Il Mediterraneo come luogo di incontro tra culture, laboratorio di idee e spazio nel quale immaginare nuove prospettive di sviluppo sarà al centro della giornata di sabato 17 ottobre del Festival “GAIA – Futuro Prossimo | Mediterraneo Presente”, che porterà a Reggio Calabria un confronto tra protagonisti del mondo della filosofia, della letteratura e dell’innovazione. L’appuntamento, intitolato “Mediterraneo. Testimoni del cambiamento”, si svolgerà nella Sala dello Stretto di Palazzo Zani, all’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, con l’obiettivo di interrogarsi sul significato dell’identità mediterranea in un’epoca attraversata da profonde trasformazioni. A guidare la riflessione saranno Thierry Fabre, Driss Ksikes e Francesco Cicione, affiancati dal contributo della filosofa Caterina Resta. Al centro dell’iniziativa non ci sarà soltanto il Mediterraneo inteso come spazio geografico, ma soprattutto la sua dimensione culturale, storica e umana, fatta di relazioni, conflitti, scambi e possibilità di costruire nuove forme di convivenza. La giornata si aprirà alle ore 9.30, mentre gli interventi prenderanno il via alle 10.00, con il coordinamento del giornalista Giuseppe Smorto.
Thierry Fabre e Driss Ksikes: il Mediterraneo tra pluralità culturale e libertà di pensiero
Tra i protagonisti della conferenza ci sarà Thierry Fabre, saggista, ricercatore e fondatore delle Rencontres d’Averroès, da anni impegnato nella promozione del dialogo tra culture e differenti visioni del mondo. Nei suoi lavori, da Traversées a Éloge de la pensée de midi, fino a La Méditerranée n’est pas une étoile morte, Fabre propone una lettura del Mediterraneo che supera le rappresentazioni semplificate e le contrapposizioni rigide. La sua riflessione descrive una realtà insieme “una e molteplice”, caratterizzata dalla presenza simultanea di frontiere e possibilità di attraversamento, memorie di conflitti e incontri che nel tempo hanno contribuito a ricostruire legami tra popoli e comunità. Comprendere questa complessità significa, nella sua prospettiva, evitare tanto la rassegnazione di fronte alle divisioni quanto l’idea di un’unità che cancelli le differenze. Un’impostazione che invita a considerare il Mediterraneo come un territorio di confronto, nel quale la pluralità rappresenta un elemento costitutivo della sua identità.
Accanto a Fabre interverrà Driss Ksikes, scrittore, drammaturgo e saggista marocchino, che porterà nella discussione una riflessione sulla libertà intellettuale e sul rapporto tra creatività e superamento dei confini culturali. Nel volume Sentieri dell’indisciplina, pubblicato in Italia dalla casa editrice Mesogea, Ksikes affronta il concetto di indisciplina non come semplice rifiuto delle regole, ma come possibilità di sottrarsi a identità imposte e schemi di pensiero che limitano la conoscenza. Attraverso un percorso che mette in relazione letteratura, teatro, arti visive e scienze sociali, lo scrittore mostra come l’incontro tra discipline differenti possa generare nuove prospettive e diventare una pratica concreta di libertà. Una visione che si inserisce nel tema della conferenza, richiamando il valore del dialogo tra linguaggi, appartenenze ed esperienze diverse. Il contributo di Ksikes offrirà così un’ulteriore chiave di lettura delle trasformazioni contemporanee, con particolare attenzione alla possibilità di costruire occasioni di confronto al di là delle separazioni culturali e delle identità rigidamente definite.
Francesco Cicione: innovazione armonica e sviluppo sostenibile per il Mediterraneo
La riflessione sul futuro del Mediterraneo si estenderà anche ai temi dello sviluppo economico, della tecnologia e della responsabilità sociale attraverso l’intervento di Francesco Cicione, fondatore di Entopan e di Harmonic Innovation Group. Al centro del suo contributo ci sarà il paradigma dell’innovazione armonica, da lui elaborato, che propone un modello nel quale progresso tecnologico, competenze, etica e bene comune possano procedere in maniera integrata. Un approccio che considera l’innovazione non soltanto in termini di avanzamento tecnico o crescita economica, ma anche attraverso la capacità di produrre valore sociale, culturale e umano. Nei suoi libri, Cicione approfondisce il rapporto tra trasformazioni tecnologiche e responsabilità collettiva, individuando nel Mediterraneo e nel Mezzogiorno territori potenzialmente centrali per la costruzione di nuove connessioni e percorsi di sviluppo sostenibile. Il suo intervento contribuirà a collegare le riflessioni culturali e filosofiche della giornata con le sfide dell’economia e dell’innovazione, offrendo una prospettiva orientata alla costruzione di opportunità capaci di tenere insieme competitività, crescita e attenzione alle comunità. Il confronto tra Fabre, Ksikes e Cicione rappresenterà così uno degli elementi distintivi dell’appuntamento: tre percorsi differenti che si incontrano nella ricerca di nuovi modi di interpretare il presente e immaginare il futuro.
Caterina Resta e la geofilosofia: ripensare l’Europa a partire dal Mediterraneo
Un altro contributo centrale sarà quello di Caterina Resta, professoressa emerita dell’Università degli Studi di Messina, che porterà al centro del dibattito le riflessioni sviluppate nel volume Geofilosofia del Mediterraneo, pubblicato da Mesogea. Il libro prende avvio dal rapporto concreto tra terra e mare per approfondire la dimensione storica, culturale e simbolica del Mediterraneo, interpretato come un “pluriverso” di culture e differenze attraversate da legami profondi. La prospettiva proposta invita a ripensare l’Europa proprio a partire dal Mediterraneo, riconoscendone la pluralità delle radici e il valore dell’apertura e dell’ospitalità come condizioni necessarie per una possibile convivenza. Una riflessione che intende superare le narrazioni nelle quali il mare viene rappresentato esclusivamente come frontiera o linea di separazione, restituendogli invece il significato di spazio di relazione e incontro tra identità differenti. La lettura filosofica di Resta contribuirà ad ampliare il confronto sulle trasformazioni contemporanee e sulle responsabilità culturali e sociali che derivano dall’appartenenza a un’area caratterizzata da una storia millenaria di scambi, conflitti e contaminazioni.
Libri, cultura e dialogo: il programma della giornata a Palazzo Zani
Ad accompagnare gli interventi saranno anche le presentazioni editoriali sull’identità mediterranea curate dalla casa editrice Mesogea, che offriranno ulteriori occasioni di approfondimento attraverso libri e percorsi di ricerca dedicati al Mediterraneo. Le opere presentate entreranno così a far parte del confronto, contribuendo a mettere in circolazione idee, visioni e interpretazioni differenti di uno spazio culturale che continua a interrogare il presente. La conferenza non sarà quindi concepita come una semplice successione di relazioni, ma come un dialogo tra esperienze e sensibilità diverse: dalla lettura del Mediterraneo oltre le contrapposizioni proposta da Thierry Fabre alla libertà del pensiero rivendicata da Driss Ksikes, fino al modello di innovazione responsabile elaborato da Francesco Cicione e alla riflessione geofilosofica di Caterina Resta. L’appuntamento di sabato 17 ottobre si svolgerà nella Sala dello Stretto di Palazzo Zani, presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, con apertura della giornata alle 9.30 e inizio degli interventi alle 10.00. A coordinare i lavori sarà il giornalista Giuseppe Smorto. Un’occasione per interrogarsi sulle identità, sulle responsabilità e sulle prospettive di un Mediterraneo che, attraverso cultura, dialogo e innovazione, continua a rappresentare uno spazio fondamentale per comprendere le trasformazioni del mondo contemporaneo.
Il programma dell’evento | PDF
