Una situazione definita ormai insostenibile, con pazienti nefropatici in attesa per ore al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria e il rischio concreto, denunciato nella serata di oggi, che quattro persone non riescano a sottoporsi alla necessaria seduta di dialisi. A sollevare il caso è il dottor Salvatore Puntillo, coordinatore regionale Fintred, la Federazione italiana nefropatici trapiantati di rene e donatori, che ai microfoni di StrettoWeb ha ricostruito quanto sta accadendo in questi minuti all’interno del Gom. Secondo quanto riferito da Puntillo, i pazienti interessati sarebbero complessivamente 18. Nel corso della giornata, 14 avrebbero iniziato il trattamento, mentre altri quattro sarebbero rimasti in attesa, senza la certezza di poter effettuare la dialisi in serata.
Dialisi al Gom di Reggio Calabria, Puntillo: “quattro pazienti rimasti fuori”
Il quadro fornito dal coordinatore regionale Fintred è particolarmente preoccupante. Puntillo riferisce che il trattamento sarebbe stato avviato per quattordici pazienti, mentre per altri quattro non sarebbe stato possibile procedere. “In questo momento hanno iniziato per quattordici. Altri quattro sono rimasti fuori e forse non gliela vogliono fare. Dopo dodici ore di attesa, adesso alle 21 ci dicono che non ci sono i quattro posti per gli ultimi rimasti”, afferma Puntillo.
Una situazione che, secondo il rappresentante dei nefropatici, potrebbe comportare il rinvio della dialisi al giorno successivo per i quattro pazienti ancora in attesa. “Quattro esclusi e li rimanderebbero a domani”, denuncia. Il punto più delicato riguarda proprio il tempo trascorso dai pazienti in ospedale. Puntillo parla di circa dodici ore di attesa prima di ricevere, soltanto in serata, la comunicazione relativa all’impossibilità di garantire contemporaneamente la prestazione a tutti.
“Stiamo elemosinando una dialisi dalle 21 all’una di notte”
Nel tentativo di trovare una soluzione anche per gli ultimi quattro pazienti, sarebbe stata valutata persino la possibilità di effettuare un turno di dialisi in piena notte. Le parole di Puntillo fotografano tutta la tensione del momento: “stiamo elemosinando una dialisi dalle 21 all’una di notte e neanche in quella c’è posto”. Un passaggio durissimo, soprattutto considerando che la dialisi non rappresenta una prestazione sanitaria differibile con leggerezza per chi necessita periodicamente del trattamento sostitutivo della funzione renale. La programmazione delle sedute costituisce infatti un elemento fondamentale nell’assistenza dei pazienti nefropatici. Il problema denunciato da Fintred, però, secondo Puntillo non sarebbe riconducibile alla disponibilità materiale delle postazioni.
Puntillo: “non è mancanza di posti, è mancanza di personale”
È questo il passaggio centrale della denuncia. Secondo il coordinatore regionale della federazione, infatti, il nodo sarebbe rappresentato dalla carenza di personale sanitario necessario a garantire tutti i turni di dialisi. “Non è mancanza di posti, è mancanza di personale”, sostiene Puntillo. Il rappresentante di Fintred afferma di avere chiesto che venissero individuate tutte le soluzioni necessarie per consentire ai pazienti di ricevere il trattamento già nella giornata di oggi.
“Noi gli abbiamo detto: superate le difficoltà, fateci trovare il personale. Perché non è mancanza di posti, è mancanza di personale. Fateci trovare il personale, inventatevi quello che volete, ma stasera devono fare la dialisi tutti”, afferma. Parole che trasformano la vicenda da un semplice problema organizzativo in un vero e proprio allarme sull’assistenza ai pazienti dializzati a Reggio Calabria, almeno secondo la ricostruzione fornita dall’associazione.
L’elenco dei pazienti sarebbe stato comunicato già dalla mattina
Un altro aspetto contestato da Puntillo riguarda i tempi della comunicazione. Secondo il coordinatore Fintred, infatti, il numero dei pazienti che avrebbero avuto bisogno del trattamento sarebbe stato noto già nelle prime ore della giornata. “Noi l’elenco gliel’abbiamo dato stamattina”, sottolinea. Da qui nasce una delle principali contestazioni: se il numero complessivo dei pazienti era già conosciuto, secondo Puntillo sarebbe stato necessario stabilire con maggiore anticipo quante persone avrebbero potuto effettuare la dialisi e quali eventuali criticità organizzative sarebbero emerse.
“Avrebbero potuto dire: guarda, sicuro quattro restano fuori, cinque restano fuori”, osserva. Il problema, dunque, non sarebbe soltanto l’eventuale mancata disponibilità del trattamento, ma anche il fatto che i pazienti avrebbero trascorso molte ore in attesa prima di conoscere l’esito della programmazione. “Aspettate da ore per saperlo all’ultimo minuto non è neanche bello”, viene evidenziato durante la conversazione.
Nessuna assicurazione preventiva sulla dialisi per tutti
Nel corso dell’intervista viene anche chiarito un punto importante. Puntillo precisa che non sarebbe stata fornita in precedenza una garanzia assoluta circa la possibilità di assicurare il trattamento a tutti i pazienti. “Non è che c’era stata data assicurazione. Ci era stato detto che ci sono difficoltà per riuscire a garantirla a tutti”, spiega. Proprio alla luce di queste difficoltà, però, Fintred avrebbe chiesto al Gom di Reggio Calabria di organizzarsi per individuare il personale necessario e assicurare comunque il trattamento. La federazione contesta quindi soprattutto la gestione delle criticità: conoscendo anticipatamente il numero dei pazienti e le difficoltà disponibili, sarebbe stato possibile, secondo Puntillo, programmare diversamente le sedute o quantomeno informare tempestivamente le persone interessate.
Quattro malati ancora in attesa nella serata di oggi
Alle 21 circa, secondo la testimonianza raccolta, sono stati ancora quattro i pazienti in attesa di conoscere definitivamente il proprio destino. Puntillo parla esplicitamente di “quattro malati” presenti al Gom. Il clima descritto è quello di una forte esasperazione. Il coordinatore regionale Fintred riferisce infatti che nessuno sarebbe riuscito, fino a quel momento, a fornire una soluzione definitiva per gli ultimi pazienti. La vicenda riporta in primo piano uno dei problemi più delicati della sanità calabrese: la disponibilità di personale sanitario specializzato nei servizi che richiedono un’assistenza continuativa.
Nel caso dei pazienti nefropatici, la questione assume una rilevanza ancora maggiore perché la dialisi è una terapia salvavita, programmata secondo precise esigenze cliniche e ripetuta con regolarità nel corso della settimana. Per questo la denuncia lanciata dalla Fintred regionale pone un interrogativo che va oltre l’episodio di questa sera: se la criticità è realmente collegata alla disponibilità del personale, quali misure possono essere adottate per evitare che situazioni simili si ripetano? Puntillo chiede una risposta immediata: “Stasera devono fare la dialisi tutti”.
Il caso destinato a sollevare nuove polemiche a Reggio Calabria
La serata al Gom di Reggio Calabria rischia adesso di trasformarsi in un nuovo caso sanitario. Al centro ci sono quattro persone che, secondo la denuncia di Puntillo, dopo una lunghissima attesa rischierebbero di dover tornare in ospedale il giorno successivo senza aver effettuato il trattamento previsto. La richiesta della federazione è netta: trovare il personale e consentire a tutti di sottoporsi alla dialisi, anche attraverso un turno straordinario in tarda serata. La situazione è in continua evoluzione e sarà fondamentale capire nelle prossime ore se i quattro pazienti rimasti in attesa riusciranno infine a effettuare la seduta o se il trattamento verrà effettivamente rinviato. Resta, soprattutto, la denuncia pronunciata da Puntillo e destinata a fare rumore: “Stiamo elemosinando una dialisi”. Una frase che sintetizza la preoccupazione dei pazienti e che pone al centro dell’attenzione pubblica la necessità di garantire continuità e sicurezza a chi dipende quotidianamente dall’assistenza sanitaria.
