“La vicenda della mancata vendita dell’Hotel Miramare riaccende i riflettori sulle modalità di programmazione della passata gestione amministrativa, un’azione che oggi rischia di proiettare forti incertezze sulle previsioni economico-finanziarie del Comune di Reggio Calabria“. Lo dichiara in una nota Michele Marcianò, esponente di Noi Moderati. “Ci troviamo davanti a una vicenda che impone una riflessione profonda sulla prudenza contabile. Di fronte a un’operazione di questa portata e su un bene così simbolico per la nostra città, le verifiche di legalità e i controlli antimafia della Prefettura non sono mai una mera formalità, ma il pilastro fondamentale che convalida o annulla l’intero percorso negoziale. Per questa ragione, qualunque ipotesi di programmazione economica non avrebbe mai dovuto fare affidamento in modo precoce su un’entrata così cospicua e strategica da 9,1 milioni di euro”.
“Il forte auspicio di Noi Moderati è che la precedente gestione non abbia commesso l’azzardo di vincolare o anticipare politicamente queste somme all’interno dei documenti contabili dell’ente. Se così fosse, infatti, ci troveremmo di fronte a un problema serio che graverebbe come un macigno sulle spalle dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Francesco Cannizzaro, la quale si vedrebbe costretta a un complesso lavoro di ricalibrazione e riscrittura finanziaria per salvaguardare l’equilibrio dei conti del Comune. La gestione del patrimonio pubblico richiede rigore, prudenza e rispetto sacrosanto delle procedure di garanzia, specialmente in contesti complessi. I cittadini di Reggio Calabria meritano certezze e non possono subire le potenziali ripercussioni di strategie passate basate su facili annunci; l’opera di rilancio e trasparenza avviata dall’attuale governo cittadino va tutelata da ogni possibile ombra contabile”.
