Restrizioni e porte chiuse al “Lo Presti”, gli ultras sbottano: “pazienza finita, mortificata intera comunità sportiva di Palmi”

Monta la protesta degli ultras della Palmese dopo le restrizioni che interessano lo stadio "Giuseppe Lo Presti" di Palmi

Il clima in casa Palmese si fa rovente, e questa volta la tensione non riguarda unicamente il rettangolo di gioco, ma la gestione dell’ordine pubblico e le pesanti restrizioni che continuano a penalizzare i tifosi neroverdi. A rompere il silenzio, facendosi portavoce del malcontento generale della curva e della tifoseria organizzata, sono i capi ultras Giuseppe D’Aleo e Domenico Saffioti, che usano parole durissime per denunciare una situazione ritenuta ormai insostenibile.

Nel mirino ci sono le reiterate limitazioni agli accessi allo stadio comunale “Giuseppe Lo Presti”, provvedimenti che di fatto riducono drasticamente la presenza del pubblico e spengono il calore del tifo organizzato, privando la squadra della sua tifoseria.

“La pazienza ha un limite, e quel limite è stato ampiamente superato“, tuonano le proteste di D’Aleo e Saffioti. “Non è accettabile che seguire la Palmese, sostenere i colori della propria città e vivere la passione per la maglia debba trasformarsi ogni domenica in un percorso ad ostacoli o, peggio, in un privilegio negato. Il “Lo Presti” è la casa dei palmensi e dei tifosi neroverdi: vederne ridotta la capienza o subire restrizioni significa mortificare non solo gli ultras, ma l’intera comunità sportiva di Palmi“.

Il cuore pulsante del tifo neroverde punta il dito contro una gestione penalizzante che rischia di allontanare la gente dallo stadio e di soffocare l’entusiasmo intorno alla squadra. Gli ultras denunciano una mancanza di chiarezza e di dialogo costruttivo che permetta di contemperare le esigenze di sicurezza con il diritto inalienabile dei tifosi di stare accanto alla squadra.

“Fino ad ora abbiamo dimostrato senso di responsabilità e rispetto, incassando in silenzio decisioni calate dall’alto che penalizzano la nostra piazza“, continuano i rappresentanti della curva. “Ma ora la misura è colma. Non tollereremo oltre veti e restrizioni che odorano di accanimento contro la nostra tifoseria. Chiediamo risposte chiare e immediate a tutte le istituzioni competenti e alla società. U.S. Palmese merita rispetto, e la sua gente merita di poter sostenere liberamente la squadra nella propria città“.

La protesta, partita con toni fermi ma decisi, rischia di avere un seguito eclatante se la situazione non dovesse sbloccarsi nelle prossime settimane. Gli ultras fanno appello alla cittadinanza, agli sportivi e a chiunque abbia a cuore le sorti del calcio a Palmi affinché si stringano attorno alla squadra in un momento così delicato. Al “Lo Presti” la tensione è palpabile: la tifoseria organizzata ha lanciato il suo aut aut. Adesso la palla passa a chi di competenza.