Reggio Calabria, asilo chiuso da mesi a Samo: bambini a casa, esplode la rabbia delle mamme

Da aprile promesse e rinvii, ma a ottobre la scuola materna è ancora chiusa. Le famiglie denunciano: “I nostri figli privati del diritto di crescere insieme. Samo sta morendo, non chiediamo favori: vogliamo una data certa e la riapertura immediata”

“Siamo le mamme dei bambini dell’asilo di Samo. Mamme stanche. Mamme arrabbiate. Mamme che non ce la fanno più ad ascoltare barzellette. Da aprile ci raccontate storie. Da aprile ci dite “a breve”, “stiamo vedendo”, “abbiate pazienza”. Intanto è ottobre e i nostri bambini sono a CASA. Chiusi in casa mentre i loro coetanei, a pochi chilometri da noi, imparano, giocano, crescono insieme. Oggi diciamo BASTA. La riapertura della scuola materna ce la dovete. La dovete AI BAMBINI. Ai nostri figli di 3, 4, 5 anni che non capiscono perché la loro scuola è chiusa. Che chiedono le maestre, i compagni, i giochi. A cui state togliendo il diritto più bello: quello di crescere insieme”. E’ questo lo sfogo delle mamme degli alunni dell’asilo di Samo a Reggio Calabria.

“La dovete ALLA COMUNITÀ. Samo sta morendo se chiudiamo anche l’asilo. Un paese senza scuola materna è un paese che dice ai suoi abitanti: andatevene. La dovete AL FUTURO. Che futuro volete costruire se partite dai più piccoli? La dovete A CHI HA VOGLIA DI LAVORARE DAVVERO. A chi il lavoro di insegnante lo ama davvero, a chi lo fa con passione, con il cuore, per i bambini. Date spazio a chi vuole lavorare. La dovete AI GIOVANI CHE FUGGONO. Le nostre giovani laureate, le nostre educatrici, sono costrette ad andare al Nord a lavorare nelle scuole, perché qui le nostre strutture vengono chiuse o bloccate così. Le formate qui e le mandate via. È una vergogna”.

“E lo dovete e BASTA. Perché L’ISTRUZIONE NON È UN OBBLIGO, MA UN DIRITTO. Non è una concessione che ci fate. È un diritto dei nostri figli. E ad oggi questo diritto a Samo è negato. I nostri bimbi stanno a casa ad aspettare le barzellette che da aprile ci vengono raccontate. E mentre aspettano, vedono questa meravigliosa opportunità venire meno alle loro innocenti vite. Non chiediamo favori. Pretendiamo la riapertura. Vogliamo una data. Vogliamo un atto concreto”.