Reggio Calabria e Messina, proposta per lo Stretto: biglietto unico, riconoscimento in Costituzione e non solo

Il Comitato Civico "Rhegion" / "Messana" lancia un appello al Parlamento per inserire risorse nella finanziaria 2027, istituire una gestione comune dei servizi e riconoscere costituzionalmente l'area integrata dello Stretto. Tra le proposte anche il nuovo nome dell'aeroporto, collegamenti marittimi potenziati ed elezione diretta dei consigli metropolitani

Un biglietto unico agevolato per viaggiare tra Reggio Calabria e Messina, una società pubblica consortile per gestire alcuni servizi comuni, risorse dedicate nella legge di bilancio 2027 e persino una modifica della Costituzione per riconoscere ufficialmente l’area integrata dello Stretto. È l’ambizioso progetto rilanciato dal Comitato Civico “Rhegion” / “Messana”, attraverso il suo coordinatore, l’avvocato Gabriele Trimboli, che rivolge un appello al Parlamento e alle istituzioni locali affinché venga avviata una nuova stagione di collaborazione tra le Città Metropolitane di Reggio Calabria e Messina. L’obiettivo è costruire un sistema territoriale integrato che coinvolga una popolazione complessiva superiore al milione di abitanti, valorizzando quella che il Comitato considera una delle aree strategicamente più importanti del Mezzogiorno a sud di Napoli. La proposta punta a superare le divisioni amministrative tra le due sponde, mantenendo le rispettive identità istituzionali e territoriali, ma individuando strumenti comuni per migliorare mobilità, servizi, turismo e opportunità di sviluppo. Tra le iniziative più concrete figura la cosiddetta tessera MoveStretto, un abbonamento annuale agevolato da 70 euro che, secondo l’ipotesi avanzata dal Comitato, potrebbe consentire ai residenti delle due aree metropolitane di ottenere uno sconto del 30% sui prodotti di viaggio dei collegamenti marittimi interessati.

Biglietto unico dello Stretto e tessera MoveStretto: la proposta per i residenti

La mobilità rappresenta uno degli elementi centrali del progetto. Il Comitato Civico propone la realizzazione di un sistema di trasporto pubblico integrato tra le due sponde, capace di semplificare gli spostamenti quotidiani di cittadini, lavoratori e studenti e di favorire collegamenti più efficienti all’interno dell’intera area metropolitana dello Stretto. L’ipotesi prevede l’introduzione di un biglietto unico di trasporto agevolato per i residenti nel territorio delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria, attraverso un modello di gestione associativa dei servizi. Il Comitato immagina che questa proposta possa concretizzarsi nei prossimi anni con la tessera MoveStretto, un abbonamento annuale dal costo di 70 euro che permetterebbe di beneficiare di uno sconto del 30% sui prodotti di viaggio della flotta indicata come “Metromare H24”, con il coinvolgimento ipotizzato di RFI e/o Liberty Lines. Il progetto contempla inoltre collegamenti marittimi lungo l’intero waterfront dello Stretto, fino all’aeroporto “Tito Minniti” di Reggio Calabria. Si tratta, allo stato attuale, di una proposta avanzata dal Comitato e non di una tariffa già approvata o disponibile per gli utenti. Per renderla operativa, secondo Trimboli, sarebbe necessaria una forte iniezione di risorse economiche pubbliche, da prevedere attraverso uno specifico capitolo di bilancio nella finanziaria 2027, destinato a sostenere il nuovo sistema di mobilità agevolata.

Una società pubblica consortile per gestire i servizi tra Reggio Calabria e Messina

Per realizzare concretamente l’integrazione dei servizi, il Comitato propone la costituzione di una società pubblica di natura consortile, utilizzando gli strumenti giuridici già previsti dall’articolo 31 del Decreto Legislativo 267/2000, il Testo unico degli enti locali, e successive modificazioni. La formula indicata è quella di un Consorzio degli enti locali dello Stretto, attraverso il quale le amministrazioni coinvolte potrebbero organizzare una gestione associata di alcuni servizi di interesse comune. La proposta comprende il trasporto pubblico locale, la mobilità sostenibile, il turismo e gli altri settori individuati nelle sei direttrici fondamentali del protocollo d’intesa sottoscritto il 16 ottobre 2026. Secondo il Comitato, un simile percorso dovrebbe svilupparsi attraverso una governance condivisa, capace di coinvolgere non soltanto le amministrazioni comunali, ma anche i consigli metropolitani e le altre istituzioni territoriali. Trimboli auspica in particolare il coinvolgimento delle massime assemblee rappresentative delle due aree e propone anche la possibile istituzione di una commissione speciale di studio congiunta, composta da amministratori locali, con funzioni di approfondimento sulle formule istituzionali più appropriate e di monitoraggio dei servizi da gestire congiuntamente. L’obiettivo dichiarato è costruire una collaborazione stabile, inclusiva e rappresentativa, evitando quelle che lo stesso coordinatore definisce “sgrammaticature istituzionali” e garantendo il coinvolgimento dei territori interessati.

L’appello al Parlamento: riconoscere l’area dello Stretto nella Costituzione

Accanto alle proposte economiche e amministrative, il Comitato Civico “Rhegion” / “Messana” avanza una richiesta di carattere istituzionale particolarmente significativa: inserire il riconoscimento dell’area integrata dello Stretto nella Costituzione italiana. L’appello è rivolto trasversalmente a deputati e senatori, ai quali viene chiesto di promuovere una modifica dell’articolo 119, sesto comma, nella parte relativa alle misure necessarie per rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità. In particolare, il Comitato propone di aggiungere alla disposizione costituzionale il riferimento “e dall’appartenenza all’area integrata dello Stretto delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria”. La finalità sarebbe riconoscere espressamente le specificità territoriali dell’area dello Stretto, attribuendo maggiore solidità istituzionale alle politiche di integrazione e alle misure destinate a superare gli svantaggi derivanti dalla particolare configurazione geografica e amministrativa del territorio. Trimboli auspica che la proposta possa essere sostenuta attraverso un’iniziativa parlamentare trasversale, capace di consolidare quella nuova architettura istituzionale che il Comitato sostiene di auspicare sin dal 2024. La richiesta di modifica costituzionale si affiancherebbe all’eventuale approvazione di una norma ordinaria per disciplinare l’area integrata, secondo il percorso richiamato anche in occasione della firma del protocollo d’intesa tra le amministrazioni delle due città.

Il protocollo del 16 ottobre e la collaborazione tra le due sponde

Il Comitato individua nella giornata del 16 ottobre 2026 un momento importante per l’avvio del percorso di integrazione istituzionale. In quella data si è svolta, a bordo della nave Caronte Elio durante la traversata dello Stretto, una seduta congiunta delle giunte comunali di Reggio Calabria e Messina, accompagnata dalla firma di un protocollo d’intesa per l’area metropolitana integrata. Trimboli, presente all’iniziativa, ha espresso apprezzamento per l’attenzione rivolta dalle amministrazioni al progetto dell’Area dello Stretto, rivendicando il lavoro svolto dal Comitato Civico “Rhegion” / “Messana” fin dalla sua costituzione nel 2022. Il coordinatore richiama inoltre l’incontro dell’8 maggio 2026 negli studi televisivi di RTV, durante il quale, secondo quanto riferito dal Comitato, tutti i candidati a sindaco e futuri vertici metropolitani avrebbero assunto un impegno per lo sviluppo dell’intera comunità dello Stretto. Un riferimento importante è anche l’articolo 14 dello Statuto della Città Metropolitana di Messina, con sede a Palazzo dei Leoni, che contempla politiche comuni per lo sviluppo dell’Area integrata dello Stretto. Il Comitato auspica che gli impegni istituzionali possano tradursi in un percorso concreto, sviluppato per tappe e capace di coinvolgere entrambe le Città Metropolitane nella loro interezza. Nel comunicato vengono richiamati, in relazione alla sottoscrizione del protocollo, i nomi di Federico Basile e Francesco Cannizzaro, con l’auspicio che l’iniziativa rappresenti l’avvio di una collaborazione destinata a consolidarsi attraverso strumenti amministrativi e normativi.

Aeroporto dello Stretto, proposta di una denominazione condivisa

Tra le iniziative indicate dal Comitato figura anche una maggiore integrazione nella pianificazione e nella gestione dei collegamenti aeroportuali dell’area dello Stretto. In particolare, Trimboli propone di inserire nella futura programmazione comune l’aeroporto “Tito Minniti” di Reggio Calabria, valorizzandone la funzione di infrastruttura al servizio sia della popolazione reggina sia di quella messinese. L’ipotesi avanzata prevede l’adozione della denominazione “Aeroporto di Reggio Calabria e Messina”, accompagnata anche da una proposta di modifica del codice aeroportuale per includere il riferimento alla città siciliana. Si tratta di cambiamenti auspicati dal Comitato, che richiederebbero le necessarie procedure e determinazioni da parte degli organismi competenti. Il progetto si inserisce in una visione più ampia di mobilità integrata, nella quale i collegamenti marittimi e terrestri dovrebbero favorire un accesso più agevole allo scalo aeroportuale da entrambe le sponde. Secondo il Comitato, una programmazione condivisa delle infrastrutture e dei servizi potrebbe contribuire a migliorare la qualità della vita dei residenti, rafforzare l’attrattività del territorio e sostenere politiche attive di ripopolamento. Il modello proposto mira quindi a valorizzare le potenzialità di un sistema metropolitano complessivo superiore al milione di abitanti, preservando le individualità e le particolarità degli enti locali comunali e metropolitani già esistenti.

Elezione diretta dei consigli metropolitani e maggiore rappresentanza dei territori

Un altro capitolo dell’appello riguarda la rappresentanza democratica e la partecipazione dei cittadini alle scelte istituzionali. Il Comitato propone di rilanciare, nel biennio 2026-2027, il tema del suffragio universale e dell’elezione diretta dei consigli metropolitani, richiamando i principi del voto personale, eguale, libero e segreto sanciti dall’articolo 48 della Costituzione. L’obiettivo dichiarato è consentire ai cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti nei diversi livelli istituzionali, dalle circoscrizioni municipali fino al Parlamento, passando per gli organi delle Città Metropolitane. In questo contesto, Trimboli richiama la situazione delle municipalità di Messina, indicate nel comunicato nel numero di sette, e propone un adeguamento della rappresentanza dei rispettivi consigli, assumendo come riferimento i sedici componenti previsti nelle cinque municipalità di Reggio Calabria. Secondo il Comitato, tale intervento contribuirebbe a garantire una maggiore omogeneità e un’equa rappresentanza tra le due sponde. Sul piano nazionale viene inoltre sollecitata la ripresa dell’esame parlamentare del disegno di legge risultante dalla congiunzione dei DDL nn. 57, 203, 313, 367, 417, 443, 459, 490 e 556, richiamato come pendente presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato. La richiesta è quella di riaprire il confronto sul ritorno all’elezione diretta, almeno per le Città Metropolitane, valutando anche la sostenibilità economica dell’intervento.

Il Comitato collega questa proposta anche al dibattito nazionale sulle risorse destinate alle istituzioni, sostenendo che i costi per il ripristino dell’elezione diretta degli organi metropolitani potrebbero essere contenuti. Nel comunicato viene avanzata una stima pari a circa un quinto dello stanziamento indicato per il doppio Consiglio superiore della magistratura e per l’Alta Corte disciplinare, risorse che, secondo la ricostruzione del Comitato, sarebbero rimaste inutilizzate dopo la bocciatura del referendum di marzo 2026. Si tratta di una valutazione economica formulata dall’associazione nell’ambito della propria proposta politica. Per Trimboli, il rafforzamento della rappresentanza democratica dovrebbe accompagnarsi alla nascita di una nuova sinergia gestionale tra le Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria, chiamate a diventare protagoniste delle politiche di sviluppo dell’Area dello Stretto. Una prospettiva che, nelle intenzioni del Comitato, dovrebbe contribuire anche a creare opportunità per le nuove generazioni, contrastando l’abbandono del territorio e offrendo ai giovani maggiori possibilità di costruire il proprio futuro nella terra d’origine.

L’appello politico di Trimboli: collaborazione oltre gli schieramenti

Nella parte conclusiva del suo intervento, l’avvocato Gabriele Trimboli allarga la riflessione al tema della cultura politica e della necessità di superare le contrapposizioni tra schieramenti. Il coordinatore del Comitato Civico “Rhegion” / “Messana” auspica l’avvio di una nuova stagione di collaborazione istituzionale, capace di andare oltre quello che definisce bipolarismo e bipopulismo muscolare, ritenuto responsabile di aver segnato negativamente il confronto politico nazionale negli ultimi trent’anni. La proposta è quella di favorire una “federazione dei gruppi e/o movimenti politici di ispirazione democratico – cristiana e di riformisti – civici – liberali”, con l’obiettivo di promuovere un differente modello di partecipazione politica e amministrativa. Trimboli richiama il pensiero del Partito Popolare Italiano e gli ideali del suo fondatore, don Luigi Sturzo, ricordandone l’espressione “al di sopra dei partiti”, interpretata come richiamo a una concezione della politica quale servizio alla comunità, distinta dalle logiche di potere, dalle burocrazie partitiche e dalla subordinazione alle decisioni dei vertici. In questa prospettiva, il Comitato individua tre grandi obiettivi: rafforzare la rappresentanza democratica, costruire una nuova gestione consortile dei servizi tra le due Città Metropolitane e dare vita a una struttura istituzionale più efficace, capace di produrre risultati concreti e offrire nuove prospettive ai giovani.

La visione proposta da Trimboli è quella di un governo del territorio che “sa fare accadere le cose” e sia capace di “fare sognare i più giovani”, attraverso progetti realizzabili e opportunità concrete nelle comunità d’origine. Il coordinatore richiama anche la propria esperienza familiare, descritta come radicata nel triangolo territoriale Milazzo-Messina-Reggio Calabria, quale esempio del legame quotidiano tra le due sponde dello Stretto. Il nuovo modello di collaborazione dovrebbe essere caratterizzato da correttezza nei rapporti istituzionali, superando ogni forma di “bullismo istituzionale” e valorizzando la partecipazione degli enti metropolitani e comunali. Il Comitato insiste sulla necessità di coinvolgere non soltanto Reggio Calabria e Messina, ma anche Villa San Giovanni e gli altri Comuni affacciati sul mare dello Stretto, estendendo progressivamente il percorso alle aree più interne delle rispettive Città Metropolitane. Il principio indicato è quello della “leale collaborazione”, attraverso il quale costruire una struttura inclusiva che non penalizzi alcun territorio e consenta alle istituzioni di operare con obiettivi condivisi.

Le origini del progetto: dal 2008 al Comitato Civico nato nel 2022

Il Comitato Civico “Rhegion” / “Messana” sottolinea infine come il progetto di integrazione istituzionale tra Reggio Calabria e Messina abbia radici precedenti agli accordi più recenti. Trimboli ricorda in particolare l’iniziativa dell’allora assessore comunale all’Area dello Stretto Candeloro Imbalzano, indicato come uno dei pionieri di un modello inclusivo di collaborazione tra i territori. Il 1° dicembre 2008, a Palazzo San Giorgio, era stato avviato un tentativo di articolare un percorso istituzionale per tappe, finalizzato a costruire forme di cooperazione tra le amministrazioni dello Stretto. Un’iniziativa che, secondo il Comitato, non aveva trovato nei due decenni successivi uno sviluppo adeguato, anche a causa di numerose fasi di stallo. Il progetto è stato successivamente rilanciato nel 2022 attraverso la costituzione del Comitato Civico “Rhegion” / “Messana”, nato a Messina, in via Ettore Lombardo Pellegrino 148, con l’obiettivo di promuovere una maggiore integrazione istituzionale, economica e sociale tra le due sponde. L’associazione rivendica quindi una continuità di impegno che collega le prime iniziative del 2008 alle proposte avanzate negli ultimi anni e alla seduta congiunta delle amministrazioni del 16 ottobre 2026.

Il messaggio rivolto al Parlamento e agli amministratori locali è quello di trasformare gli impegni politici e i protocolli d’intesa in strumenti concreti di governo del territorio. Per il Comitato, il riconoscimento dell’area integrata dello Stretto, la creazione di una struttura consortile e l’introduzione di tariffe agevolate per i trasporti rappresentano passaggi complementari di una strategia destinata a rafforzare il ruolo di Reggio Calabria e Messina nel Mezzogiorno. L’auspicio è che già con la legge di bilancio 2027 possano essere individuate le risorse necessarie per avviare il percorso, mentre sul piano istituzionale viene chiesto un confronto parlamentare sulla possibilità di riconoscere le peculiarità dell’Area dello Stretto anche attraverso una modifica costituzionale. Un progetto che punta a valorizzare un territorio di oltre un milione di abitanti, migliorando la mobilità, sostenendo lo sviluppo economico e costruendo una collaborazione stabile tra Calabria e Sicilia, senza cancellare le identità delle singole comunità.