solo un partito. Noi siamo pronti. Il programma va affinato insieme a tutta l’alleanza progressista, con tutti quelli che vogliono costruire l’alternativa ed è irrinunciabile che questo percorso si faccia fra le persone. Il programma si scrive con tutta l’alleanza”.