A Reggio Calabria prende forma un nuovo servizio dedicato alla prevenzione della violenza di genere, con un’attenzione specifica agli uomini autori di comportamenti violenti. L’Associazione Tra Noi Calabria APS ha annunciato l’apertura, prevista per la prossima primavera, di uno sportello d’ascolto rivolto agli uomini maltrattanti, primo passo verso l’attivazione di un CUAV, Centro per Uomini Autori di Violenza, il primo sul territorio. L’annuncio è arrivato nel corso della conferenza stampa “Due volti, un’unica medaglia: prevenzione, responsabilità e tutela nella rete antiviolenza”, promossa dall’associazione e moderata dalla giornalista Paola Suraci. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, servizi sociali e realtà del terzo settore, affiancando alla tutela delle vittime un lavoro strutturato sugli autori di violenza per prevenire nuovi episodi e interrompere il rischio di recidiva.
La rete antiviolenza e il ruolo delle istituzioni
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della procuratrice aggiunta Rosa Raffa e del tenente dei Carabinieri Giuseppina Gambino. Nel suo intervento, la procuratrice Raffa ha richiamato le “4 P” che rappresentano i principi fondamentali del contrasto alla violenza di genere: prevenzione, protezione, perseguimento e politiche integrate. Un approccio che mette al centro la necessità di costruire una risposta coordinata, capace di intervenire non soltanto quando la violenza si è già manifestata, ma anche attraverso strumenti di prevenzione. Su questo aspetto si è soffermata anche l’assessora alle Politiche Sociali, Welfare e Terzo Settore del Comune di Reggio Calabria, Lucia Fio, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e ricordato di aver già inviato la prima lettera di invito per la costituzione della rete territoriale, alla quale Tra Noi Calabria potrà aderire dalla primavera. L’assessora ha definito la prevenzione “l’arma vincente”, sottolineandone l’importanza anche nei percorsi rivolti agli autori di violenza. Fio ha inoltre richiamato il Protocollo Zeus, già attivo in altre realtà, che consente di intervenire fin dalla fase dell’ammonimento, prima ancora della denuncia di un reato, auspicando che possa essere sottoscritto presto anche a Reggio Calabria.
Proteggere le vittime e intervenire sulle cause della violenza
La prima sessione della conferenza, intitolata “Le due facce della stessa medaglia”, ha approfondito il rapporto tra la protezione delle vittime e la necessità di intervenire sulle cause profonde dei comportamenti violenti. La dottoressa Francesca Mallamaci, responsabile del Centro Antiviolenza e della Casa Rifugio “Antonella Morabito”, ha evidenziato l’importanza di integrare i due ambiti di intervento, ribadendo il ruolo fondamentale della formazione, del coinvolgimento di professionisti qualificati e della costruzione di percorsi strutturati. Particolare attenzione è stata dedicata alla possibilità che gli uomini possano accedere a questi programmi anche in assenza di una prescrizione dell’autorità giudiziaria, valorizzando così la funzione preventiva del servizio. A seguire, il Centro Calabrese di Solidarietà ha portato la propria esperienza attraverso gli interventi, in collegamento da remoto, di Concetta Astorino, Cristina Marino e Rosa Ficara, che hanno illustrato l’attività del CUAV già presente nella loro realtà. Significativo anche il contributo della dottoressa Marianna Passalacqua, direttrice dell’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Reggio Calabria, che ha lanciato un grido d’aiuto e accolto con soddisfazione la prospettiva dell’apertura, anche in città, di un servizio dedicato agli autori di violenza.
La seconda sessione, dal titolo “Diritti, prevenzione e responsabilità”, ha visto l’intervento del primo dirigente della Polizia di Stato Enrico Palermo, che ha richiamato il lavoro quotidianamente svolto dalle forze dell’ordine nel contrasto alla violenza di genere e l’importanza dei protocolli già attuati, a cominciare dagli ammonimenti. L’incontro ha così evidenziato la necessità di valorizzare gli strumenti esistenti e di collegarli alle nuove iniziative territoriali, affinché la prevenzione, la protezione delle persone offese e la responsabilizzazione degli autori di violenza possano svilupparsi all’interno di una rete di interventi coordinati.
Sportello per gli uomini maltrattanti, apertura prevista in primavera
A illustrare concretamente il nuovo percorso è stata la presidente di Tra Noi Calabria APS, Alessandra Lo Presti, che ha concluso la conferenza spiegando lo stato di avanzamento del progetto. Gli spazi individuati all’interno del Centro Famiglie “La Collina degli Angeli” sono attualmente in fase di adeguamento per ospitare il servizio. Parallelamente, grazie alla collaborazione con il Centro Calabrese di Solidarietà, è già stata avviata una prima formazione introduttiva, alla quale seguirà un percorso specialistico rivolto agli operatori che saranno coinvolti nelle attività. Lo sportello d’ascolto sarà attivato la prossima primavera e potrà contare sulla supervisione dello stesso Centro Calabrese di Solidarietà. Si tratta di un primo passo verso la realizzazione di un CUAV sul territorio reggino, con l’obiettivo di offrire percorsi specifici agli uomini autori di violenza e rafforzare gli strumenti di prevenzione già disponibili attraverso il lavoro congiunto delle diverse realtà impegnate nel settore.
Lo Presti: “Oltre alla tutela e al supporto alle donne e ai minori vittime di violenza è necessario agire sull’uomo”
La presidente Alessandra Lo Presti ha chiarito il significato dell’iniziativa, ribadendo che la protezione delle vittime continuerà a rappresentare la priorità assoluta. “Oltre alla tutela e al supporto alle donne e ai minori vittime di violenza è necessario agire sull’uomo”, ha sottolineato, evidenziando l’importanza di accompagnare gli autori di violenza verso la consapevolezza del reato commesso. L’intervento su chi esercita violenza viene considerato uno strumento necessario per interrompere la catena delle recidive e affrontare quelle dinamiche culturali che possono alimentare comportamenti violenti, a partire dagli stereotipi di genere e dall’“analfabetismo emotivo”. Lo Presti ha ribadito che la responsabilità della violenza appartiene sempre e soltanto a chi la commette, mentre il cambiamento culturale necessario a sradicare il fenomeno deve coinvolgere l’intera comunità. In questa prospettiva, il lavoro sugli autori di violenza non si sostituisce alla protezione delle donne e dei minori, ma si affianca agli interventi già esistenti per rendere più efficace l’azione complessiva di prevenzione.
Proprio per questo, Tra Noi Calabria APS intende sviluppare il nuovo servizio senza operare in maniera isolata, ma entrando a far parte della rete territoriale che quotidianamente si occupa di violenza di genere. Il progetto punta a costruire un raccordo stabile con i Centri Antiviolenza, le istituzioni, la magistratura, i servizi sociali, le forze dell’ordine e le altre organizzazioni del terzo settore, nella consapevolezza che nessun soggetto possa affrontare autonomamente un fenomeno tanto complesso. La collaborazione tra competenze differenti, la continuità degli interventi e la condivisione delle responsabilità rappresentano i principi sui quali l’associazione intende costruire il proprio percorso. È questo il messaggio conclusivo affidato da Lo Presti alla conferenza: soltanto attraverso una rete forte, coesa e capace di operare con continuità sarà possibile costruire un fronte comune realmente efficace contro la violenza di genere, rafforzando contemporaneamente la tutela delle vittime, la prevenzione e la responsabilizzazione di chi commette violenza.

