Reggio Calabria, oltre 600 carabinieri e tantissimi cittadini alla Fitwalking dell’AIL | FOTO

Reggio Calabria cammina al fianco dell'AIL con la Fitwalking organizzata sul Lungomare

La Fitwalking for AIL, che si è svolta ieri a Reggio Calabria in occasione della sua decima edizione, ha registrato una straordinaria partecipazione, confermando ancora una volta quanto sia forte il desiderio di esserci, di camminare insieme e di trasformare un gesto semplice in un aiuto concreto. L’evento, che ha coinvolto 40 città italiane da Nord a Sud, ha fatto tappa nella città calabrese dello Stretto, regalando ai partecipanti uno scenario mozzafiato: il lungomare Falcomatà. Qui, la sezione AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma) “Alberto Neri” di Reggio Calabria e Vibo Valentia ha rinnovato il proprio impegno nella camminata solidale non competitiva dedicata alla Giornata Mondiale della Leucemia Mieloide Cronica.

Una giornata in cui sport e solidarietà hanno camminato fianco a fianco con un obiettivo importante: raccogliere fondi per sostenere la Ricerca e l’assistenza ai pazienti affetti da tumori del sangue e alle loro famiglie. Perché dietro ogni passo compiuto c’è una speranza, dietro ogni contributo c’è la possibilità di non sentirsi soli e dietro ogni iniziativa AIL c’è un impegno quotidiano per costruire un futuro in cui sempre più persone possano guardare avanti.

A rispondere presente sono stati tantissimi cittadini, insieme a oltre 600 carabinieri della Scuola Allievi di Reggio Calabria, la cui partecipazione è ormai diventata, anno dopo anno, una bellissima certezza. Tutti insieme hanno percorso un itinerario ad anello attraverso il lungomare Falcomatà, il Parco Urbano (ex Tempietto), la via Marina Bassa e Rada Giunchi, fino all’È Hotel, per poi fare ritorno al punto di partenza.

A curare il riscaldamento, la partenza e la fitwalking sono stati gli istruttori qualificati Fausto Certomà, membro del Comitato Scientifico Nazionale per lo sviluppo del Fitwalking, e Piero Nunnari, membro istruttore di Mediterranea Fitwalking.

Per i partecipanti e per i tanti curiosi che hanno voluto avvicinarsi all’iniziativa erano inoltre presenti gli stand del VILLAGGIO AMBIENTE E SALUTE, uno spazio dedicato alla salute, alla prevenzione, al benessere e alla tutela dell’ambiente.

La Fitwalking for AIL 2026 è stata così molto più di una giornata dedicata al benessere. È stata una giornata di incontro, di condivisione e soprattutto di solidarietà. Perché partecipare alla Fitwalking significa scegliere di esserci per chi sta affrontando una malattia, sostenere concretamente i progetti di Ricerca e Assistenza di AIL e contribuire a dare forza a pazienti e familiari. Camminare insieme significa, in fondo, ricordare che nessuno dovrebbe sentirsi solo nel proprio percorso.

Ogni passo può fare la differenza. Ogni presenza può diventare un messaggio di vicinanza. Ogni gesto di solidarietà può contribuire a trasformare una difficoltà in una nuova speranza. È questo il significato più profondo della Fitwalking for AIL: camminare oggi per costruire insieme un futuro migliore, nel quale la Ricerca possa continuare a fare passi avanti e nel quale ai pazienti ematologici e alle loro famiglie non manchino mai assistenza, sostegno e umanità. È stata una vera giornata di festa, nella quale ciascuno ha potuto diventare testimone di solidarietà, condividendo sui canali social di AIL foto e video dell’evento e contribuendo così a far conoscere sempre di più una realtà che ogni giorno è accanto a chi lotta contro leucemie, linfomi e mieloma.

E per la grande famiglia AIL Reggio Calabria è tanta la soddisfazione per il successo di questa giornata, che, come ha scritto la presidente Giusy Sembianza, si è svolta in concomitanza con il giorno di San Francesco d’Assisi e con la Giornata del Dono. Una coincidenza dal forte valore simbolico, che ha trasformato il cammino della Fitwalking in qualcosa di ancora più grande: “un dono silenzioso che attraversa la città e arriva dove serve”.

Ed è proprio questo il senso di ogni passo compiuto insieme: un dono che parte da ciascuno di noi e che, attraverso AIL, può arrivare lontano, là dove c’è bisogno di cura, di ricerca, di sostegno e soprattutto di speranza.