“La città ha bisogno di una visione amministrativa che parta dai problemi reali delle famiglie, dei quartieri periferici, degli agricoltori, dei giovani, delle associazioni di volontariato e delle fasce più fragili della popolazione. La tutela degli animali, il contrasto al randagismo, la valorizzazione delle periferie, l’ascolto delle categorie produttive e la prevenzione del disagio sociale non possono essere relegati in secondo piano rispetto agli eventi pubblici e alle iniziative di immagine. Il problema non è contestare un singolo evento, ma chiedersi quali siano le priorità dell’Amministrazione comunale e quale programmazione concreta sia stata predisposta per affrontare le emergenze quotidiane del territorio. Mentre si moltiplicano annunci, inaugurazioni e iniziative pubbliche, numerose questioni che riguardano direttamente la qualità della vita dei cittadini richiedono ancora risposte, organizzazione e interventi verificabili”. Lo afferma in una nota il Dott. Andrea Marino Guardia, Operatore e Professionista impegnato nella tutela animale, nella vigilanza ambientale e nel sociale.
“Periferie e consiglieri circoscrizionali: servono strumenti, non soltanto incarichi
Le periferie di Reggio Calabria hanno bisogno di presenza istituzionale, servizi, manutenzione, sicurezza, aggregazione sociale e interventi programmati. Non possono essere considerate territori da raggiungere soltanto in occasione di appuntamenti pubblici o campagne di comunicazione. Preoccupa, in particolare, la condizione dei consiglieri circoscrizionali, che dovrebbero rappresentare un collegamento essenziale tra cittadini e Amministrazione comunale”.
“Senza una programmazione amministrativa chiara, canali di comunicazione efficaci con gli uffici, procedure definite per la trasmissione delle segnalazioni e tempi di risposta verificabili, il loro ruolo rischia di rimanere privo degli strumenti necessari per incidere concretamente sulla vita dei quartieri. I consiglieri circoscrizionali devono poter conoscere le priorità degli interventi, segnalare le criticità, seguire le richieste dei residenti e ricevere riscontri dagli uffici competenti. Non è ragionevole chiedere loro di essere il riferimento dei cittadini se manca, a monte, un’organizzazione amministrativa capace di trasformare le segnalazioni in interventi”.
“Le periferie non hanno bisogno di promesse generiche, ma di un programma operativo, di responsabilità individuabili e di risultati misurabili. Occorre inoltre restituire ai quartieri un senso di appartenenza e partecipazione, coinvolgendo residenti, scuole, associazioni, gruppi giovanili e volontari in progetti di cittadinanza attiva, tutela ambientale, rispetto degli animali e cura degli spazi pubblici. È necessario che l’Amministrazione promuova una collaborazione concreta con chi vive quotidianamente il territorio, affinché i cittadini non si sentano abbandonati e possano diventare parte attiva nella soluzione dei problemi” prosegue Marino.
“Giovani, senso civico e prevenzione del disagio sociale
Una città che guarda al futuro investe nell’educazione civica, nella prevenzione del bullismo, nel rispetto delle persone e degli animali, nella solidarietà e nella partecipazione dei giovani alla vita della comunità. È necessario creare occasioni concrete per coinvolgere ragazze e ragazzi in iniziative di volontariato, attività ambientali, cura dei quartieri, educazione alla legalità e progetti di sensibilizzazione contro l’abbandono degli animali e il degrado urbano”.
“Non si tratta di contrapporre un evento pubblico a un altro, né di giudicare le scelte personali dei cittadini. Si tratta di chiedersi perché non venga dedicata altrettanta attenzione alla costruzione di occasioni continuative di partecipazione, aggregazione positiva e responsabilità sociale. La prevenzione del bullismo, il contrasto all’isolamento giovanile, il sostegno alle famiglie in difficoltà e la promozione del rispetto reciproco richiedono politiche strutturate, collaborazione con le scuole, i servizi sociali e le realtà del terzo settore”.
“Il senso civico non si costruisce con gli slogan: si coltiva attraverso l’esempio delle istituzioni, l’educazione e la possibilità concreta di sentirsi parte della propria comunità. Investire nei giovani significa offrire alternative positive, promuovere la cultura del volontariato e far comprendere che il rispetto dell’ambiente, degli animali, degli spazi pubblici e delle persone rappresenta un dovere condiviso” continua ancora Marino.
“Agricoltori: le proteste vanno ascoltate e portate nelle sedi competenti
Un altro tema che merita attenzione riguarda gli agricoltori e le difficoltà che interessano il comparto agricolo. Quando una categoria produttiva manifesta il proprio disagio, l’istituzione comunale dovrebbe farsi interlocutrice, ascoltare le richieste, raccogliere la documentazione e individuare quali problemi possano essere affrontati direttamente e quali debbano essere rappresentati alla Regione o al Governo nazionale”.
“L’agricoltura non è soltanto un’attività economica: significa lavoro, presidio del territorio, tutela del paesaggio, sicurezza alimentare e sostentamento di numerose famiglie. Le difficoltà degli agricoltori, le criticità delle aree rurali, la viabilità, la gestione delle risorse idriche, i costi di produzione e le problematiche ambientali meritano un confronto serio, ciascuno per quanto di competenza. Di fronte alle proteste dei lavoratori agricoli, sarebbe stato importante assicurare un confronto diretto, ascoltare le ragioni della mobilitazione e valutare quali iniziative istituzionali intraprendere per rappresentare le istanze del settore nelle sedi competenti”.
“Il Sindaco non può risolvere autonomamente ogni questione, ma può convocare un confronto, documentare le richieste e farsi promotore delle necessarie interlocuzioni istituzionali. Ascoltare gli agricoltori significa riconoscere il valore del loro lavoro e assumersi la responsabilità di portare le loro istanze nelle sedi appropriate. Le famiglie che vivono del lavoro agricolo non possono essere lasciate sole di fronte alle difficoltà. Un’Amministrazione attenta deve saper distinguere le competenze dei diversi livelli istituzionali, ma anche utilizzare il proprio ruolo per favorire soluzioni e interlocuzioni concrete”.
“Randagismo e canile di Mortara: la tutela animale è una responsabilità pubblica
La presenza di cani vaganti, le segnalazioni dei cittadini, la prevenzione delle nascite incontrollate, le adozioni, la gestione delle strutture e i controlli sul benessere animale richiedono un coordinamento stabile tra Comune, ASP veterinaria, Regione, Polizia locale, Forze dell’ordine e associazioni di volontariato legittimate a collaborare. La Legge 14 agosto 1991, n. 281, e la Legge regionale Calabria 3 ottobre 2023, n. 45, insieme alle altre disposizioni applicabili, definiscono compiti e responsabilità nell’ambito della prevenzione del randagismo e della tutela degli animali d’affezione” prosegue Marino.
“Le competenze del Comune
Il Comune riveste un ruolo centrale nella programmazione e nella gestione amministrativa delle attività di prevenzione del randagismo e nella gestione delle strutture di ricovero di propria competenza, direttamente o attraverso soggetti affidatari. Tra le attività da assicurare rientrano la programmazione degli interventi, la gestione dei servizi affidati, la promozione delle adozioni, la collaborazione con i servizi veterinari e la verifica dell’impiego delle risorse pubbliche. È necessario garantire che le segnalazioni dei cittadini siano gestite attraverso procedure chiare, che gli interventi siano programmati e che le strutture siano sottoposte alle verifiche previste dalla normativa”.
“Le competenze dell’ASP e dei servizi veterinari
All’ASP, attraverso i servizi veterinari competenti, spettano le attività sanitarie e tecnico-veterinarie previste dalla legge, tra cui identificazione e registrazione degli animali, profilassi, interventi veterinari e controlli igienico-sanitari e sul benessere animale nelle strutture, secondo le rispettive attribuzioni. Comune e ASP devono operare attraverso procedure condivise, riferimenti operativi chiari e un sistema efficace di gestione delle segnalazioni, evitando ritardi e sovrapposizioni”.
“Le competenze della Regione Calabria
Alla Regione spettano le funzioni di programmazione, indirizzo e coordinamento previste dalla legislazione regionale, nonché le competenze relative agli strumenti di prevenzione del randagismo, ai requisiti delle strutture e alle risorse destinate agli interventi. È necessario che le risorse disponibili si traducano in programmi verificabili, attività di prevenzione e miglioramenti effettivi delle condizioni degli animali”.
“Il ruolo della Polizia locale e delle Forze dell’ordine
La Polizia locale e le altre Forze dell’ordine devono poter operare nelle condizioni organizzative e operative necessarie per svolgere i compiti attribuiti dalla legge, collaborando con gli uffici comunali e i servizi veterinari per gli accertamenti, la vigilanza sul territorio e la gestione delle situazioni che richiedono un intervento istituzionale. È indispensabile assicurare procedure chiare per la trasmissione delle segnalazioni, il coordinamento tra gli enti e l’individuazione dei soggetti competenti a intervenire. La collaborazione deve consentire di affrontare efficacemente abbandoni, maltrattamenti, violazioni degli obblighi di custodia e altre situazioni di possibile illecito, nel rispetto delle attribuzioni di ciascun organo”.
“Il ruolo delle associazioni di protezione animale e del volontariato
Le associazioni di volontariato rappresentano una risorsa importante per la tutela degli animali, la sensibilizzazione dei cittadini, la promozione delle adozioni, la segnalazione delle criticità e le attività di collaborazione con gli enti pubblici. Il volontariato, tuttavia, non può sostituire le responsabilità istituzionali. Le associazioni devono essere ascoltate e coinvolte nei percorsi di confronto, nel rispetto dei ruoli, delle autorizzazioni e delle disposizioni applicabili. È necessario riconoscere il valore di chi dedica tempo ed energie alla tutela degli animali e alla cura del territorio, favorendo forme di collaborazione trasparenti e organizzate. Le associazioni possono contribuire alla costruzione di una rete territoriale efficace, ma occorre che gli enti pubblici mettano a disposizione procedure, referenti e strumenti adeguati”.
“Canile di Mortara: servono fatti, non soltanto annunci
Alla luce di queste responsabilità, rivolgo al Sindaco e all’Amministrazione comunale una richiesta chiara: si proceda a un sopralluogo istituzionale presso il Canile di Mortara, con il coinvolgimento degli uffici competenti e dei servizi veterinari dell’ASP, per verificare le condizioni della struttura, la gestione degli animali, le eventuali necessità di intervento e lo stato della programmazione amministrativa”.
“Chiedo inoltre che siano rese conoscibili, nei limiti della normativa sulla trasparenza e sull’accesso agli atti, le informazioni relative ai finanziamenti eventualmente assegnati o programmati, agli interventi previsti, ai lavori effettuati, agli affidamenti e agli obiettivi di miglioramento della struttura. È necessario comprendere se esista un programma operativo aggiornato, quali siano le priorità individuate e quali tempi siano stati stabiliti per dare risposte concrete”.
“La questione non riguarda soltanto il canile. Riguarda l’intero territorio comunale, dove la prevenzione deve iniziare prima che il problema diventi emergenza, attraverso identificazione degli animali, sterilizzazioni, controlli, campagne informative e promozione delle adozioni. Non è sufficiente annunciare finanziamenti o richiamare genericamente l’attenzione sul problema: occorre rendere verificabili le azioni programmate e i risultati conseguiti”.
“La richiesta: un tavolo istituzionale urgente
Chiedo pertanto al Sindaco Francesco Cannizzaro di promuovere un tavolo di confronto con gli uffici comunali competenti, l’ASP veterinaria, la Regione Calabria per gli aspetti di propria competenza, la Polizia locale e gli altri soggetti istituzionali interessati, con la partecipazione delle associazioni di volontariato e di protezione animale legittimate a collaborare. Il confronto deve affrontare non soltanto il Canile di Mortara, ma anche la situazione complessiva del randagismo, le esigenze dei quartieri periferici e le modalità attraverso cui i cittadini possono segnalare le criticità e ottenere risposte”.
“Chiedo inoltre di valutare un programma operativo che individui responsabilità, priorità, tempi di attuazione e strumenti di verifica, assicurando un coordinamento stabile tra gli enti e un coinvolgimento concreto delle realtà territoriali. Occorre anche garantire ai consiglieri circoscrizionali gli strumenti necessari per svolgere il proprio ruolo, rendendo effettiva la comunicazione con gli uffici e la possibilità di seguire le segnalazioni dei residenti. Parallelamente, l’Amministrazione dovrebbe promuovere un confronto con gli agricoltori e le categorie produttive, sostenere iniziative rivolte ai giovani e alle famiglie e favorire progetti di cittadinanza attiva, prevenzione del bullismo e tutela ambientale”.
“La città ha bisogno di una programmazione amministrativa unitaria
Randagismo, periferie, agricoltura, politiche sociali, prevenzione del bullismo e partecipazione giovanile non sono questioni separate. Sono aspetti di una stessa responsabilità: amministrare il territorio ascoltando chi lo vive e intervenendo con metodo. Chiedo al Sindaco e all’Amministrazione comunale di promuovere un confronto istituzionale che coinvolga i rappresentanti dei territori, i consiglieri circoscrizionali, gli uffici competenti, le categorie produttive, i servizi sociali, le associazioni di volontariato e gli altri soggetti interessati”.
“Occorrono obiettivi chiari, procedure per le segnalazioni, tempi di risposta, priorità d’intervento e verifiche periodiche sui risultati. Occorre soprattutto riconoscere che il lavoro amministrativo quotidiano, anche quando non produce inaugurazioni o visibilità mediatica, è quello che incide maggiormente sulla qualità della vita dei cittadini. Non si tratta di negare l’importanza degli eventi pubblici, ma di ricordare che la funzione primaria di un’Amministrazione è affrontare i problemi della comunità, ascoltare le richieste e utilizzare gli strumenti disponibili per dare risposte”.
“Una città non si governa soltanto attraverso gli annunci: si governa ascoltando i quartieri, sostenendo le famiglie, tutelando gli animali, rispettando chi lavora e offrendo ai giovani occasioni concrete di crescita e partecipazione. Le priorità devono essere individuate sulla base dei bisogni reali del territorio: il benessere delle famiglie, la prevenzione del disagio, la tutela degli animali, il sostegno al lavoro, la cura delle periferie e il rispetto delle persone. Mi auguro che il Sindaco raccolga questo invito e apra una fase di confronto operativo, nella quale le criticità vengano affrontate con serietà, trasparenza e continuità. La disponibilità al dialogo e alla collaborazione resta, ma deve tradursi in un percorso concreto, con impegni verificabili e risultati per la comunità” conclude Marino.
