La Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCEPS) ha accolto i ricorsi presentati da Giulio Esposito e dagli altri componenti della lista “Cambiare si può” contro l’Ordine TSRM-PSTRP di Reggio Calabria, annullando gli atti impugnati della procedura elettorale svolta per il rinnovo degli organi relativo al quadriennio 2022-2026.
La decisione è stata pronunciata nell’adunanza pubblica del 1° luglio 2026, dopo oltre tre anni dall’avvio del contenzioso. Giulio Esposito e gli altri ricorrenti erano rappresentati e difesi dall’avvocato Gaetano Mercadante, che ha sostenuto le ragioni della lista nel giudizio davanti alla CCEPS. La CCEPS ha inoltre condannato la parte resistente, cioè l’Ordine, alla rifusione delle spese di lite, quantificate complessivamente in 3.000 euro oltre agli accessori di legge.
La candidatura esclusa e l’origine del contenzioso
La vicenda era iniziata nell’autunno del 2022, quando Esposito, in qualità di referente della lista “Cambiare si può”, aveva trasmesso tramite PEC la documentazione per la candidatura. Prima della scadenza del termine, il referente si era recato anche personalmente presso la sede dell’Ordine per consegnare gli originali e procedere all’autenticazione delle firme.
Secondo la ricostruzione contenuta nella decisione, la documentazione non sarebbe stata ricevuta dal presidente dell’Ordine, che aveva ritenuto già perfezionata la presentazione tramite PEC. Due giorni dopo, la lista era stata esclusa per alcune criticità formali. L’esclusione era stata inizialmente contestata davanti al TAR Calabria, che aveva poi dichiarato il proprio difetto di giurisdizione in favore della CCEPS. Successivamente, i ricorrenti avevano impugnato anche gli esiti della tornata elettorale e la proclamazione degli eletti.
La valutazione della CCEPS
Nel merito, la Commissione ha ritenuto fondati i ricorsi, contestando le modalità con cui era stata gestita la candidatura. Secondo la pronuncia, l’Ordine non avrebbe improntato la propria azione ai principi di efficienza, buon andamento, trasparenza e imparzialità, non garantendo la piena partecipazione delle liste alla competizione elettorale.
Particolare rilievo è stato attribuito al mancato ricevimento della documentazione originale. Per la CCEPS, non sarebbe stato possibile opporre barriere formalistiche e, allo stesso tempo, imputare agli interessati carenze documentali derivanti dal rifiuto di acquisire e verificare gli atti presentati. La Commissione ha richiamato il principio del favor partecipationis e la necessità di tutelare il diritto di elettorato passivo, definito come un diritto fondamentale che non può essere limitato al di fuori dei casi previsti dalla legge. L’illegittimità dell’esclusione della lista ha quindi prodotto effetti anche sugli atti successivi della procedura, determinandone l’annullamento nei limiti stabiliti dal dispositivo della decisione.
La nuova tornata elettorale e le richieste dei ricorrenti
Nel frattempo, con un avviso dell’11 settembre 2026, l’Ordine ha convocato le nuove elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori dei Conti per il quadriennio 2026-2030. Le votazioni sono state fissate in prima convocazione per il 3, 4 e 5 ottobre, in seconda convocazione per il 10, 11 e 12 ottobre e in terza convocazione per il 17, 18 e 19 ottobre. Alla luce della decisione della CCEPS, Esposito e gli altri ricorrenti chiedono ora alla Federazione nazionale TSRM e PSTRP e agli organi competenti di valutare la sospensione delle operazioni elettorali, l’eventuale commissariamento dell’Ordine di Reggio Calabria e l’adozione di garanzie di terzietà, trasparenza e imparzialità per la nuova procedura.
Tra le richieste figura anche la verifica dell’eventuale sussistenza dei presupposti normativi per impedire la ricandidatura dei componenti del direttivo uscente coinvolti nella gestione della precedente procedura. Su questo punto, tuttavia, la decisione della CCEPS non dichiara alcuna incandidabilità: si tratta di una richiesta avanzata dai ricorrenti, sulla quale dovranno eventualmente pronunciarsi gli organi competenti.
«Giustizia è fatta», hanno commentato Giulio Esposito e gli altri ricorrenti, assistiti dall’avvocato Gaetano Mercadante, sottolineando che la loro iniziativa non sarebbe rivolta contro singole persone, ma alla tutela delle regole e della partecipazione democratica degli iscritti. La decisione apre ora un nuovo fronte istituzionale, mentre resta da comprendere quali conseguenze produrrà sulla tornata elettorale già convocata e sulle future modalità di rinnovo degli organi dell’Ordine.
