Si è svolto sabato 26 settembre 2026, nella chiesa S. Maria di Porto Salvo in Gallico Marina, un convegno dal tema: “POVERTA’ E PROVVIDENZA. Istanze sociali e solidarietà” nelle associazioni reggine di mutuo soccorso tra il XIX° E XX° secolo”. Dopo i saluti iniziali del parroco, don Angelo Battaglia, il sig. Domenico Mazzù ha introdotto l’argomento spiegando la storia del quadro, donato da Guglielmo Mennella nel 1893 alla Società marittima di mutua assistenza di Gallico Marina.
Relatori del convegno sono stati il prof. Giuseppe Cantarella, docente presso la cattedra di Economia italiana e del Mezzogiorno della Facoltà di Giurisprudenza ed Economia dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e il prof. Andrea Filocamo, docente di Economia italiana e del Mezzogiorno presso l’ Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Il quadro, del quale non si conosce l’autore, reca in basso a destra una frase dedicatoria che così recita: “alla Società Marittima di Mutua Assistenza di Gallico. Dono di G. Mennella Bulone 1893. Napoli“.
Il donatore del quadro, Guglielmo Mennella Bulone, figura in pubblicazioni economiche ed Annuari del primo novecento che lo indicano come esportatore. L’esportazione comprendeva prodotti di diversa tipologia anche freschi come i lupini o quelli della lavorazione del pomodoro col marchio di fabbrica registrato nel 1921. Di Guglielmo Mennella Bulone, si hanno scarse notizie, probabile che egli discendesse da un ramo dei Mennella di Napoli, sviluppatosi in Sicilia, stabilitosi nel tempo, a Messina ma non sono stati trovati al momento riscontri documentari che ne attestino con certezza la sua appartenenza.
La società marittima di mutua assistenza si costituì il 7 gennaio 1894 con atto rogato dal notaio Pasquale Genova di Gallico, i soci sottoscrittori appartenevano a storiche famiglie marinare gallicesi ma si sottoscrisse anche il capitano marittimo Domenico Spinella di Catona. La società aveva lo scopo di assistere economicamente nelle emergenze ordinarie e straordinarie, i propri soci in un epoca di grandi difficoltà socio-economiche. Un’attività filantropica di prossimità ben strutturata che non aveva precedenti nella nostra comunità.
Le norme transitorie dello statuto prevedevano anche la costituzione di una succursale della società di mutua assistenza a New York, per i gallicesi che risiedevano nella metropoli americana e nei suoi immediati dintorni. Un articolo dello statuto dava istruzione riguardo a come doveva essere la bandiera dell’associazione che doveva presentare nel campo verde due mani che si stringevano in segno di fratellanza e nel campo bianco una stella, la stessa che si può notare dipinta nel quadro in basso a destra.
