Reggio Calabria, l’appello del parente di un dializzato: “per 30 pazienti è questione di vita o di morte”

La lettera di Angelo Monorchio a StrettoWeb denuncia le difficoltà nell'assistenza ai pazienti da una settimana: "Un centro di ultimissima generazione non può più garantire la dialisi a 30 assistiti per cavilli burocratici". L'appello alle istituzioni e al presidente Roberto Occhiuto per una soluzione immediata

“Buonasera gentilissima redazione di StrettoWeb. Chi le scrive è un parente di uno dei tantissimi pazienti dializzanti che si ritrovano senza assistenza da ormai 7 giorni. Prima di lanciare il mio appello ci tengo a sottolineare una cosa importantissima. La dialisi, per 30 persone, è una questione di vita. Non hanno scelto loro di avere questa patologia, non possono essere vittime di una gestione governativa regionale, che per quanto concerne la sanità, lascia ancora molto a desiderare”. E’ questa la segnalazione inviata alla Redazione di StrettoWeb da un parente di una persona dializzata di Reggio Calabria.

“L’insufficenza renale cronica è una patologia molto seria, sono certo che i tanti lettori sappiano già le conseguenze che queste trenta anime possono subire in caso di ritardo o in caso di mancata dialisi. L’aumento della creatinina nei valori sanguigni rischia di paralizzare ogni muscolo, compreso il cuore. Nella migliore delle ipotesi , una terapia fatta “male” o fatta “in fretta” potrebbe comportare seri danni alle funzioni motorie o vitali del paziente. L’appello che lancio, e spero vivamente che la sua redazione pubblichi, è un appello rivolto alle istituzioni, affinché garantiscano le cure mediche, come previsto sia dalla nostra Costituzione, pilastro fondante del Paese, sia dall’art.2 della CEDU”.

“Quanto sta accadendo a Reggio Calabria lede i diritti fondamentali dell’uomo. Lede i diritti del malato, il diritto all’assistenza nel luogo più vicino al suo domicilio. Per tanto, la soluzione proposte dal prefetto, di assistere i pazienti nei comuni limitrofi di Scilla e Melito di Porto Salvo , non può essere materialmente applicata. Condannerebbe, oltre che i pazienti stessi, i familiari, il personale medico e paramedico delle suddette strutture ospedaliere, a sforzi sacrificali. Inoltre la dialisi, porta con sé numerosi effetti collaterali, che variano da semplici capogiri, a vere e proprie perdite di sensi. Le ore successive al trattamento sono peggiori del trattamento stesso. La protesta pacifica svolta nella giornata di Giovedì 8 Ottobre a piazza Italia , non ha portato alcun frutto. Il Sindaco non ha ricevuto la delegazione composta da infermi, parenti, e personale medico. È risaputo che la competenza della gestione sanitaria non è competenza del Consiglio Comunale, ma è anche vero, che un impegno da parte del nostro primo cittadino potrebbe davvero fare la differenza”.

“In questo caso non si parla di strade dissestate, di opere incompiute, o di progettazione turistica, punti cardine certamente importanti per il programma amministrativo. Si parla di vita, o di morte, di oltre 30 pazienti. Si parla di sovraccarico di lavoro al PS cittadino, che si vede intasato di gente che, giustamente, cerca di essere assistita al meglio. Si parla di un reparto ospedaliero al limite del collasso, con medici ed infermieri costretti a straordinari notturni per garantire la dialisi, con estrema umanità e professionalità. Qui ci tengo a fare un ringraziamento sentito al GOM ed il personale stesso, per l’assistenza prestata. La soluzione a tutto questo problema è sotto gli occhi di tutti. A Reggio Calabria esiste , per chi ignorasse la questione, un’eccellenza nelle terapie dialitiche. Un centro di ultimissima generazione, con macchinari moderni, personale competente e servizi accessori per i malati. Un centro che purtroppo , a causa di cavilli burocratici, non può più garantire la dialisi a 30 assisti. È così difficile per le istituzioni mobilitarsi al fine di garantire un diritto, ripeto fondamentale nel nostro ordinamento, come questo?”

“Questa lettera non ha sfondo o colore politico, di fronte a queste carenze territoriali, credo che i giochi di partito e le propagande vadano lasciati in secondo piano. Ora, piu che mai, è fondamentale che il presidente Roberto Occhiuto, o un suo delegato, si presentino a dare spiegazioni a queste persone, affinché questa settimana di dialisi “fatta male” , sia solamente un malinteso, e che da lunedì , tutto torni alla normalità. Grazie per l’attenzione. Angelo Monorchio.”