Reggio Calabria, il prof. Giannaccare tra i migliori scienziati al mondo: a 41 anni è già un’eccellenza della medicina italiana

Il medico oculista reggino, classe 1985, è professore ordinario e primario a Cagliari, tra i più giovani d'Italia nel suo settore. Per il quinto anno consecutivo figura nella prestigiosa classifica internazionale dei ricercatori più citati. Un curriculum straordinario con 361 pubblicazioni scientifiche e oltre 7.600 citazioni

C’è un’altra eccellenza di Reggio Calabria che si sta facendo strada ai massimi livelli della medicina e della ricerca scientifica internazionale. È il professor Giuseppe Giannaccare, medico oculista reggino classe 1985, che a soli 41 anni ha già raggiunto traguardi accademici e professionali di assoluto rilievo, conquistando un posto tra i ricercatori più influenti al mondo nel proprio settore. Il suo nome compare infatti, per il quinto anno consecutivo, nella classifica internazionale dei migliori scienziati, comunemente associata alla Stanford University, che individua i ricercatori appartenenti al 2% più citato a livello mondiale secondo specifici indicatori bibliometrici.

Un riconoscimento che si aggiunge a una carriera costruita tra alcune delle più importanti università italiane e che oggi vede Giannaccare ricoprire contemporaneamente tre prestigiosi incarichi presso l’Università di Cagliari e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria del capoluogo sardo. Una storia di competenza, ricerca e successo che parte da Reggio Calabria e rappresenta un motivo di orgoglio per il territorio.

Professore ordinario e primario a Cagliari: tre incarichi prestigiosi già dal 2023

Dal 2023 Giuseppe Giannaccare vive e lavora a Cagliari, dove ricopre il ruolo di Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Visivo all’Università di Cagliari. Secondo quanto riferito dallo stesso medico, è il più giovane professore ordinario d’Italia in questo settore disciplinare. Ma il suo impegno non si limita all’insegnamento universitario. Giannaccare è anche Direttore della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia dell’Università di Cagliari e Direttore della Struttura Complessa di Oculistica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari, incarico che corrisponde alla funzione di primario.

Tre ruoli di grande responsabilità, che lo vedono impegnato nella formazione dei futuri specialisti, nella gestione delle attività cliniche e nello sviluppo della ricerca sulle malattie dell’occhio. Il suo percorso rappresenta un esempio significativo di come un professionista originario di Reggio Calabria possa affermarsi ai vertici del sistema sanitario e universitario nazionale.

Tra il 2% dei ricercatori più citati al mondo per cinque anni consecutivi

Uno degli aspetti più significativi del curriculum del professore reggino riguarda il riconoscimento internazionale ottenuto nell’ambito della ricerca scientifica. Giuseppe Giannaccare figura nella classifica World’s Top 2% Scientists per cinque edizioni consecutive: 2022, 2023, 2024, 2025 e 2026. Si tratta di una classificazione bibliometrica internazionale che prende in considerazione diversi indicatori relativi all’impatto delle pubblicazioni scientifiche, tra cui il numero delle citazioni ricevute e il contributo individuale alla produzione scientifica.

I numeri riportati nel curriculum aggiornato al 18 ottobre 2026 testimoniano la dimensione della sua attività accademica: 361 articoli scientifici indicizzati su PubMed, 378 documenti censiti su Scopus, 7.649 citazioni complessive e un H-index pari a 47. Dati che descrivono una produzione scientifica particolarmente intensa, accompagnata da una significativa diffusione internazionale dei risultati delle ricerche. Il riconoscimento si inserisce in un panorama di eccellenze scientifiche reggine che comprende anche altri professionisti del territorio già distintisi nella medesima classifica.

Gli studi tra Roma e Bologna, poi la carriera universitaria in Calabria e Sardegna

La carriera di Giuseppe Giannaccare si è sviluppata attraverso un percorso di formazione e ricerca che ha attraversato diverse realtà universitarie italiane. Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia nel 2009 all’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha ottenuto l’abilitazione alla professione medica nel 2010. Successivamente ha completato la specializzazione in Oftalmologia all’Università di Bologna nel 2015, proseguendo gli studi con un dottorato di ricerca in Scienze Biomediche, concluso nel 2017.

Tra il 2016 e il 2017 ha inoltre svolto un periodo di perfezionamento sulle patologie della cornea e della superficie oculare presso gli Ospedali Privati di Forlì, sotto la guida del professor Massimo Busin. Dal 2017 al 2019 è stato ricercatore presso l’Università di Bologna, svolgendo parallelamente attività clinica all’Ospedale Sant’Orsola-Malpighi.

Nel 2019 è arrivato il ritorno professionale in Calabria, con la nomina a Professore Associato di Oftalmologia all’Università Magna Graecia di Catanzaro, incarico mantenuto fino al 2023. Nello stesso periodo ha esercitato anche presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Renato Dulbecco. La successiva chiamata all’Università di Cagliari ha segnato un ulteriore avanzamento della sua carriera, con il raggiungimento della posizione di professore ordinario e l’assunzione delle responsabilità di direzione accademica e ospedaliera.

Dalla cornea all’intelligenza artificiale: le ricerche che guardano al futuro della medicina

L’attività scientifica del professore reggino si concentra soprattutto sulle malattie della cornea, della superficie oculare e sulle nuove possibilità terapeutiche in oftalmologia. Tra i progetti di ricerca ai quali partecipa con ruoli di responsabilità figura DISCOVER, un programma finanziato nell’ambito del PRIN 2022 che punta a sviluppare e validare un modello di previsione del rischio di insuccesso del trapianto corneale endoteliale attraverso l’impiego dell’intelligenza artificiale.

Il progetto dispone di un finanziamento complessivo indicato nel curriculum di 115.355 euro. Un altro filone riguarda INTRAKER, studio dedicato alla sperimentazione di una protesi intracorneale ibrida per il trattamento della cecità corneale, finanziato attraverso il PRIN-PNRR 2022 con un budget complessivo di 226.791 euro. Giannaccare è inoltre responsabile dell’unità locale del progetto NervTransplant 4.0, finanziato dal Ministero della Salute con 400.000 euro, e ha partecipato a programmi dedicati alla prevenzione della retinopatia diabetica, alla protezione del nervo ottico nei pazienti con glaucoma e alla rigenerazione dell’innervazione corneale. Ricerche che spaziano dalla chirurgia avanzata alle tecnologie innovative, con l’obiettivo di approfondire le possibilità di trattamento di patologie che possono compromettere gravemente la vista.

I riconoscimenti internazionali e il Guinness World Record

Il curriculum di Giuseppe Giannaccare comprende anche numerosi premi e riconoscimenti ottenuti nel corso della sua attività scientifica. Nel 2026 ha ricevuto la Donatello Medal Lecture in occasione del terzo World Keratoconus Congress di Firenze, mentre nel 2024 ha ottenuto riconoscimenti nell’ambito del congresso della European Association for Vision and Research in Ophthalmology di Valencia. Tra i premi figurano anche il riconoscimento Solidarietà 2024 della OneSight EssilorLuxottica Foundation, la medaglia speciale della Società Oftalmologica Calabrese e il Premio Anassilaos, ricevuto proprio a Reggio Calabria nel 2022.

Particolarmente curioso è un altro risultato riportato nel suo curriculum: nel 2021 Giannaccare ha partecipato, come coautore, a un lavoro scientifico entrato nel Guinness World Records per il numero eccezionale di collaboratori, ben 15.025. Un primato che testimonia anche la partecipazione del ricercatore reggino a grandi collaborazioni scientifiche internazionali.

Un punto di riferimento nelle società scientifiche internazionali

L’impegno del professore si estende anche alle principali organizzazioni scientifiche che operano nel campo dell’oftalmologia. Dal 2022 è presidente della Research in Ophthalmology Study Academy (ROSA), mentre nel biennio 2025-2027 ricopre il ruolo di ambasciatore italiano presso la European Association for Vision and Research in Ophthalmology (EVER). Dal 2025 è inoltre ambasciatore per l’Italia della Tear Film & Ocular Surface Society (TFOS) e dal 2026 fa parte del consiglio direttivo della International Society of Cornea, Stem Cells and Ocular Surface (SICSSO).

A questi incarichi si aggiunge la partecipazione alle attività editoriali di prestigiose riviste scientifiche internazionali, tra cui Eye, Scientific Reports e Asia-Pacific Journal of Ophthalmology. Giannaccare svolge inoltre attività di valutazione di progetti scientifici, tra cui una proposta presentata nell’ambito della call 2026 degli Starting Grants dello European Research Council, promossa dalla Commissione europea.

Il legame con Reggio Calabria e l’orgoglio per le eccellenze della propria città

Nonostante una carriera che lo ha portato a lavorare tra Roma, Bologna, Catanzaro e Cagliari, Giuseppe Giannaccare continua a mantenere un forte legame con Reggio Calabria, la città dalla quale proviene. È stato lo stesso professore a contattare la redazione di StrettoWeb, raccontando il proprio percorso professionale e spiegando di seguire con interesse le notizie che riguardano il territorio reggino.

Nella sua comunicazione ha sottolineato come la lettura degli articoli della testata gli permetta di restare aggiornato su quanto accade nella città d’origine. A spingerlo a condividere la propria esperienza sono stati anche i recenti articoli dedicati ad altre due eccellenze reggine, il professor Laganà e il dottor Fiorillo, entrambi citati nella classifica internazionale dei ricercatori. Una testimonianza che accende i riflettori su un altro professionista capace di raggiungere posizioni di primo piano nella medicina e nella ricerca.

La storia di Giuseppe Giannaccare, professore ordinario, primario ospedaliero e ricercatore riconosciuto a livello internazionale, dimostra quanto il patrimonio umano e scientifico di Reggio Calabria riesca a esprimere professionalità di grande valore anche lontano dai confini regionali. Un percorso che, a soli 41 anni, ha già raggiunto risultati importanti e che rappresenta un’ulteriore testimonianza delle eccellenze reggine nella medicina italiana e nella ricerca scientifica mondiale.