Reggio Calabria, tutto pronto per il 27° anno di attività de “Le Muse- Laboratorio delle Arti e delle Lettere”

Domenica 11 ottobre ripartono Le Muse: radici comuni, orizzonti condivisi tra nuovo direttivo, nuovo logo e premiazione Contest immagini mariane

L’associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria inaugura ufficialmente il suo 27° anno di attività, dando il via alla nuova programmazione per il biennio 2026/2028. Sotto la guida del presidente Giuseppe Livoti, il sodalizio si rinnova con un nuovo consiglio direttivo, nuove linee di ricerca e un’inedita identità visiva. Infatti dopo i vari delegati che si sono alternati in questi anni approdano ora dei coordinatori di aree che si sono rinnovate e che comprendono anche nuove ed inedite attività.

Domenica 11 ottobre alle ore 18 la Sala D’Arte di via San Giuseppe 19 riapre la storica sede e lo fa con un vero e proprio prologo introduttivo.
Per l’occasione l’importante presenza di Don Pasqualino Catanese – Vicario generale della Diocesi di Reggio Calabria-Bova, il quale, converserà con i soci, i simpatizzanti e gli ospiti su “Le Muse: radici comuni, orizzonti condivisi.

“Il filo che unisce tra cultura, identità, comunità”. La tematica rappresenta una linea per una traccia culturale e sociale che invita a riflettere su come la memoria storica e il patrimonio artistico possano diventare strumenti vivi per costruire il futuro di un territorio. Il presidente prof. Giuseppe Livoti ricorda che la nostra è una visione che si articola attraverso tre concetti chiave: “radici comuni” riconoscimento di una storia, di tradizioni e di un patrimonio culturale ereditato dal passato.

Non una celebrazione nostalgica, ma della consapevolezza di un’identità plurale e stratificata (spesso legata a territori ricchi di contaminazioni storiche, come il Mediterraneo o le singole realtà regionali italiane); “Orizzonti condivisi” ovvero la rappresentazione di una proiezione verso il futuro, la cultura non deve isolare, ma deve fungere da linguaggio universale per affrontare sfide collettive, promuovere l’inclusione, l’innovazione sociale e il dialogo intergenerazionale e interculturale. Ed infine continua Livoti “il filo che unisce” è azione pratica della comunità. Significa trasformare la cultura in un collante sociale capace di ricucire le frammentazioni, creare senso di appartenenza e generare spazi di partecipazione attiva dove i soci non sono solo spettatori, ma co-creatori di valore.

In sintesi, oggi occorre usare la cultura come motore di coesione sociale, capace di trasformare l’identità da “barriera” a “ponte” per unire le persone all’interno di una comunità aperta e solidale. Il debutto della stagione prevede la presentazione del simbolo di questo nuovo Corso. Per celebrare questo importante traguardo, l’associazione presenterà il suo nuovo logo ufficiale, realizzato appositamente da Regina Schrecker, celebre icona della Pop Art internazionale e già musa di Andy Warhol.

Durante l’evento inaugurale-prologo, si terrà anche la cerimonia di premiazione del “Contest dedicato alle Immagini Mariane”, legato alle celebrazioni della Festa della Madonna della Consolazione. Gli artisti Muse in gara, hanno realizzato opere su tela con tecniche diverse, focalizzando aspetti e tagli di immagine che alludono e ricordano l’antica tela di Andrea Capriolo del 1547. Domenica ci sarà la presenza di Gaetano Surace presidente dei Portatori della Vara che consegnerà i diplomi, i premi ed i riconoscimenti insieme al vicario Don Pasqualino Catanese.