LNDC Animal Protection è stata ammessa come parte civile nel processo penale davanti al Tribunale di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, relativo a una vicenda che comprende gravi contestazioni, tra cui l’associazione finalizzata alla commissione di diversi reati contro la persona, la fede pubblica, in materia di armi e munizioni e contro gli animali. L’associazione, assistita dall’avvocato Michele Pezone, potrà così partecipare al processo per far valere le proprie ragioni e chiedere giustizia.
Tra i fatti oggetto del processo c’è l’uccisione di un topo: secondo il capo d’imputazione, uno degli imputati, insieme ad altri due soggetti per i quali si procede separatamente in quanto minorenni all’epoca dei fatti, lo avrebbe ucciso per crudeltà e senza necessità, gettandolo in un camino e dandogli fuoco. Nell’imputazione viene inoltre riportata un’espressione pronunciata durante l’azione, indicata come manifestazione di una pulsione violenta nei confronti dell’animale.
“La nostra ammissione come parte civile è un passaggio importante per affermare che la violenza contro gli animali non è una bravata, né un fatto marginale da liquidare senza conseguenze. Ma questa vicenda solleva anche una questione più ampia e altrettanto inquietante: la presenza di un gruppo di giovani coinvolti in condotte di una simile gravità, con alcuni di loro ancora minorenni all’epoca dei fatti”, dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.
“Ci preoccupa profondamente la violenza che sembra trovare spazio sempre più spesso tra ragazzi e giovanissimi, anche nei confronti di esseri viventi indifesi. Quando la sofferenza di un animale diventa occasione di divertimento, esibizione o sfogo della propria aggressività, è inevitabile chiedersi quale educazione al rispetto della vita questi ragazzi abbiano ricevuto. Famiglie, scuola e istituzioni hanno una responsabilità fondamentale nel trasmettere il valore della vita, l’empatia e il rispetto per ogni essere senziente. Se questi principi vengono meno, dobbiamo avere il coraggio di interrogarci sulle responsabilità educative e sociali che possono aver contribuito a simili derive”, continua Rosati.
“La violenza contro gli animali non deve mai essere sottovalutata, soprattutto quando coinvolge persone così giovani. Educare al rispetto degli animali significa anche educare al rispetto degli altri e alla convivenza civile”, conclude Rosati. “Non possiamo limitarci a intervenire quando la violenza si è già manifestata: dobbiamo prevenirla, promuovendo una cultura dell’empatia e della responsabilità. LNDC Animal Protection continuerà a impegnarsi affinché i reati contro gli animali siano perseguiti e perché la loro tutela trovi spazio concreto anche nei percorsi educativi delle nuove generazioni”.
