Reggio Calabria: al Cineteatro Odeon arriva Forest, il documentario sulla tempesta Vaia e il futuro dei boschi

Giovedì 22 ottobre alle ore 19 la proiezione del film diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon. Al centro la devastazione del Monte Meletta, la diffusione del bostrico e la formazione di quattro giovani operatori forestali. Previsto un dibattito con il professor Andrea Rosario Proto dell'Università Mediterranea

Le conseguenze della tempesta Vaia, la diffusione del bostrico e la sfida di proteggere i boschi attraverso una gestione sostenibile. Sono i temi al centro di “Forest – Il futuro ha radici antiche”, il documentario diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon che sarà proiettato giovedì 22 ottobre, alle ore 19, al Cineteatro Odeon di Reggio Calabria. Il film, prodotto e distribuito da Cineblend, accompagna gli spettatori alla scoperta del mondo forestale, raccontando il rapporto tra uomo e natura attraverso la storia del Monte Meletta, sull’Altopiano dei Sette Comuni, e le esperienze di chi ogni giorno lavora per la cura e la gestione del patrimonio boschivo.

La serata è organizzata in collaborazione con la Sezione CAI di Reggio Calabria e il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria. All’appuntamento parteciperà anche il professor Andrea Rosario Proto, che interverrà nel dibattito dedicato ai temi affrontati dal documentario. Un’occasione per approfondire le conseguenze dei cambiamenti ambientali e comprendere il ruolo delle professioni forestali nella salvaguardia degli ecosistemi e nella gestione delle risorse naturali.

La tempesta Vaia e il bostrico: cosa è successo ai boschi del Monte Meletta

Il documentario conduce il pubblico nel bosco del Monte Meletta, nel Comune di Gallio, sull’Altopiano dei Sette Comuni, un territorio profondamente segnato dagli effetti della tempesta Vaia e dalle trasformazioni ambientali che ne sono seguite. Alla devastazione provocata dall’evento meteorologico si è aggiunta la diffusione del bostrico, un insetto che attacca gli abeti rossi e che ha trovato nelle aree colpite dalla tempesta condizioni favorevoli per una proliferazione particolarmente intensa. È proprio da questo scenario che prende forma il racconto cinematografico, nel quale il bosco non viene osservato soltanto come elemento del paesaggio, ma come un ecosistema prezioso, attraversato da equilibri complessi e da necessità di intervento che spesso sfuggono allo sguardo comune. Il film mette in evidenza anche il ruolo delle foreste come risorsa per la bioeconomia, mostrando quanto la loro gestione richieda una conoscenza approfondita delle dinamiche naturali. Attraverso le immagini del territorio e le testimonianze dei protagonisti, “Forest” intreccia ambiente, memoria e tradizioni, invitando a riflettere sulle conseguenze delle trasformazioni del patrimonio boschivo e sull’importanza di adottare strategie di tutela capaci di guardare al futuro delle comunità.

Quattro giovani imparano a prendersi cura del bosco: la formazione al centro del film

Protagonisti di “Forest – Il futuro ha radici antiche” sono due ragazze e due ragazzi, allievi di un corso di formazione forestale, impegnati in un percorso che li porta a confrontarsi direttamente con le attività di gestione e manutenzione del bosco. Ad accompagnarli sono i fratelli Michele e Giorgio Sambugaro, operatori esperti che li guidano nel passaggio dalla teoria alla pratica, trasmettendo competenze e conoscenze maturate attraverso il lavoro sul territorio. I quattro giovani imparano a riconoscere i segnali meno evidenti dell’ambiente forestale, a individuare le situazioni di rischio e a comprendere la responsabilità che accompagna ogni intervento. Il documentario racconta così un mestiere antico, ma profondamente trasformato dalla ricerca scientifica, dall’evoluzione tecnologica, dalla cultura della sicurezza e da una crescente consapevolezza ecologica. Al centro emerge la necessità di formare professionisti capaci di lavorare nei boschi con competenza, metodo e rispetto per l’ambiente, superando la contrapposizione semplicistica tra tutela della natura e gestione forestale. Il percorso dei giovani allievi diventa quindi il filo conduttore di una riflessione più ampia sulla sostenibilità e sull’importanza di tramandare conoscenze che oggi devono confrontarsi con nuove sfide ambientali.

Al Cineteatro Odeon il confronto con il CAI e l’Università Mediterranea

La proiezione in programma a Reggio Calabria si inserisce nel percorso di diffusione nazionale del documentario, che attraverso un tour in diverse città italiane punta a far conoscere al grande pubblico le attività e le competenze di chi si occupa della gestione forestale. L’iniziativa coinvolge esperti del mondo della montagna e delle professioni legate ai boschi, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sull’importanza di questo settore per l’ambiente e per la società. La collaborazione con la Sezione CAI di Reggio Calabria e con il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea offrirà l’opportunità di approfondire i temi del film anche attraverso il confronto con il mondo scientifico e con chi si occupa di montagna e territorio. In particolare, il contributo del professor Andrea Rosario Proto al dibattito permetterà di affiancare alla narrazione cinematografica un momento di riflessione sulle questioni ambientali e forestali affrontate nell’opera. Il documentario porta infatti all’attenzione del pubblico un settore spesso poco conosciuto nelle sue reali dinamiche, nonostante il ruolo fondamentale che la gestione dei boschi svolge nella protezione degli ecosistemi e nell’utilizzo sostenibile delle risorse naturali.

Forest, un viaggio tra ambiente, memoria e sostenibilità

Prodotto da Cineblend, il film propone uno sguardo sulle moderne attività forestali, mostrando come la cura dei boschi sia strettamente collegata alla tutela del patrimonio naturale e al futuro delle comunità. Le testimonianze degli operatori e il percorso formativo dei quattro giovani protagonisti permettono di raccontare un lavoro che conserva un forte legame con le tradizioni, ma che richiede oggi competenze sempre più specializzate. Il documentario affronta la gestione sostenibile delle foreste come una responsabilità che coinvolge non soltanto gli addetti ai lavori, ma l’intera collettività, chiamata a conoscere e comprendere il valore degli ecosistemi boschivi. Le conseguenze della tempesta Vaia e la successiva proliferazione del bostrico rappresentano il punto di partenza di una narrazione che guarda alla necessità di proteggere l’ambiente attraverso interventi consapevoli e una formazione adeguata. L’appuntamento di giovedì 22 ottobre alle ore 19 al Cineteatro Odeon offrirà quindi al pubblico reggino la possibilità di scoprire una realtà professionale poco raccontata e di partecipare a un momento di approfondimento dedicato alla salvaguardia delle foreste, al rapporto tra uomo e natura e alle sfide della sostenibilità ambientale.

foresta bosco