Dal dolore per una giovane vita spezzata nasce un nuovo gesto di solidarietà che potrà contribuire a salvare altre vite. A Sala di Mosorrofa, nel territorio di Reggio Calabria, è stato ufficialmente installato e inaugurato un nuovo defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), un importante presidio salvavita destinato a rafforzare la sicurezza dei cittadini e la capacità di intervento in caso di emergenza cardiaca.
L’iniziativa nasce nel ricordo di Marco Giordano, giovane di Mosorrofa morto tragicamente a soli 32 anni su un campo di calcetto a causa di un arresto cardiaco. La sua scomparsa ha dato origine a un progetto che, grazie all’impegno degli amici e delle associazioni locali, continua a trasformare il dolore in azioni concrete a beneficio della collettività.
Il progetto “Fanta Jordy – Per il Cuore” nato in memoria di Marco Giordano
Il nuovo defibrillatore rappresenta un ulteriore traguardo del progetto “Fanta Jordy – Per il Cuore”, nato nel 2024 per mantenere vivo il ricordo di Marco Giordano attraverso iniziative di solidarietà e prevenzione.
L’idea ha preso forma grazie all’impulso e all’impegno di Vittorio Schiavone, che ha promosso inizialmente un torneo di fantacalcio, un gioco che Marco amava particolarmente. Quella che era nata come un’iniziativa tra amici si è trasformata progressivamente in una vera e propria gara di solidarietà, coinvolgendo numerose persone e le associazioni del territorio di Mosorrofa.
Il primo importante risultato era arrivato già nel 2024, con la donazione di un defibrillatore alla comunità di Mosorrofa. Adesso il progetto compie un nuovo passo avanti con l’installazione di un secondo dispositivo presso il Bar Tabacchi De Stefano, a Sala di Mosorrofa.
Un’iniziativa che testimonia come il ricordo di Marco continui a vivere attraverso gesti concreti, capaci di offrire una maggiore tutela alla popolazione.
Uno strumento fondamentale per salvare vite
La presenza del nuovo defibrillatore semiautomatico esterno rappresenta un importante miglioramento per la sicurezza della comunità di Sala di Mosorrofa.
In caso di arresto cardiaco improvviso, infatti, la tempestività dell’intervento può essere determinante. Disporre di un DAE accessibile e funzionante consente di intervenire rapidamente, quando indicato, in attesa dell’arrivo dei soccorsi sanitari.
È proprio questo l’obiettivo dell’iniziativa: rendere il territorio sempre più cardioprotetto, aumentando la disponibilità di strumenti salvavita e promuovendo una maggiore consapevolezza sull’importanza del primo soccorso.
La speranza condivisa dai promotori è che il dispositivo non debba mai essere utilizzato, ma la sua presenza rappresenta una tutela aggiuntiva per tutti i cittadini.
La solidarietà delle associazioni di Mosorrofa: una comunità unita nel ricordo di Marco
Fondamentale per la realizzazione del progetto è stato il contributo delle associazioni del territorio, che hanno collaborato attraverso attività di coordinamento, raccolta fondi e sensibilizzazione.
A guidare l’iniziativa è stata l’Associazione Filarmonica “S. Demetrio”, capofila di una rete solidale alla quale hanno partecipato anche l’associazione “Attiva…Mente”, Azione Cattolica, l’Orchestra Giovanile dello Stretto “V. Leotta” e il circolo culturale “Vivarium”.
Un lavoro collettivo che ha permesso di trasformare un’idea in un presidio di sicurezza concreto, dimostrando quanto la collaborazione tra realtà associative possa incidere positivamente sulla vita quotidiana delle comunità.
Ai volontari e alle associazioni coinvolte va il ringraziamento dell’intera comunità per la sensibilità, la generosità e l’impegno dimostrati nel portare avanti il progetto.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche alla Croce Rossa Italiana, Comitato di Reggio Calabria, per il contributo all’iniziativa, e alla Circoscrizione per la presenza istituzionale all’inaugurazione.
Non solo defibrillatori: previsti corsi di primo soccorso e manovre di disostruzione
Il progetto non si limiterà alla disponibilità dei dispositivi salvavita. Parallelamente all’installazione del nuovo defibrillatore, saranno promossi anche corsi di formazione e attività dedicate alle manovre di disostruzione.
L’obiettivo è fornire ai cittadini le conoscenze necessarie per riconoscere e affrontare tempestivamente situazioni di emergenza, favorendo una maggiore preparazione e riducendo il timore di intervenire nei momenti di difficoltà.
La diffusione della cultura del primo soccorso rappresenta infatti un elemento essenziale per costruire comunità più sicure e consapevoli.
Con la presenza di due defibrillatori donati nell’ambito del progetto, uno a Mosorrofa nel 2024 e l’altro a Sala di Mosorrofa, il territorio rafforza la propria rete di protezione e prevenzione.
Il ricordo di Marco Giordano continua a vivere attraverso la solidarietà
L’inaugurazione del nuovo defibrillatore assume un significato che va ben oltre l’installazione di un’apparecchiatura sanitaria. È il risultato di un percorso di partecipazione collettiva nato da una tragedia che ha profondamente segnato la comunità.
La morte improvvisa di Marco Giordano, a soli 32 anni, ha lasciato un dolore che amici e associazioni hanno scelto di trasformare in un impegno concreto, affinché il suo ricordo possa contribuire alla sicurezza di altre persone.
L’iniziativa dimostra come, anche di fronte a eventi drammatici, la solidarietà possa generare risultati capaci di avere un impatto positivo e duraturo sul territorio.
La soddisfazione per i traguardi raggiunti attraverso “Fanta Jordy – Per il Cuore” si accompagna all’entusiasmo e alla disponibilità di tutti coloro che hanno contribuito al progetto, confermando la forza di una comunità che ha scelto di restare unita.
È anche un modo per rendere omaggio alla persona che era Marco, ricordandone le qualità attraverso iniziative di grande valore umano e sociale.
Da Mosorrofa a Sala di Mosorrofa, il nome di Marco Giordano continua così a essere legato alla solidarietà e alla tutela della vita. Due defibrillatori, un progetto nato dall’amicizia e una rete di associazioni impegnate per il bene comune: il ricordo di un giovane scomparso troppo presto diventa un patrimonio di generosità per l’intera comunità reggina.
