Reggio Calabria, Università Mediterranea al lavoro per rivoluzionare la mobilità nello Stretto di Messina: il progetto tra Scilla & Cariddi | FOTO E VIDEO

Il Consiglio regionale della Calabria e l'Università Mediterranea insieme per migliorare i collegamenti tra Reggio e Messina, gli spostamenti dei pendolari e il trasporto delle merci. Quattro giovani ricercatori studieranno nuove soluzioni per una mobilità più integrata e sostenibile. Questa mattina la presentazione con il presidente Salvatore Cirillo e il rettore Giuseppe Zimbalatti

Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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Un investimento di 133 mila euro per studiare e migliorare i collegamenti tra Calabria e Sicilia, rendere più efficiente la mobilità dei passeggeri e sviluppare nuove soluzioni per il trasporto dei prodotti agroalimentari. È questo l’obiettivo del progetto “Mobilità integrata nell’Area dello Stretto“, al centro della conferenza stampa in programma questa mattina, lunedì 12 ottobre, alle ore 11:00, al Polo Culturale Mattia Preti del Consiglio regionale della Calabria, a Reggio Calabria. A presentare l’iniziativa sono il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, che guida anche la Conferenza permanente interregionale per il coordinamento delle politiche nell’Area dello Stretto, e il rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti.

Il progetto nasce da un accordo quadro tra le istituzioni e l’Ateneo reggino, con il coinvolgimento del Dipartimento di Agraria, e punta a mettere la ricerca scientifica al servizio delle decisioni pubbliche. L’obiettivo è affrontare due questioni fondamentali per il futuro dell’Area dello Stretto: gli spostamenti quotidiani delle persone e l’efficienza della logistica delle merci.

Collegamenti Reggio-Messina, uno studio sui trasporti e sui pendolari

Uno dei due filoni principali della ricerca riguarda la mobilità dei passeggeri tra Calabria e Sicilia, con particolare attenzione ai flussi di viaggio, alle infrastrutture esistenti, ai servizi di trasporto e ai collegamenti tra le due sponde dello Stretto. L’obiettivo è analizzare come si spostano le persone, quali sono le principali esigenze degli utenti e quali elementi possono contribuire a una pianificazione più efficace dei trasporti. Una questione che interessa direttamente pendolari, studenti, lavoratori e cittadini che attraversano quotidianamente lo Stretto di Messina.

Il progetto non prevede l’attivazione immediata di nuove linee o servizi, ma la produzione di dati tecnici e scientifici che potranno essere utilizzati dalle istituzioni per programmare interventi futuri e individuare soluzioni capaci di favorire una mobilità maggiormente integrata e sostenibile. A coordinare scientificamente questa parte dell’iniziativa sarà il professor Corrado Rindone, co-responsabile del progetto e responsabile dell’unità dedicata alla mobilità dei passeggeri del Dipartimento DIIES dell’Università Mediterranea.

Trasporto delle merci tra Calabria e Sicilia, attenzione ai prodotti agroalimentari

La seconda linea di ricerca riguarda un settore strategico per l’economia del territorio: la logistica agroalimentare, con particolare riferimento alla movimentazione dei prodotti deperibili. Lo studio analizzerà i tempi di trasporto e le condizioni di conservazione delle merci, con l’obiettivo di individuare strumenti e metodi che consentano di preservare la qualità dei prodotti e prolungarne la durata commerciale. Un tema importante per le imprese agroalimentari calabresi e siciliane, che devono confrontarsi con le esigenze della distribuzione e con la necessità di trasportare prodotti freschi mantenendone inalterate le caratteristiche. La responsabilità scientifica di questa unità è affidata al professor Bruno Bernardi, mentre il professor Marco Poiana, direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea, coordinerà l’attuazione delle attività previste dall’accordo.

Investimento da 133 mila euro: quattro giovani ricercatori al lavoro per 12 mesi

Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa riguarda il finanziamento della ricerca e il coinvolgimento delle nuove generazioni. Per la prima volta, la Conferenza permanente interregionale per il coordinamento delle politiche nell’Area dello Stretto destina direttamente proprie risorse alla ricerca accademica e alla formazione di giovani studiosi. Lo stanziamento complessivo è di 133 mila euro, interamente destinato a quattro incarichi di ricerca della durata di 12 mesi.

Nello specifico, sono previsti due incarichi post-doc da 40 mila euro ciascuno, uno dedicato alla logistica agroalimentare e l’altro alla mobilità dei passeggeri. A questi si aggiungono due incarichi di ricerca da 26.500 euro ciascuno, finalizzati alla raccolta e all’analisi dei dati relativi alle infrastrutture e ai flussi della sponda calabrese. L’Università Mediterranea garantirà inoltre un apporto figurativo di 16.700 euro attraverso attività di coordinamento, progettazione e utilizzo delle proprie strutture, senza ulteriori costi per la Conferenza. L’iniziativa rappresenta quindi anche un investimento sulle competenze dei giovani ricercatori, chiamati a contribuire concretamente allo studio delle esigenze di mobilità e sviluppo del territorio.

Stretto di Messina, dalla ricerca alle decisioni: cosa cambierà per il territorio

Il risultato atteso non è soltanto la realizzazione di uno studio accademico, ma la costruzione di una base conoscitiva utile alla programmazione dei trasporti e allo sviluppo dell’Area dello Stretto. I dati raccolti e le analisi elaborate dall’Università potranno essere utilizzati autonomamente dalla Conferenza interregionale per predisporre atti programmatici, linee guida e proposte di sviluppo, con possibili ricadute sull’organizzazione della mobilità dei pendolari e sulla competitività delle imprese agroalimentari.

L’accordo si configura come una collaborazione tra amministrazioni pubbliche ai sensi dell’articolo 15 della legge 241 del 1990. Eventuali ulteriori sviluppi potranno essere realizzati attraverso nuove risorse. Il progetto mette così attorno allo stesso tavolo Consiglio regionale della Calabria, Università Mediterranea e istituzioni impegnate nel coordinamento delle politiche dello Stretto, con l’intenzione di trasformare la conoscenza scientifica in strumenti utili per le future scelte pubbliche.

Una prospettiva che guarda al rapporto tra Reggio Calabria e Messina non soltanto come collegamento geografico tra due città, ma come parte di un sistema territoriale nel quale trasporti, mobilità sostenibile, logistica e sviluppo economico sono strettamente connessi. La sfida sarà verificare come i risultati dei dodici mesi di ricerca potranno tradursi in proposte concrete per migliorare gli spostamenti delle persone e delle merci tra le due sponde dello Stretto.

Mobilità integrata nell’Area dello Stretto, Cirillo: “133 mila euro per investire sui giovani e sullo sviluppo del territorio”

“Abbiamo voluto dare un segnale preciso, utilizzando risorse provenienti dall’avanzo di bilancio che erano rimaste ferme. Risorse che un tempo venivano destinate all’acquisto di mobilia vengono ora investite nella ricerca e nei nostri giovani. Non si tratta semplicemente di finanziare un progetto di ricerca, ma di compiere una scelta precisa: destinare 133 mila euro di risorse esclusivamente a un’iniziativa nella quale crediamo fortemente, perché riguarda il futuro dei collegamenti tra Calabria e Sicilia, la crescita del nostro territorio e le opportunità da offrire alle nuove generazioni. Un investimento che ha una doppia finalità: da una parte promuovere un progetto strategico, coinvolgendo direttamente i giovani ricercatori e valorizzandone le competenze; dall’altra produrre conoscenze, strumenti e soluzioni capaci di dare un impulso concreto allo sviluppo economico e sociale dell’intera Area dello Stretto“, ha evidenziato Cirillo.

L’accordo quadro, sottoscritto con l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, guidata dal rettore Giuseppe Zimbalatti, prevede un investimento diretto della Conferenza di 133 mila euro, interamente destinato a quattro incarichi per giovani ricercatori, ai quali si aggiunge un contributo figurativo dell’Ateneo pari a 16.700 euro. Nello specifico, saranno finanziati due incarichi post-dottorato da 40 mila euro ciascuno e due incarichi di ricerca da 26.500 euro ciascuno, tutti della durata di dodici mesi. Al centro dell’iniziativa c’è soprattutto la convinzione che le due sponde dello Stretto debbano essere considerate parti di un unico sistema territoriale, capace di sviluppare sinergie e affrontare in maniera condivisa le sfide legate alla mobilità, ai trasporti e alla competitività delle imprese.

“La Conferenza può essere uno strumento utile per costruire nuove opportunità che vedano direttamente coinvolte le città di Reggio e Messina e le loro Università, sulla scia di quanto già avviato dai rispettivi sindaci, Francesco Cannizzaro e Federico Basile“, ha aggiunto Cirillo.

Il progetto si svilupperà attraverso due linee di ricerca complementari. La prima sarà dedicata alla mobilità integrata dei passeggeri e dei pendolari, con l’analisi dei flussi, delle infrastrutture e dei collegamenti tra Calabria e Sicilia, per fornire elementi utili alla pianificazione di servizi di trasporto più efficienti e sostenibili. La seconda riguarderà la logistica agroalimentare, con particolare attenzione alla movimentazione dei prodotti deperibili, ai tempi di trasporto e alle condizioni di conservazione, con l’obiettivo di sostenere le imprese agricole locali e migliorarne la competitività.

Il coordinamento delle attività sarà affidato al Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea, diretto dal professor Marco Poiana, tra i relatori dell’evento, assieme al presidente Cirillo e al rettore Giuseppe Zimbalatti. Responsabili scientifici saranno il professor Bruno Bernardi, per la logistica agroalimentare, e il professor Corrado Rindone, per la mobilità dei passeggeri. Un ruolo centrale sarà affidato ai giovani ricercatori, chiamati a contribuire con le proprie competenze all’elaborazione di analisi e proposte che potranno essere utilizzate dalle istituzioni per orientare le future scelte di programmazione.

“Sono temi che fanno parte della grande questione dell’area integrata dello Stretto e della mobilità ad essa correlata. Come Università, metteremo a disposizione le nostre competenze scientifiche per approfondire sia gli spostamenti dei passeggeri sia la logistica agroalimentare, contribuendo a individuare soluzioni utili al territorio. Siamo disponibili a dare seguito a questa collaborazione, sviluppando ulteriori iniziative condivise. Il dialogo costruttivo tra istituzioni e mondo accademico è fondamentale per orientare la ricerca verso i bisogni delle comunità e creare nuove opportunità di sviluppo“, ha dichiarato il rettore Zimbalatti.

Per Cirillo, si tratta anche di un segnale preciso nella direzione del contrasto alla fuga dei cervelli. “Sono convinto che i nostri giovani non siano secondi a nessuno. Il nostro compito, come istituzioni e mondo accademico, è creare le condizioni affinché possano esprimere le loro capacità anche in Calabria, senza essere costretti ad andare altrove per costruire il proprio futuro. Contrastare la fuga dei cervelli non può restare soltanto un proposito. Vogliamo che i giovani siano protagonisti dello sviluppo del territorio e che la ricerca diventi uno strumento al servizio della collettività. È questa la direzione nella quale intendiamo continuare a lavorare“, ha concluso il presidente Cirillo.

Mobilità integrata nell'Area dello Stretto: le parole del Rettore della Mediterranea Zimbalatti